Il Tar dell’Abruzzo ha annullato tre ordinanze con cui il Comune dell’Aquila aveva disposto la demolizione di altrettanti manufatti in legno nell’area del complesso “Magione Papale Relais & Restaurant”, in località Mulino Taranta, come riportato da Il Centro. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso della società Hotel San Michele, ritenendo illegittimi i provvedimenti comunali per difetto di istruttoria, carenza di motivazione e contraddittorietà rispetto a un precedente atto dell’ente.
Le strutture e la loro origine
I manufatti in questione erano stati installati dopo il terremoto del 6 april 2009 per ospitare tre nuclei familiari, secondo i criteri stabiliti dall’amministrazione comunale. Nel 2025, una volta che le strutture erano tornate nella disponibilità della società proprietaria, quest’ultima aveva presentato un progetto di demolizione e ricostruzione con contestuale spostamento degli edifici in un’altra area del complesso ricettivo, con destinazione a case vacanza.
Il progetto era stato approvato con il provvedimento conclusivo della conferenza di servizi del 30 aprile 2025, che aveva sostituito tutti gli atti di assenso necessari. I lavori erano poi iniziati il 21 maggio.
Le ordinanze e il ricorso
Il 31 luglio 2025 il Comune aveva adottato tre ordinanze di demolizione, notificate il 7 gennaio scorso. A fondamento dei provvedimenti figuravano due motivazioni: la presunta difformità dei manufatti rispetto ai parametri fissati nel 2009, con particolare riferimento alla superficie, e il fatto che le famiglie assegnatarie avessero nel frattempo riottenuto l’agibilità delle abitazioni originarie.
Il Tar ha rilevato che le ordinanze non facevano alcun riferimento al titolo autorizzativo rilasciato pochi mesi prima, ancora valido ed efficace. Secondo il collegio, il Comune avrebbe dovuto anzitutto annullare in autotutela quel provvedimento, nel rispetto delle procedure previste dalla legge. In assenza di questo passaggio, l’azione amministrativa è risultata contraddittoria: da un lato l’ente aveva autorizzato la rimozione e la ricollocazione dei manufatti, dall’altro ne ordinava la demolizione.
La decisione del Tar
Il collegio, presieduto da Maria Abbruzzese con estensore Mario Gabriele Perpetuini, ha annullato le ordinanze comunali numero 15, 16 e 17 del 2025. Il Comune dell’Aquila è stato condannato a pagare duemila euro di spese di giudizio, oltre agli accessori di legge.
La sentenza lascia ferma la possibilità per l’amministrazione di adottare nuovi provvedimenti, a condizione che vengano rispettate le corrette sequenze procedimentali previste dalla normativa vigente.









