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Usi civici tra storia e implicazioni attuali, il caso Paganica e San Gregorio in un libro

Usi civici tra storia e implicazioni attuali, il caso Paganica e San Gregorio in un libro
Pubblicato il volume “I terreni demaniali culti, coltivati e dissodati da particolari cittadini” in tenimento di Paganica e San Gregorio dell’Aquila non sono “terreni di uso civico”, firmato da Massimo Mastracci e Bernardino Romano. Il testo affronta la tematica del “demanio culto” e la diatriba tra Asbuc di Paganica e San Gregorio e cittadini proprietari di terreni a monte dei due centri abitati. Lo studio ricostruisce la vicenda con documenti d’archivio e ripercorre passaggi storici fino ai temi più recenti legati anche al metanodotto Snam Sulmona-Foligno.

L’AQUILA – Il dibattito sugli usi civici e le proprietà private viene affrontato in una pubblicazione dedicata alla tematica del cosiddetto “demanio culto (ossia coltivato)”, con l’obiettivo di offrire elementi utili alla diatriba che contrappone l’Amministrazione separata ai Beni di Uso civico di Paganica e San Gregorio e cittadini proprietari di terreni posti a monte dei centri abitati, ritenuti erroneamente essere di uso civico.

Il volume e gli autori
Il libro (Murgo editore) è firmato da Massimo Mastracci e Bernardino Romano ed è intitolato “I terreni demaniali culti, coltivati e dissodati da particolari cittadini” in tenimento di Paganica e San Gregorio dell’Aquila non sono “terreni di uso civico”. Lo studio è stato effettuato consultando e pubblicando documenti inediti relativi all’organizzazione fondiaria del territorio di Paganica a partire dal 1530, anno della sua infeudazione ad opera dell’Imperatore Carlo V.

Dall’abolizione della feudalità ai “demani culti”
In sintesi, dopo l’abolizione della feudalità da parte di Giuseppe Bonaparte, Re di Napoli e di Sicilia, avvenuta con la Legge n. 130 del 2 agosto 1806, i terreni del Feudo di Paganica tornarono ad essere di proprietà dei privati cittadini. Con la Restaurazione borbonica, dal 1814 in poi, furono però creati dal Comune di Paganica i cosiddetti ruoli dei “terreni demaniali culti, coltivati e dissodati da particolari cittadini”: vista la carenza di altre entrate, vennero individuati terreni da tassare, disposti a macchia di leopardo sul territorio comunale, classificati come demani culti per esigenze di bilancio.

La verifica del 1933 e lo stop della guerra
Questa tassazione aggiuntiva, gravante inizialmente solo su alcuni cittadini di Paganica, continuò con l’Unità d’Italia, quando si andarono ad aumentare man mano le superfici e le persone interessate, fino ad arrivare all’ultima verifica demaniale del territorio di Paganica effettuata nel 1933 dall’avvocato Anacleto Marinelli e che andò ad interessare gran parte della popolazione residente. La duplice operazione di chiedere prima la reintegra dei terreni al patrimonio comunale, spossessandone i legittimi proprietari, per poi far loro eventualmente formulare una richiesta di legittimazione, ovvero di riacquisto di quegli stessi terreni, venne interrotta dallo scoppio della Seconda guerra mondiale, poiché le planimetrie e i ruoli relativi alla verifica demaniale Marinelli furono elaborati dall’ingegner Gaetano Lorito solo nel 1941.

Il tema degli ultimi anni e il metanodotto
Secondo quanto riportato nel testo, lo spossessamento è stato ripreso negli ultimi anni da enti e amministrazioni locali del territorio, anche a seguito della possibilità di ottenere indennizzi in cambio dell’enorme danno ambientale che sarebbe provocato, nel caso avvenga il previsto passaggio su questi terreni, dal metanodotto Snam Sulmona-Foligno. All’Aquila, il volume è disponibile al Cercalibro.