A Rocca Calascio dal 26 al 30 dicembre la chiesa di Santa Maria della Pietà sarà aperta dalle 9.30 al tramonto. Un’occasione da non perdere per vedere dall’interno un capolavoro architettonico che viene fotografato solitamente dall’esterno, ma raramente accessibile al pubblico.
Se chiedete a un bambino di immaginare il castello del suo mondo di fiabe, sicuramente disegnerebbe qualcosa di molto simile alla rocca di Calascio. Abbarbicato sul crinale di una montagna che domina la valle del Tirino e la piana di Navelli, con i suoi 1460 metri di altezza è uno dei castelli più alti d’Italia. La rocca è stata set cinematografico di film nazionali e internazionali in diverse occasioni, come per Lady Hawke nel 1985, il Nome della Rosa nel 1986 e da ultimo The American con George Clooney, tutto girato in Abruzzo. La rocca di Calascio, insieme alla vicina chiesa di Santa Maria della Pietà, disegna l’inconfondibile skyline di questi luoghi. Il castello di Rocca Calascio è stato anche inserito dal National Geographic tra le fortezze più belle al mondo.
Una posizione straordinariamente scenografica è condivisa anche dalla chiesa di Santa Maria della Pietà, subito sotto la rocca. Immersa nel silenzio, questa chiesa sperduta in un paesaggio brullo e contemplativo venne edificata tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, in sostituzione di una precedente cappella votiva. Probabilmente fu il ringraziamento alla Madonna da parte della popolazione locale, che riuscì a respingere una pericolosa banda di briganti che, sconfinando dallo Stato Pontificio, si era diretta verso quelle terre. L’elegante tempietto è a pianta ottagonale, con ciascun lato che misura 5,5 m. L’ottagono è forse richiamo alle correnti tardo-rinascimentali romane o napoletane; Brunelleschi o Bramante sono nomi variamente chiamati in causa. Una scelta che è sembrata singolare, ma in realtà ricorda edifici sacri a pianta centrale dedicati alla Vergine Maria e costruiti all’epoca in Abruzzo, come la Madonna della Consolazione a Poggio Picenze in provincia dell’Aquila, mentre in provincia di Teramo troviamo gli esempi di Santa Maria della Misericordia di Ancarano e il Duomo di Giulianova.
Il prospetto di Santa Maria della Pietà è movimentato dalla presenza di sette nicchie, secondo un motivo aquilano, e dall’ampio portale in stile barocco, sormontato da un timpano spezzato. Lo spazio interno appare luminoso per l’uso della pietra bianca, ma sobrio e severo, scandito da paraste e coperto da una cupola ad otto spicchi. Gli interni erano forse riccamente decorati, ma oggi la maggior parte dei dipinti è andata perduta. Sull’altare principale emergono i colori di una Deposizione dalla croce, con la Vergine che sorregge il corpo esanime del figlio; a destra un gruppo di tre statue inserite in nicchie arricchite con stucchi in stile barocco, con la bellissima scultura in pietra locale di San Michele al centro, raffigurato nell’atto di calpestare il demonio. Al corpo di fabbrica principale si addossa un altro piccolo edificio, la sagrestia, a destra dell’ingresso.

Perché dunque una chiesa così preziosa, in stile tardo-rinascimentale a queste quote? Innanzitutto dobbiamo tener conto che queste furono a lungo le terre di potenti e ricche famiglie toscane, prima dei Piccolomini e in seguito dei Medici. Non dimentichiamo che la via degli Abruzzi era l’antico itinerario che collegava Firenze a Napoli passando per L’Aquila. Attraversava tre stati (Repubblica di Firenze, Stato della Chiesa e Regno di Napoli) mettendo in comunicazione il centro-nord con il sud della penisola. Il segmento abruzzese della via toccava inoltre gli importanti bacini pastorali di Campo Imperatore, Navelli e Capestrano.
Sull’ottagono e sul numero otto, possiamo solo dare dei suggerimenti evocativi, ma non esaustivi. La stella a otto punte è un simbolo della Vergine, coronata dalle otto virtù, tre teologali, quattro cardinali più l’umiltà. Una data antica e importante è quella dell’8 settembre, festa della nascita di Maria, alla quale sono dedicate molte chiese a pianta ottagonale; nello stesso mese il Sole entra nella costellazione della Vergine. Ottagonale era anche la pianta di molti battisteri, simbolo del giorno ottavo, il giorno della resurrezione di Cristo e della rinascita in Dio del fedele nel battesimo. La Madonna è quindi in tal senso fonte di vita e di grazie. L’otto è il numero della rosa dei venti, lei che è la Rosa mistica. L’8 sdraiato è anche il simbolo dell’infinito, quel senso di infinito al quale tutti aneliamo. L’ottagono è una figura a metà strada tra quadrato e cerchio, tra terra e cielo, un po’ come la nostra chiesa, sospesa tra questi due elementi per rappresentare un mondo intermedio, slanciato verso le stelle e la salvezza.










