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Partiti dalla Questura i 24 richiedenti asilo, saranno redistribuiti in centri della Calabria

Gara di solidarietà a piazza d'Armi dove sono state allestite 30 brandine

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Accolti per la prima notte alla mensa di Celestino i richiedenti asilo che dormivano all’addiaccio. Fonti della Questura: 24 su 30 verso il trasferimento in Calabria entro domani, sei ancora senza destinazione. A piazza d’Armi presidio e raccolta beni rilanciati sui social dalla consigliera Simona Giannangeli, mentre Biondi incontra il prefetto Cusumano e parla di gestione “equilibrata” dei flussi.

L’AQUILA – Sono partiti questa mattina dall’Aquila i 24 richiedenti asilo originari del Pakistan e dell’Afghanistan, trasferiti con un autobus privato davanti alla Questura: saranno redistribuiti in centri di accoglienza nelle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. In città restano sei persone.

Il trasferimento arriva all’indomani dell’allestimento di un dormitorio di fortuna negli spazi della mensa di Celestino, dove tutti e 30 sono stati stati accolti per una prima notte nella sala riunioni. L’assistenza, dopo giorni di polemiche, è stata garantita “in locali che non sono soggetti a ordinanza di demolizione”, soluzione portata avanti da Paolo Giorgi della Fraterna Tau Onlus. La scelta ha fatto seguito al sopralluogo della Polizia municipale nell’area della chiesa di San Bernardino a piazza d’Armi, struttura provvisoria in legno realizzata dopo il terremoto del 2009.

Sono stati accolti, per una prima notte, in un dormitorio allestito nella sala riunioni della mensa di Celestino i giovani richiedenti asilo che da settimane dormono all’addiaccio all’Aquila. Dopo giorni di polemiche, l’assistenza verrà garantita “in locali che non sono soggetti a ordinanza di demolizione”.

Una scelta della portata avanti da Paolo Giorgi, della Fraterna Tau Onlus, che fa seguito al sopralluogo effettuato in mattinata dalla Polizia municipale nell’area della chiesa di San Bernardino in piazza d’Armi, struttura provvisoria in legno realizzata dopo il terremoto del 2009.

La gara di solidarietà

Nelle stesse ore, decine di persone hanno risposto all’appello di solidarietà, raggiungendo il complesso di piazza d’Armi per donare coperte, vestiti e altri beni di prima necessità. Una “gara” silenziosa, fatta di sacchetti e scatoloni, che secondo Giorgi nasce anche da una presenza precisa: “È padre Quirino che vive, è lui che ci manda questa gente desiderosa di aiutare con coperte, beni di prima necessità o anche solo con domande rivolte a questi ragazzi”.

L’iniziativa è stata rilanciata anche sui social dalla consigliera comunale Simona Giannangeli, con un appello alla città e un invito alla mobilitazione per una serata di solidarietà a favore dei 24 migranti che da giorni dormono in strada a temperature sotto lo zero. Nel messaggio, Giannangeli parla di “violenza istituzionale” e annuncia un presidio davanti alla chiesa di San Bernardino a piazza d’Armi, per portare vicinanza a chi vive senza un tetto e a chi è impegnato quotidianamente nel trovare soluzioni temporanee di accoglienza.

L’iniziativa ha visto anche una raccolta di indumenti invernali, coperte e generi alimentari a lunga conservazione, con l’obiettivo di trasformare la protesta in un gesto di aiuto concreto. “L’Aquila resta umana” è il messaggio che accompagna l’appello, richiamando la memoria di una città che conosce cosa significhi perdere una casa. Sul posto presenti anche vari consiglieri comunali di opposizione tra cui Paolo Romano, Lorenzo Rotellini, Stefano Albano nonché il senatore dem Michele Fina che porterà comunque il caso agli atti del Parlamento. A coordinare gli aiuti anche il segretario generale della Cgil L’Aquila, Francesco Marrelli. Presente anche la sindacalista Miriam Del Biondo. “C’è un’altra città”, ha commentato. “E questa sera ha risposto alla chiamata ed è accorsa a Piazza d’Armi, dove è stato allestito un dormitorio di fortuna. C’è un’altra citta ed era qui, con gli ultimi della terra. A portare conforto, vicinanza, solidarietà. A dire a chi lotta contro la povertà e le disuguaglianze che non è solo. Eravamo tanti e tanti. Di tutte le età e di diverse provenienze. Eravamo lì a rappresentare la parte migliore di questa città, quella dell’accoglienza e dell’umanità. C’è un’altra città che mi riconcilia e che mi restituisce il senso di appartenenza. Restiamo umani. Sempre”.

Il sindaco

Intanto, sul fronte istituzionale, il sindaco Pierluigi Biondi ha riferito dell’incontro con il nuovo prefetto Vito Cusumano: “Ho rivolto al prefetto Cusumano il benvenuto nella città dell’Aquila e i migliori auguri di buon lavoro”. Biondi ha spiegato che l’occasione è servita anche per affrontare il tema dei flussi migratori, “in una fase particolarmente delicata per il nostro territorio che sta registrando l’arrivo di persone lungo la rotta balcanica”, convenendo sulla necessità di una gestione “equilibrata” che tenga insieme “fermezza e responsabilità istituzionale”.

“Nel pieno rispetto delle competenze tra ministero dell’Interno, prefetture ed enti locali”, ha aggiunto, “siamo impegnati a garantire la tutela delle nostre comunità, senza far mancare la dovuta attenzione nei confronti di persone che vivono una condizione di fragilità e difficoltà”.