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Un giorno al ‘rifugio’

Situato a Paganica, ' Cucce felici' accoglie i cani che arrivano dal canile sanitario della Asl dell'Aquila

Un giorno al ‘rifugio’
La giornata al rifugio della Lega nazionale per la protezione del cane, sez. dell'Aquila, inizia alle 8.00 del mattino, tutte le mattine, dal lunedì alla domenica, col sole e con la pioggia, col freddo e con il caldo. I cancelli chiudono alle 13.00.

L’AQUILA – La giornata al rifugio della Lega nazionale per la protezione del cane, sez. dell’Aquila, inizia alle 8.00 del mattino, tutte le mattine, dal lunedì alla domenica, col sole e con la pioggia, col freddo e con il caldo.

I cancelli chiudono alle 13.00. Non esistono feste tantomeno chiusure per ferie; si fanno i turni perché gli ospiti hanno bisogno di assistenza continua.

In questo periodo sono poco più di 350 i cani di cui prendersi cura ma si è arrivati anche a 420 esemplari. 

Esteso su un ettaro di terreno, è stato pensato per accogliere i ‘pelosi’ nella maniera etologicamente più corretta. Gli animali hanno molto spazio a disposizione, possono scavare buche e rotolarsi nel fango. 

La pianta del rifugio

Alcuni di loro vivono lì da molti anni; altri, invece, sono solo di passaggio. Tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle 10.00 a mezzogiorno, il personale del rifugio è a disposizione degli adottanti. 

Altissima l’attenzione rivolta alle future famiglie perché il cane, una volta portato in casa, non venga poi riportato indietro.

“Invitiamo chi vuole adottare un cane a venire a vederlo da vicino, a sporcarsi le mani e le scarpe”, dice Cristian Evangelista, educatore cinofilo della Lega per la difesa del cane.

“Un cane non si prende con il cuore, solo perché fa tenerezza. Averne uno comporta una scelta consapevole e responsabile; ecco perché diciamo a tutti di non sceglierlo su internet ma di rendersi conto di cosa voglia dire”.

Un rifugio che è destinato a crescere. Presto verranno realizzati nuovi recinti e forse anche un ‘asilo’ per i cani degli associati. Non solo: c’è anche l’idea di costruire una biblioteca con testi dedicati esclusivamente agli animali dove attingere i volumi in prestito per imparare qualcosa di più dei nostri meravigliosi amici. 

Tra i vari progetti, ce n’è uno terminato da poco che si è potuto realizzare grazie ad una donazione della famiglia Mannucci per volontà di Michela e Stefania, sorelle di Mauro giovane alpino e sportivo, travolto da un’auto mentre era in bicicletta. 

Con i fondi che le sorelle Mannucci hanno destinato al rifugio, si è potuto rispolverare il progetto, pensato prima del covid insieme alle Unità forestali, di piantumare degli alberi per donare ai cani l’ombra naturale.

È così che, prima della fine dell’anno, 120 alberi hanno arricchito la flora del rifugio.