L’AQUILA – Nuovo taglio al Superbonus, in particolare alle eccezioni che erano rimaste in campo, in materia di cessione del credito e sconto in fattura, su aree terremotate e altre fattispecie come gli edifici del terzo settore. Il blitz del Ministro delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, nel Cdm di ieri arriva come un fulmine a ciel sereno, le opposizioni criticano pesantemente il nuovo decreto. Sul piede di guerra anche i costruttori.
Il nuovo decreto di Giorgetti, ne andrà valutata la sua stesura definitiva, è stato giustificato per far quadrare i conti in vista del Documento di Economia e Finanze del prossimo aprile ma è stata annunciata di fatto l’eliminazione di quelle residue fattispecie faticosamente salvate qualche mese fa.
Il Superbonus 110% nelle zone terremotate non avrebbe dovuto subire variazioni fino al 31 dicembre 2025 e, anzi, erano stati chiusi gli accordi con gli istituti di credito per continuare a fruirne anche sotto forma di sconto in fattura e cessione del credito. Ora la nuova stretta.
Sull’annuncio del Ministro Giorgetti è arrivato il commento indignato del Presidente di ANCE L’Aquila Gianni Frattale.
“Non può sfuggire agli imprenditori abruzzesi e a molti cittadini ancora alle prese con i lavori della ricostruzione post sismica, compensabili oggi solo grazie al super bonus 110%, come fino a 17 giorni prima le elezioni regionali il futuro fosse tutto un fiorire di buoni presagi, secondo i rappresentanti del Governo, e come invece 17 giorni dopo da quel 10 marzo tutti gli incubi tornano miseramente nel nostro quotidiano.”
“Nessuno conosce ancora i particolari del nuovissimo Decreto del Governo – continua Frattale – ma se si confermassero le più che esplicite anticipazioni del Ministro Giorgetti, il quale annuncia a sorpresa la fine del Super Bonus 110% anche per le aree terremotate, saremmo di fronte al più sfacciato cinismo elettorale. Infatti colpisce in primo luogo la tempistica che rivela uno spregiudicato e strumentale inganno ai danni delle imprese e di chi è alle prese con la ricostruzione della propria casa e della propria vita, a 15 anni dal sisma.“
“In secondo luogo il provvedimento non può che originare dalla mancanza di sensibilità verso il completamento della ricostruzione che senza lo sconto in fattura e la cessione del credito, i meccanismi che il Governo ha annunciato di eliminare, entrerà ufficialmente nell’abulia, non essendo ad oggi i parametri del buono ricostruzione adeguati a coprire i costi reali dei lavori.”
“Una cosa chiediamo da tempo, non privilegi, ma programmazione e trasparenza, con provvedimenti definitivi, anche se severi e impopolari. Si stanno invece fiaccando le imprese con provvedimenti contraddittori emessi ogni due mesi, l’ultimo sul tema a fine dicembre, senza un minimo di ragionamento condiviso. Le imprese vengono continuamente illuse e poi tradite in totale leggerezza, con grave danno per la programmazione del lavoro sia operativa che finanziaria. Gli imprenditori edili, da cui dipendono le famiglie delle loro numerose maestranze, non possono vivere nell’angoscia costante dell’incertezza e della contraddizione di provvedimenti adottati all’ultimo minuto e sempre fuori tempo massimo. Ci chiediamo ora cosa ne farà il Commissario Castelli del miliardo ottenuto dalle banche per la cessione dei crediti della ricostruzione 2016.
Un modo di agire schizofrenico che rivela una mancanza di coordinamento e l’incapacità di visione a lungo termine oltre che un totale scollamento dalla tutela del sistema produttivo di questo Paese che scoraggia dal fare impresa e soprattutto scoraggia dal lavorare nel cratere sismico che rischia di diventare un inglorioso buco nero nell’azione di questo Governo”.
L’appello di Biondi e Marsilio
In subbuglio la politica locale. Un appello a mantenere gli incentivi previsti per i bonus edilizi nelle aree colpite dai terremoti 2009 e 2016-17 arriva stamani anche dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.
