L’AQUILA – Quattro scuole riconsegnate all’inizio del nuovo anno scolastico, altri edifici vicini alla conclusione dei lavori, nuovi poli in costruzione e interventi che devono ancora arrivare al cantiere. A diciassette anni dal terremoto, la ricostruzione scolastica dell’Aquila presenta situazioni molto diverse da una zona all’altra. Siamo andati a farci un giro.
Il quadro finanziario della ricostruzione scolastica supera oggi i 111 milioni di euro. Nel dossier aggiornato dal Comune al 2 settembre risultavano otto interventi conclusi, undici in corso o appaltati e cinque ancora nelle fasi di progettazione o affidamento. Al programma si affiancano quattro nuovi servizi 0-3 finanziati con il Pnrr a Sassa, Paganica, Collemaggio e Torrione.
C’è poi un capitolo distinto, quello degli edifici scolastici rimasti in uso e della loro sicurezza sismica. In alcuni casi si è intervenuti con lavori di adeguamento, come a Pile; per altri edifici la scelta più recente è invece quella della demolizione e ricostruzione. È il caso dei plessi del Torrione, quello su via de Gasperi sarà ricostruito, mentre ad esempio per il plesso Di Genova è previsto un adeguamento.
La mappa delle scuole consente così di leggere anche le diverse fasi attraversate dalla ricostruzione della città. Nei primi anni gli interventi e i rientri hanno interessato soprattutto periferie e frazioni, dove in molti casi era più semplice procedere. Successivamente la parte più consistente dei cantieri si è concentrata nel centro storico. Oggi diversi interventi pubblici riguardano nuovamente i quartieri esterni al centro, dalle scuole agli impianti sportivi fino ai nuovi servizi.
Il quadro può essere diviso in tre grandi aree: la città compatta, le periferie e le frazioni occidentali, le periferie e le frazioni orientali.
La città compatta
Partendo da Piazza d’Armi, dove sono in corso e programmati lavori per il parco urbano e le altre funzioni previste dal piano di riqualificazione, ci spostiamo verso i plessi in costruzioni.
A poca distanza, a Valle Pretara, è in ricostruzione la primaria Celestino V. L’intervento vale circa 3,5 milioni di euro e prevede cinque classi. I lavori, iniziati nell’ottobre 2023 dopo la demolizione del vecchio edificio, hanno subito una sospensione e successive proroghe. La conclusione è prevista per il 31 dicembre 2026.
A Pettino la primaria Mariele Ventre è stata completata nel 2020. Per la scuola dell’infanzia Pettino-Vetoio il primo lotto è stato concluso nel febbraio 2024, mentre il secondo, destinato a cinque sezioni, è ancora in costruzione e dovrebbe terminare entro dicembre.
A San Sisto-Santa Barbara è in costruzione un polo da 8,82 milioni di euro, con scuola dell’infanzia, primaria e palestra. Il cantiere è iniziato nel 2022, ha attraversato una lunga sospensione ed è successivamente ripartito. Il termine indicato nell’ultimo aggiornamento è il 3 novembre 2026.
Nello stesso comprensivo, il Giuseppe Mazzini, la scuola dell’infanzia di Piletto, in via Salaria Antica Est, è una delle strutture appena riconsegnate: il vecchio edificio è stato demolito e sostituito da una nuova scuola per 60 bambini. La scuola dell’infanzia di Primo Maggio è invece ancora in costruzione.
La secondaria di primo grado Giuseppe Mazzini è interessata da un intervento gestito dal Provveditorato alle Opere pubbliche. La demolizione è stata completata nel 2024; i lavori di ricostruzione, dopo una sospensione, sono ripresi nel giugno 2025. La conclusione è prevista per il 30 giugno 2027.
Più indietro è la Giovanni XXIII, che dovrà comprendere scuola dell’infanzia, primaria e palestra. Nel 2024 il Comune ha chiesto al Provveditorato la restituzione dell’intervento. Il progetto è stato successivamente rivisto perché eccedeva le risorse disponibili e, al 2 settembre, l’esecutivo risultava ancora in verifica. Il cronoprogramma indicava novembre 2026 per l’avvio dei lavori.
Accanto alla ricostruzione c’è poi il capitolo degli adeguamenti sismici degli edifici rimasti in uso. A Pile, in via Salaria Antica, i lavori di adeguamento sono stati completati durante l’estate, consentendo alla scuola di affrontare il nuovo anno con l’intervento concluso. È uno dei casi più significativi di messa in sicurezza di un edificio esistente, distinto quindi dalle demolizioni e ricostruzioni che interessano altri plessi.
Al Torrione, invece, l’indirizzo è cambiato. Per la vecchia scuola non si punta più all’adeguamento dell’edificio esistente, ma alla demolizione e ricostruzione.
Sempre al Torrione è previsto, separatamente, uno dei quattro nuovi servizi 0-3. Il progetto vale 2,592 milioni di euro ed è il meno avanzato dei quattro: l’esecutivo è stato approvato, ma all’inizio di settembre la procedura per affidare i lavori era ancora in preparazione.
