Circa 36 studenti e 15 tra insegnanti e organizzatori hanno animato la giornata finale del Transnational Project Meeting in Abruzzo, svoltasi all’Aquila dopo gli appuntamenti di Pescara e Chieti, nell’ambito di DebateCiti – Debate as an Informed Citizenship Practice.
Il progetto è un partenariato Erasmus+ KA210 della durata di 18 mesi, da giugno 2025 a novembre 2026, che utilizza il debate come strumento di educazione civica. Gli obiettivi sono insegnare a verificare le fonti, riconoscere la disinformazione e i deepfake, argomentare le proprie posizioni e ascoltare quelle degli altri.
Capofila del progetto è la Fondazione Hubruzzo Industria Responsabile, affiancata da tre scuole partner in Belgio, Slovenia e Lituania e da quattro istituti abruzzesi associati: il Liceo D’Annunzio di Pescara, il Liceo Vico di Chieti, il Polo Mattioli di Vasto e l’Omnicomprensivo di Popoli.
La Fondazione promuove corsi e campionati regionali di debate per le scuole abruzzesi dal 2019, in collaborazione con la Società Nazionale Debate Italia.
Educazione civica, pensiero critico e partecipazione europea
Sono attualmente attivi cinque debate club, ciascuno composto da due docenti-coach e otto studenti. Sono stati inoltre realizzati tre dei quattro incontri transnazionali di formazione previsti, mentre è in fase di completamento l’eBook Toolkit destinato ai docenti, che sarà distribuito gratuitamente alle scuole.
La giornata conclusiva ha ricevuto il patrocinio de L’Aquila Capitale italiana della Cultura, in considerazione del legame tra la pratica del debate e il tema della città “Multiverso”.
Il dossier di candidatura dell’Aquila pone infatti al centro la coesione sociale e il ruolo dei giovani come protagonisti attivi della vita culturale, non semplici fruitori. In questo contesto, gli studenti non si limitano ad assistere a un evento, ma contribuiscono a costruirlo, prendendo la parola in pubblico e confrontandosi su temi di attualità.
Il progetto assume inoltre una dimensione europea concreta, coinvolgendo scuole di quattro province e rispecchiando l’impostazione policentrica del dossier, sintetizzata nella formula “un territorio, mille capitali”. Al centro c’è una concezione della cultura democratica fondata sulla verifica dei fatti e sul confronto argomentato.
La giornata all’Aquila e la consegna dei diplomi
La visita del gruppo Erasmus DebateCiti nel capoluogo abruzzese è iniziata al Museo Nazionale d’Abruzzo, con la scoperta del Mammuth, ed è proseguita con un itinerario nel centro storico, tra le bellezze della città, la Fontana delle 99 Cannelle e la Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Dopo il pranzo nei ristoranti tipici cittadini, il programma si è concluso con una cerimonia ospitata dall’Istituto di Scienze Religiose, nel centro storico dell’Aquila.
Nella sala Benedetto XVI si sono svolte la consegna dei diplomi agli studenti partecipanti al progetto e la presentazione dell’eBook Toolkit.
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, Sergio Galbiati, presidente della Fondazione Hubruzzo, Raimondo Castellucci, direttore generale della Fondazione, Carla Orsatti, coordinatrice del progetto, e Matteo Giangrande, responsabile dei contenuti scientifici. Orsatti e Giangrande sono entrambi soci della Società Nazionale Debate Italia.
“Il progetto DebateCiti per la Fondazione è una sorta di premio, perché realizza uno degli obiettivi fondativi: la possibilità di mettere insieme gli studenti di quattro Paesi diversi, Belgio, Slovenia, Lituania e Italia, usando lo strumento del debate come linguaggio comune, per confrontarsi su questioni critiche”, ha dichiarato Sergio Galbiati.
“Noi pensiamo, per l’esperienza che abbiamo avuto con questo progetto, che questa sia la strada per collegare le diverse culture e far funzionare l’Europa”.
Soddisfazione anche da parte di Carla Orsatti, che ha sottolineato la capacità dell’iniziativa di mettere sullo stesso piano docenti e studenti.
“DebateCiti ha la particolarità di mettere insieme e sullo stesso piano sia i docenti sia gli studenti. La risposta che abbiamo avuto è stata superiore alle aspettative. Stiamo pensando a come rendere il progetto stabile, per non perdere le connessioni tra Paesi che si sono formate”.
L’obiettivo, ha aggiunto Orsatti, è “non interrompere la serie positiva di creazione e scambio di pensiero tra studenti e docenti di diversa provenienza culturale, per allargarlo ad altre realtà”.