“In merito alle anticipazioni del provvedimento varato dal Cdm riguardante la cessazione dei benefici per il cosiddetto ‘contributo rafforzato’ per le aree colpite dal sisma, sin da ieri sera ci siamo attivati, congiuntamente al commissario Guido Castelli, presso Palazzo Chigi, i parlamentari del territorio e gli uffici del Ministero dell’Economia e delle finanze per scongiurare il prevedibile blocco della ricostruzione. – spiegano Biondi, che sul tema ha inviato una lettera ai parlamentari eletti in Abruzzo, e Marsilio – L’utilizzo dei benefici fiscali per il ripristino degli immobili danneggiati dai terremoti del 2009 e del Centro Italia, infatti, non è un privilegio per pochi, come accaduto in molti casi e con conseguente esplosione dei conti pubblici, ma una necessità senza la quale non potremmo continuare ad aprire cantieri”.
“Il ricorso a tali agevolazioni è previsto per la quota in accollo ai proprietari di unità immobiliari inagibili e la loro eliminazione comporterebbe un grave pregiudizio per il processo di ricostruzione, giunta finalmente a un favorevole punto di progresso, e imporrebbe, comunque, un intervento ampliativo della contribuzione parametrica convenzionale oggi prevista, con analoga spesa a carico dello Stato. Il trend attuale delle concessioni emesse porta a ritenere che per il 2024 tale ipotesi di erogazione complessiva di risorse possa attestarsi su cifre che, nella migliore delle ipotesi, non potranno superare, tra i due crateri, l’importo di 700 milioni di euro”.
“Attendiamo, comunque, di leggere il testo definitivo del decreto e confidiamo che il governo terrà conto delle nostre ragioni” concludono sindaco e presidente.
Liris, al lavoro per scongiurare decreto aree cratere, bene incontro con Ministro Giorgetti
“Da ieri siamo a lavoro con i parlamentari abruzzesi e delle altre regioni interessate, in sinergia con il Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli. Stiamo lavorando insieme per scongiurare che le aree del Cratere rientrino in questo decreto. In questo senso, con il collega Sigismondi, ho incontrato in giornata il ministro Giancarlo Giorgetti per spiegare quelle che sono le nostre ragioni. Il Ministro si è dimostrato molto vicino alle nostre posizioni. Ci stiamo muovendo al massimo delle nostre possibilità”.
Così il senatore Guido Liris, di FdI, all’indomani del Consiglio dei ministri in cui è stato approvato il decreto legge che introduce misure urgenti in materia di agevolazioni fiscali con nuove limitazioni sui bonus edilizi.
“Con questo provvedimento verrebbe penalizzato il Cratere ed è facilmente immaginabile cosa significherebbe nell’ambito della Ricostruzione – osserva Liris – Verranno studiati gli opportuni cambiamenti in queste ore che separano il Consiglio dei Ministri dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Altrimenti lavoreremo per migliorare il provvedimento in commissione, in vista della conversione”.
“Abbiamo raccolto gli appelli di sindaci, commercialisti, costruttori e cittadini che si rivolgono a noi chiedendo spiegazioni. Noi continueremo a fare il nostro lavoro. È evidente che c’è una Ragioneria dello Stato che ha visto splafonare in maniera importante i conti e va sottolineato che questa misura è temporanea, nell’attesa di capire come meglio regolamentare uno strumento evidentemente concepito malissimo. Il terremoto comunque non può essere parte integrante di questo tipo di provvedimento e noi continueremo a lavorare per evitarlo”, conclude Liris.
Il Partito Democratico: “Mannaia del Governo, serve mobilitazione”
Durissimi i primi commenti dalle opposizioni. Da Pierpaolo Pietrucci l’invito alla mobilitazione contro un decreto che “getta nel panico tutti coloro che ne sono coinvolti”. “Serve una mobilitazione generale: i sindaci, le imprese, i professionisti, i cittadini, le organizzazioni sindacali e di categoria lancino una gigantesca protesta.”
“Guarda un po’ – insiste Pietrucci – tutto questo avviene subito dopo le elezioni: tanto per confermare la miseria politica di governanti a cui interessa solo prendere i voti, e poi lasciare l’economia locale nello sfascio più totale.”
