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Piazza Duomo, lavori incompleti e cose da ripensare

piazza Duomo

L’AQUILA – Avrebbero dovuto concludersi il 21 dicembre 2023 ma, i lavori di Piazza Duomo ancora non sono terminati.

L’amministrazione comunale ha comunicato di aver messo in mora e diffidato l’impresa esecutrice, la ditta Penzi, a cui erano già state concesse due proroghe rispetto alla scadenza ultima del 18 giugno 2024.

I lavori sono attualmente fermi dal 27 gennaio 2025 e non sarà l’impresa originaria a completarli. Il Comune ha infatti deciso di affidare il completamento dell’opera a una nuova impresa, riservandosi la possibilità di chiedere il risarcimento dei danni subiti e delle penali accumulate, che ammontano a 900mila euro.

Secondo quanto dichiarato dal consigliere Paolo Romano (L’Aquila Nuova), già nel luglio 2024 era stata presentata un’interrogazione in Consiglio Comunale per chiedere chiarimenti sui ritardi nei lavori. L’interrogazione evidenziava come nel territorio aquilano i ritardi nella realizzazione delle opere pubbliche fossero frequenti e come le imprese appaltatrici spesso riuscissero a evitare l’applicazione delle penali attraverso proroghe che, secondo l’interrogante, non sempre avrebbero fondamento nel Codice degli Appalti. Il riferimento è stato fatto anche al Ponte Belvedere, un’altra opera soggetta a ritardi.

I lavori di Piazza Duomo, oltre all’impatto urbanistico, interessano peraltro numerose attività produttive che si affacciano sulla piazza, rendendo il ritardo un elemento di criticità anche dal punto di vista economico e commerciale.

Parallelamente alla vicenda del cantiere, è stata di nuovo sollevata, dal Partito democratico, la questione relativa alla struttura della pensilina o, com’è stata ribattezzata, pensilona o cavalcavia.

Pietrucci, Albano, Palumbo, Pezzopane, Avellani e Tettamanti, a seguito del malumore raccolto tra i cittadini hanno annunciato di aver presentato un accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione relativa al progetto, alla sua approvazione e all’eventuale motivazione della sospensione dei lavori, fermi da settimane.

“Biondi, sotto la spinta della quasi totalità della città, ha forse finalmente rinunciato a portare avanti i lavori di quell’abominio paesaggistico?”, si sono domandati gli esponenti.

Secondo quanto riportato dagli esponenti del Pd, alla luce delle numerose critiche ricevute, l’amministrazione potrebbe pensare di riconsiderare la realizzazione dell’opera. “Nel merito – concludono – abbiamo le idee chiare: quella ‘cosa’ è un clamoroso errore architettonico e quando torneremo al governo della città la toglieremo.”