L’AQUILA – Dopo oltre 10 giorni di emergenza la Asl aquilana ancora non riesce a superare l’emergenza scoppiata lo scorso 3 maggio. Un gruppo di hacker, che in realtà si è appreso lavoravano sui sistemi informativi Asl già dai giorni precedenti, ha bloccato la Asl rispedendola indietro nel tempo a lavorare con carta e penne, con le spole a piedi o in macchina per fare ogni cosa. A oltre 10 giorni dallo scoppio dell’emergenza il Cup non ha ancora ripreso la piena funzionalità.
Ieri la vicenda è finita anche al Tg5 e in città intanto c’è chi si mobilità: una campagna social è nata su Fb all’insegna dello slogan #ètroppogravepertacere. Ad avviare l’iniziativa, riporta l’Ansa Abruzzo, alcuni esponenti riconducibili al centrosinistra cittadino. “Ho scelto di aderire con convinzione alla campagna – scrive il ricercatore Riccardo Persio -. Quando sono in gioco la salute e la sicurezza delle persone le opinioni politiche devono venir meno, siamo in emergenza, eppure chi ci governa continua a far finta di nulla. È arrivato il momento di accantonare la visione dell’Aquila come set cinematografico e di iniziare a battersi ed alzare la voce per difendere i nostri diritti”. La richiesta è di una maggiore trasparenza.
Nessuna istituzione ad oggi si è avventurata nel commentare, un “doveroso riserbo” aveva spiegato Marsilio mentre proseguono le indagini. La Asl ha solo aggiornato sulla ripresa dei servizi, sottolineando che è stato fatto tutto il possibile.
I dubbi tra i cittadini però serpeggiano, soprattutto sui livelli di sicurezza del sistema e sulle possibili conseguenze dell’esposizione dei dati, due questioni su cui non ci sono ancora dichiarazioni istituzionali ufficiali.
Pur senza conferme dalla Asl 1, i dati, anche sensibili, riconducibili alla Asl e ai suoi utenti continuano ad essere rilasciati in rete. Ieri un pacchetto da oltre 100 gb è stato caricato con per lo più materiale documentale interno, circolari, note e quant’altro. Insieme ai dati un nuovo messaggio per dimostrare una falla in un sistema Sql che interroga un database dell’albo pretorio. Dati, finché non si riuscirà ad oscurare il sito, alla mercé di chiunque.
Un caso simile successe nella AULSS 6 Euganea dove gli utenti furono aggiornati circa la violazione informatica subita tramite una serie di comunicati e fu messo a disposizione un numero verde dedicato per ottenere informazioni nell’immediato rispetto alla propria posizione e indicazioni circa le eventuali azioni e comportamenti da adottare ai fini del contenimento dell’impatto dell’incidente sui diritti e libertà degli stessi.