“Bloccando lo sconto in fattura e la cessione del credito, – prosegue il rieletto consigliere regionale del Pd – le aziende non potranno più cedere i crediti alle banche e non potranno monetizzare i lavori eseguiti.Centinaia, forse migliaia di abitazioni demolite attraverso il cosiddetto Superbonus Rafforzato (mediante rinuncia al contributo ricostruzione) non potranno essere ricostruite, con la conseguenza di generare migliaia di nuovi sfollati, persone che non vedranno ricostruita la loro casa!
La ricostruzione delle Aree dei Crateri sismici si fermerà nuovamente perché tutte le pratiche sono
finanziate in parte con il contributo per la ricostruzione e in parte col Superbonus.
Condomini in tutta Italia che non potranno essere completati, imprese costrette a fallire per mancanza di liquidità, professionisti che non potranno veder riconosciute le progettazioni e, dulcis in fundo, una stagione di contenziosi tra proprietari e aziende per una delle più classiche guerre tra poveri. Anche gli Enti del Terzo settore (per i lavori sulle barriere architettoniche), le cooperative di abitazione e gli Istituti delle Case Popolari verranno falcidiati.“
Duro anche il commento del collega di partito, il senatore Michele Fina: “Con un agguato notturno il Governo Meloni ha inferto l’ultimo definitivo colpo al Superbonus, senza curarsi di famiglie e imprese che saranno danneggiate. Se la notizia venisse confermata sarebbe di una gravità imponderabile nei suoi effetti sulla ricostruzione e su tanti cantieri in corso. Una beffa da parte del Governo che, dopo aver riempito di promesse il territorio in campagna elettorale, con un colpo di mano sottrae ai proprietari il diritto di veder ricostruiti i propri immobili in tempi ragionevoli. Imbarazzato il silenzio dei parlamentari di maggioranza che si erano prodigati ad assicurare che il Superbonus rafforzato sarebbe restato invariato fino al 2025. Il Governo si fermi e faccia immediatamente un passo indietro”.
LE REAZIONI
In aggiornamento
La posizione dei consiglieri comunali Stefano Palumbo, Stefano Albano, Alessandro Tomassoni, Emanuela Iorio, Simona Giannangeli, Stefania Pezzopane, Lorenzo Rotellini, Paolo Romano, Elia Serpetti, Massimo Scimia
“In queste settimane, abbiamo assistito alla ‘discesa’ in massa di esponenti del Governo arrivati in Abruzzo per la campagna elettorale; abbiamo ascoltato promesse e assunzioni di impegni. Peccato che nessuno, tra Presidente del consiglio e Ministri abbia sentito il bisogno in quei giorni di informare gli abruzzesi delle intenzioni che avevano sul Superbonus, notizia che però è trapelata in queste ore. Ebbene, la volontà del Governo di dare un ulteriore giro di vite agli strumenti dello sconto in fattura e della cessione del credito riguarderebbe anche le norme derogatorie collegate ai lavori di ricostruzione nelle zone colpite da terremoti.
È per questa ragione che chiediamo al presidente del Consiglio comunale Roberto Santangelo, approfittando della seduta dell’assise già convocata per il prossimo 8 aprile, di poter aggiungere ai punti già inseriti all’ordine del giorno uno ulteriore riguardante una richiesta di informativa sulla decisione del Governo di cancellare una misura fondamentale, senza la quale i processi di ricostruzione nei crateri 2009 e 2016 rischiano di arenarsi irrimediabilmente. E chiediamo che a fornire tutte le opportune spiegazioni ai tanti cittadini, imprese e tecnici coinvolti, siano direttamente e in prima persona la Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e il Commissario straordinario per la ricostruzione, Guido Castelli, invitati a partecipare.
Ci sembra un atto dovuto, considerato che, fino a qualche giorno fa, l’Abruzzo era al centro dell’agenda del Governo e che si è insistito molto sulla presunta attenzione dell’esecutivo ai problemi dei nostri territori, dentro una filiera di potere che da L’Aquila arriva fino a Palazzo Chigi passando per l’Emiciclo.
Adesso pretendiamo però chiarezza su una misura che, se confermata, rischia di mettere in ginocchio famiglie e a rischio la rinascita dei territori terremotati.
