PESCARA – L’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo giudica inaccettabili le parole pronunciate dall’allenatore del Pescara, Antonio Buscè, nei confronti dei cronisti nel dopo gara con l’Ostiamare. L’Ordine respinge le accuse di offese e attacchi personali, sostenendo che nessun giornalista li abbia mai pronunciati o scritti.
Il diritto di critica e la libertà di stampa
Nel suo intervento, l’Ordine richiama l’articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di manifestazione del pensiero, sottolineando come il diritto di critica non possa essere considerato un favore concesso dagli allenatori.
“Il calcio non è una zona franca, e una partita andata male non è un pretesto per processare chi racconta”, afferma l’organismo, ribadendo che il confronto con la stampa fa parte del rapporto tra sport e informazione.
La solidarietà ai cronisti
L’Ordine evidenzia inoltre che, così come i giornalisti non pretendono di decidere la formazione di una squadra, gli allenatori non possono stabilire quali giudizi siano ammissibili. Il dissenso, sottolinea, deve essere affrontato attraverso le argomentazioni e non delegittimando chi esprime una critica.
La presa di posizione si conclude con un messaggio di solidarietà ai colleghi coinvolti: “La critica si può contestare, non mettere a tacere. Il pluralismo non si difende solo quando le opinioni fanno comodo”.









