Sarà la carta d’identità elettronica, lo SPID, un’app di verifica o un portafoglio digitale. Qualunque sia il mezzo, il fine è uno: vietare l’accesso ai siti porno e di gioco d’azzardo ai minorenni. Con la delibera 96/25/CONS, l’AGCOM rende operativa una delle misure più discusse degli ultimi anni.
Si tratta dell’attuazione dell’articolo 13-bis del cosiddetto Decreto Caivano, che ha imposto un principio chiaro: proteggere la dignità e la salute psicofisica dei minori, vietando in modo esplicito l’accesso a contenuti a luci rosse.
Come funziona la verifica digitale dell’età?
Il cuore del sistema è strutturato su due passaggi separati:
- Identificazione dell’utente
- Autenticazione a ogni accesso
L’idea è quella di costruire un filtro che, da un lato, certifichi la maggiore età e, dall’altro, non riveli dati personali a chi ospita i contenuti. AGCOM parla di “doppio anonimato”: i fornitori del servizio non conoscono il sito per cui l’età viene verificata, e il sito non sa nulla sull’identità dell’utente.
Un esempio? L’uso dell’app IO o altri strumenti integrati con identità digitale per ottenere un token anonimo che attesta l’età, senza svelare chi sei. Ma i dettagli tecnici restano ancora sfumati.

Tempistiche e obblighi per i siti web
Le piattaforme e i siti che diffondono contenuti pornografici o di gioco d’azzardo in Italia avranno sei mesi di tempo per adeguarsi, a partire dalla pubblicazione ufficiale della delibera.
Chi non si conforma, rischia grosso: AGCOM potrà ordinare il blocco dell’accesso al sito, almeno fino a quando non verranno implementate le verifiche richieste.
Un blocco “geolocalizzato”
C’è un dettaglio che solleva non pochi interrogativi: la misura si applica solo agli utenti italiani, o comunque a chi accede dall’Italia o dall’Unione Europea.
E allora? Basta attivare una VPN per aggirare il divieto? Forse. I software di navigazione anonima mascherano la provenienza geografica e crittografano i dati. E finché non sarà chiarito il modo in cui i siti dovranno comportarsi con IP non europei, il varco resta aperto.
La frontiera tra privacy e protezione
Uno dei punti più delicati riguarda la gestione dei dati. AGCOM ha lavorato a stretto contatto con il Garante per la privacy per bilanciare due esigenze apparentemente in contrasto:
- Evitare che i minori accedano a contenuti pericolosi
- Non creare archivi sensibili sui gusti o le abitudini digitali degli adulti
La soluzione, almeno sulla carta, è un sistema in cui la “prova dell’età” non contiene nessun dato identificativo. Un bollino digitale che dice solo “ok, ha più di 18 anni”, senza dire nulla di più.
Quali strumenti si potranno usare?
L’elenco non è ancora definitivo, ma tra le soluzioni in discussione figurano:
- SPID e Carta d’Identità Elettronica
- App di verifica installate sul dispositivo
- Certificatori terzi indipendenti, accreditati
Tutti questi strumenti dovranno aderire agli standard tecnici dell’Unione Europea, che nel frattempo sta elaborando delle linee guida comuni per tutti i Paesi membri.
Una questione anche culturale
C’è chi applaude alla stretta, vedendola come un baluardo educativo, e chi invece solleva dubbi sull’efficacia e sui rischi per la privacy. Intanto, la delibera AGCOM segna un punto di non ritorno: l’accesso libero a contenuti adulti online non è più scontato.
Le piattaforme dovranno reinventarsi e adeguarsi. Gli utenti dovranno accettare un nuovo livello di intermediazione digitale. I minori? Potranno ancora tentare di aggirare i blocchi, ma non sarà più così semplice come cliccare su “Sì, ho più di 18 anni”.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Nel breve termine:
- La pubblicazione ufficiale della delibera AGCOM
- L’elenco dei software e strumenti autorizzati
- Il recepimento delle linee guida UE
Nel medio periodo:
- Il monitoraggio dei siti da parte di AGCOM
- Eventuali blocchi per chi non si adegua
- Un probabile aumento nell’uso di VPN da parte di chi vuole aggirare il sistema
Una nuova mappa per la navigazione adulta
Il web ha cambiato le regole del desiderio e dell’intrattenimento. Ora tocca alle istituzioni ridefinire i confini. Questa volta non con censura o moralismo, ma con strumenti concreti, tecnologici e – si spera – rispettosi della libertà e della sicurezza di tutte e tutti.









