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Ricostruzione, ANCE L’Aquila: “Traguardo visibile, ma non siamo all’ultimo miglio”

Si è tenuta questa mattina all’Auditorium Irti di via Alcide De Gasperi l’assemblea pubblica promossa da ANCE L’Aquila dal titolo “Ricostruzione, quanto manca al traguardo?”, occasione di confronto tra istituzioni, tecnici, imprese e rappresentanti della governance della ricostruzione per fare il punto sullo stato dei lavori a diciassette anni dal sisma del 2009 e a quasi dieci da quello del Centro Italia 2016.

L’AQUILA – Si è tenuta questa mattina all’Auditorium Irti di via Alcide De Gasperi l’assemblea pubblica promossa da ANCE L’Aquila dal titolo “Ricostruzione, quanto manca al traguardo?”, occasione di confronto tra istituzioni, tecnici, imprese e rappresentanti della governance della ricostruzione per fare il punto sullo stato dei lavori a diciassette anni dal sisma del 2009 e a quasi dieci da quello del Centro Italia 2016.

Al centro del dibattito i ritardi ancora esistenti, le difficoltà della ricostruzione pubblica, l’aumento dei costi dei cantieri e le prospettive per il completamento del processo ricostruttivo.

“Non siamo all’ultimo miglio”, ha spiegato il presidente di ANCE L’Aquila, Pierluigi Frezza, sottolineando come restino ancora importanti interventi da completare sia sul fronte della ricostruzione privata che di quella pubblica, comprese reti infrastrutturali e opere di urbanizzazione.

“Il completamento del processo di ricostruzione guarda al termine – ha dichiarato – ma richiederà ancora una programmazione importante. Le crisi internazionali degli ultimi anni, dal Covid fino alle tensioni geopolitiche nel Medio Oriente, hanno prodotto forti effetti inflattivi sui costi dei materiali e dei cantieri”.

Frezza ha ricordato i provvedimenti adottati negli anni passati per fronteggiare l’aumento dei costi, come il decreto 2 del 2022 per la ricostruzione privata del sisma 2009 e l’ordinanza 126 dell’allora commissario Giovanni Legnini per il cratere 2016. “Oggi ci troviamo in condizioni molto simili – ha aggiunto – e accogliamo con favore sia l’ordinanza del commissario Guido Castelli sia il recente decreto dedicato alla ricostruzione 2009, che cercano di porre rimedio a questa nuova crisi, anche se solo parzialmente”.

Sul fronte delle risorse disponibili è intervenuto Mario Fiorentino della Struttura di missione sisma 2009, ricordando come il Governo abbia già assegnato oltre 2 miliardi di euro per completare la ricostruzione.

“L’ultimo finanziamento è previsto fino al 2035, anche se naturalmente speriamo di arrivare prima – ha spiegato –. Oltre 2 miliardi sono stati assegnati e circa la metà sarà disponibile già nei prossimi tre anni. Ora serve uno slancio forte da parte delle istituzioni, delle imprese e di tutti i soggetti coinvolti”.

Più ottimista la lettura del titolare dell’Usra, Salvo Provenzano, che ha parlato di un traguardo ormai concretamente visibile.

“Già il fatto di poter parlare di traguardo è un successo – ha dichiarato – perché fino a pochi anni fa non riuscivamo neppure a immaginarlo. Oggi invece il percorso è chiaro e, grazie ai recenti provvedimenti condivisi con l’Usrc, contiamo di chiudere il processo della ricostruzione anche dal punto di vista normativo nei prossimi due anni”.