Con circa 9 milioni di visitatori all’anno, l’impatto economico dei Borghi più belli d’Italia è di oltre 5 miliardi di euro. L’Abruzzo conta 26 bandierine, di cui 12 in provincia dell’Aquila
L’AQUILA – I borghi d’oro. Così potremmo sintetizzare i dati sorprendenti del report “L’impatto economico e occupazionale del turismo e la digitalizzazione nei Borghi più belli d’Italia“, presentato recentemente nella Sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. L’Abruzzo conta 26 bandierine e solo lo scorso novembre Palena (Ch) è diventato il 26° dei borghi più belli d’Abruzzo, di cui 12 in provincia dell’Aquila (Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Castel del Monte, Navelli, Opi, Pacentro, Pescocostanzo, Pettorano sul Gizio, Santo Stefano di Sessanio, Scanno, Tagliacozzo, Villalago).
Con 8.8 milioni di visitatori, 8 miliardi di spesa che corrispondono a 5 miliardi di contributo nazionale, che a loro volta sostengono 91.400 occupati tra alloggio, ristorazione, commercio e trasporti, si arriva a un indotto che costituisce lo 0,3% del PIL italiano e a circa il 7,1% del PIL del settore dell’arte e intrattenimento. Sembra un numero piccolo, però se pensiamo che stiamo parlando di 363 piccoli borghi, che rappresentano una selezione molto forte rispetto a al panorama dei borghi complessivi che abbiamo in Italia, sono cifre molto significative e che devono far riflettere. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia.
A questo contributo economico si accompagna un fenomeno opposto che riguarda la vita sociale dei borghi, quello dello spopolamento e dell’abbandono delle aree interne. La sfida irrinunciabile che si impone nei prossimi anni è quella di rendere vivibili e accessibili i piccoli centri, dotati di servizi e digitalizzazione.
L’associazione «I Borghi più belli d’Italia» nasce nel 2002, con la finalità di promuovere e valorizzare gli oltre 360 piccoli centri abitati, che rappresentano un inestimabile patrimonio storico, paesaggistico, artistico e culturale come espressione dell’autenticità dell’Italia e della sua bellezza, impossibile da trovare altrove. Il turista è la fonte principale dell’economia generata dai borghi: complessivamente questi 8.8 milioni di visitatori hanno una composizione fra nazionale e internazionale, che vede una presenza significativa dei visitatori internazionali: i dati del 2022 parlano di 3,3 milioni di presenze straniere. I maggiori profili di spesa si hanno per i pernottanti: chi pernotta spende più, se non altro per la spesa che deve sostenere per l’alloggio.
Colpisce, però, che sono soprattutto i turisti nazionali a primeggiare nella spesa media giornaliera, il che riflette una maggiore fiducia e conoscenza del territorio che consente al turista nazionale di fare riferimento a un borgo, per poi visitare aree più ampie. Si stima che il turismo indotto dai Borghi abbia contribuito nel 2022 con circa 13,8 miliardi di euro di spesa generata in Italia; togliendo a questa cifra la compensazione dei consumi intermedi, si arriva a una cifra di 5 miliardi di euro.
I settori maggiormente beneficiati dal contributo al PIL sono alloggio e ristorazione (1,6 miliardi di euro, circa il 32% del totale), commercio (771 milioni di euro, circa il 15% del totale) e trasporti (638 milioni di euro, circa il 13% del totale), con un importante effetto positivo sulle entrate fiscali a livello nazionale, pari a più di 2,3 miliardi di euro. In termini assoluti, il maggiore contributo al PIL risulta essere prodotto al Centro e al Nord-Est. L’occupazione che viene garantita è di 91.400 posti occupati in Italia e si è stimato che per ogni occupato diretto, si generano, in termini di lavoro aggiuntivi, 0,8 posti fra indiretti e diretti.
Per quanto riguarda il tema dello spopolamento, la digitalizzazione nei borghi rappresenta una delle leve principali per frenare questo fenomeno che sta diventando sempre più preoccupante. La diffusione della banda larga nei piccoli centri sta incentivando lo smart-working e lo sviluppo di imprese locali che possono interagire agevolmente con il mondo esterno rimanendo in loco. L’evoluzione della copertura della Banda Ultra-Larga (BUL) nei Borghi più Belli d’Italia è in forte crescita negli ultimi anni, sia considerando i comuni che le unità immobiliari (UI) coperte: nel 2023 sono state connesse circa il 40% delle abitazioni dei borghi, così da ridurre il gap di mercato e creare condizioni di sviluppo economico e sociale maggiormente favorevoli.
Dopo il forte aumento dovuto alla pandemia Covid-19, la percentuale di lavoratori dipendenti in modalità smart-working è rimasta a livelli molto più elevati rispetto al periodo pre-Covid. Anzi, il 41,5% dei lavoratori sarebbe disposto a trasferirsi in un luogo più isolato a contatto con la natura ed il 34,5% in un piccolo centro abitato, apprezzando maggiormente la possibilità di una miglior gestione della vita extra-lavorativa e una dimensione sociale più sostenibile. Ciò su cui si è lavorato in questi ultimi anni è stato il tentativo di eliminare il binomio borgo-turismo, che viene ora declinato in borgo-comunità ospitale, perché questa è la formula fondamentale non solo per attirare turismo, ma per trasformare magari i visitatori in nuovi abitanti. Per entrare nella lista dei Borghi più belli d’Italia, infatti, non basta il solo fatto estetico, ma uno dei criteri fondamentali è quello dei servizi per la comunità residente: quindi abitare in un bel borgo, potendo anche usufruire di servizi efficienti e sufficienti.
Il potenziamento della rete dei borghi passa attraverso le sfide sempre più complesse che ci pone la nostra contemporaneità: innovazione e digitalizzazione, ma anche sostenibilità, tutela delle identità locali e delle fiere corte, lotta allo spopolamento delle aree interne e alla denatalità, nonché la creazione di alternative all’overtourism delle più famose città d’arte. Non dobbiamo dimenticare che, quando parliamo di tutela e promozione del nostro patrimonio culturale, indichiamo il mosaico di culture, tradizioni e identità che sussistono nel nostro paese; è un patrimonio fragile che deve essere preservato ad ogni costo, perché una volta perduto sarà impossibile da recuperare.
Per garantirne la salvaguardia dunque è sempre più necessario ascoltare le istanze che vengono dalle comunità locali e diffondere la conoscenza di questi luoghi, raccontando attraverso i social le loro storie e le loro peculiarità. I Borghi più Belli d’Italia hanno bisogno di essere raccontati nella loro essenza e per poterlo fare occorre allineare occhio testa e cuore, come suggeriva Henri Cartier-Bresson, frequentatore dei nostri borghi abruzzesi.
A tale scopo Osvaldo Bevilacqua, che ha divulgato le bellezze dell’Italia per più di mezzo secolo, sta curando una flotta di 100 digital Ambassador, tra fotografi, videomaker, storyteller,che vanno in giro per l’Italia a scattare fotografie e fare riprese alla ricerca dei tesori nascosti offerti non solo dall’Abruzzo, ma da tutto il nostro paese, che è il bel paese per antonomasia.