Intanto, annunciamo fin d’ora che depositeremo un ordine del giorno per impegnare le forze politiche di maggioranza e di opposizione ad una mobilitazione contro questo sciagurato e vigliacco provvedimento”. Così i consiglieri comunali Stefano Palumbo, Stefano Albano, Alessandro Tomassoni, Emanuela Iorio, Simona Giannangeli, Stefania Pezzopane, Lorenzo Rotellini, Paolo Romano, Elia Serpetti, Massimo Scimia.
Superbonus, Vittorini (Fdi): “Scelta da rivedere per non penalizzare il territorio”
“La città e la sua rinascita vengono, sempre, prima di tutto. Non accettiamo lezioni da chi ha trasformato lo strumento in un boomerang pericoloso ed illiquido per imprese e professionisti.
Nell’ambito della ricostruzione privata post sisma 2009 (e 2016) il superbonus non può essere inteso nelle forme ordinarie – dichiara Livio Vittorini consigliere delegato del Comune dell’Aquila agli incentivi per le imprese del cratere – ma come strumento a copertura delle somme in accollo ai proprietari degli immobili danneggiati. Ciò al fine, unico ed ultimo, di non lasciare incompleti gli interventi della ricostruzione, laddove la normativa specifica non garantisce la completa copertura economica degli interventi.
Nel corso del 2023 la misura del superbonus è stata rivista dal Governo con il decreto-legge n. 11 – prosegue Vittorini – ma per le aree colpite dai sismi sono state fatte salve le disposizioni precedenti al fine di non pregiudicare i processi della ricostruzione grazie al lavoro dei rappresentanti governativi di Fratelli d’Italia.
Se le suddette agevolazioni del superbonus dovessero essere eliminate – chiarisce il Presidente della Prima Commissione consiliare – si verrebbe a creare una criticità nei processi di ricostruzione, con il rallentamento o il blocco delle attività in alcuni casi, considerando che per il sisma 2009 non è più possibile presentare una nuova istanza di contributo.
Per tale ragione, se venisse a mancare l’applicazione del superbonus, si dovrebbe provvedere ad una modifica normativa per consentire, a coloro che hanno rinunciato al contributo sisma per il superbonus rafforzato, di poter presentare una nuova istanza senza la quale rimarrebbero con gli immobili danneggiati dal sisma.
In termini economici nel corso del 2023 sono stati erogati contributi per la ricostruzione del cratere del 2009 (relativo al Comune dell’Aquila ed ai Comuni del cratere) per un importo totale di 562 milioni; con una stima in tema di ricorso agli incentivi fiscali previsti con il superbonus pari a circa 110milioni, comprensiva dell’incidenza del superbonus rafforzato nell’ordine di 20 milioni.
Per quanto riguarda l’anno in corso, visto l’attuale trend, si stima per il 2024 un costo, maggiorato, in ragione di 150 milioni di euro peraltro coperti finanziariamente dagli accordi in essere che il Comune dell’Aquila ha opportunamente sottoscritto con primari istituti di credito e che possono essere ampliati.
È evidente che i numeri degli impegni economici del superbonus sul cratere della ricostruzione 2009 siano molto esigui rispetto ai dati dei costi segnalati dal MEF sul panorama nazionale, derivanti da altre fattispecie diverse da quelle applicate nei territori colpiti dai sismi; questo è il tema principale da portare all’attenzione della Ragioneria dello Stato così come l’evidenza degli enormi benefici socio-economici deriva te dall’utilizzo dello strumento nei nostri territori.
Siamo, pertanto, a lavoro con i nostri parlamentari per il mantenimento della misura del superbonus nei territori colpiti dai sismi e, nei casi riconducibili alle ipotesi previste dall’art. 119, comma 8-ter del decreto legge n. 34 del 2020, per il mantenimento dello sconto in fattura e della cessione del credito di imposta.
Ad ogni costo va evitato un blocco significativo agli interventi, con le inevitabili ricadute, non solo in termini di fermo delle attività edilizie, ma anche come compromissione della ripresa delle attività e dello sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009”.