A Collemaggio (immagine in basso) è invece già in corso la realizzazione del nuovo servizio 0-3, finanziato per 1,08 milioni di euro.
Nella stessa area il Comune programma il futuro polo scolastico da 18,6 milioni di euro destinato a riunire la scuola dell’infanzia San Bernardino, la primaria De Amicis e la secondaria di primo grado Carducci. L’intervento non è ancora arrivato alla fase dei lavori.
È uno dei principali nodi ancora aperti. Prima del terremoto De Amicis e Carducci erano in centro. La programmazione comunale prevede il loro trasferimento a Collemaggio. Nel dibattito è stata avanzata anche l’ipotesi di utilizzare l’ex Itas, mantenendo quindi le scuole nello stesso quadrante urbano. Per l’ex Itas, tuttavia, la Provincia ha già aggiudicato lavori per 9,8 milioni di euro e prevede di destinarlo all’istituto Colecchi, con l’avvio del cantiere entro la fine del 2026.
Periferie e frazioni ovest
A Coppito una delle strutture scolastiche realizzate nel post-sisma è stata adeguata per un utilizzo stabile. I lavori sulla primaria Buccio da Ranallo, per circa 1,4 milioni di euro, sono terminati il 4 settembre e la scuola è stata riconsegnata per l’avvio dell’anno scolastico. Il plesso ospita cinque classi e 125 alunni.
Ad Arischia l’intervento sulla scuola Taranta, che comprende infanzia e primaria, è invece concluso dal 2020.
L’intervento principale dell’area occidentale è il nuovo polo di Sassa. Il progetto vale 12 milioni di euro e prevede una capacità complessiva di 520 studenti: 120 nella scuola dell’infanzia, 250 nella primaria e 150 nella secondaria di primo grado. I lavori sono stati consegnati nel giugno 2026 e la conclusione è prevista nel maggio 2028.
Il sito è diverso da quello inizialmente considerato. La localizzazione è stata modificata dopo le verifiche geologiche e l’individuazione di una faglia attiva e capace nell’area precedentemente ipotizzata. Il nuovo polo viene realizzato nell’area dell’ex istituto agrario.
Sempre a Sassa è in costruzione uno dei nuovi servizi 0-3, finanziato per 1,152 milioni di euro.
Nella stessa parte del territorio comunale restano Preturo e, tornando verso la città, Roio, dove la sistemazione scolastica è passata attraverso il recupero o l’utilizzo stabile di edifici già esistenti e di strutture realizzate dopo il terremoto.
Periferie e frazioni est
La parte orientale presenta una delle concentrazioni maggiori di interventi.
Due opere sono state appena concluse nel territorio di Paganica. La nuova scuola dell’infanzia è stata riconsegnata con l’avvio dell’anno scolastico. È concluso anche il polo Gignano-Torretta-Sant’Elia, intervento da oltre 8,4 milioni di euro.
Resta invece in costruzione la primaria Francesco Rossi di Paganica, intervento da 5,85 milioni. Il contratto con la prima impresa è stato risolto nell’aprile 2025 per grave inadempimento. Dopo il subentro di una nuova impresa, i lavori sono ripresi nel marzo 2026, preceduti dalla demolizione dei pilastri già realizzati. Il termine previsto è giugno 2027.
Nella stessa area è programmata la nuova secondaria di primo grado, con nove classi e palestra, nell’area dell’ex Teatro Tenda. Il cantiere non è ancora aperto: al 2 settembre era in corso la gara. Il cronoprogramma prevede l’avvio dei lavori nel febbraio 2027 e la conclusione nel gennaio 2029.
A Paganica è inoltre in costruzione un nuovo servizio 0-3 da 1,44 milioni di euro.
Più a sud rientrano nella stessa geografia orientale Bagno e Pianola. A Bagno Grande la scuola dell’infanzia è già stata ricostruita: l’intervento da 1,3 milioni si è concluso nel 2023.
Per Pianola è previsto invece un nuovo polo con scuola dell’infanzia e primaria. Il progetto vale 4,99 milioni di euro. L’esecutivo è stato approvato nel giugno scorso e ad agosto è stata avviata la procedura per la gara. Il cronoprogramma prevede l’inizio dei lavori nel 2027 e la conclusione nel 2029. La realizzazione comporta anche una nuova sistemazione della viabilità di accesso.
Restano infine i plessi e le strutture delle altre frazioni orientali, come Bazzano, costruita dopo il sisma dalla donazione Fiat.
Nel complesso, la rete scolastica che emerge non coincide con quella precedente al terremoto. Alcune scuole sono state ricostruite nelle sedi originarie, altre vengono trasferite, altre vengono riunite in nuovi poli. In alcuni casi sono state adeguate strutture realizzate nel post-sisma; per alcuni edifici ancora utilizzati si è intervenuti con lavori di adeguamento sismico, mentre per altri è stata scelta la demolizione e ricostruzione.
I tempi restano molto diversi. Alcuni cantieri dovrebbero concludersi entro il 2026, altri proseguiranno fino al 2027 e al 2028; altri ancora devono partire.









