Prosegue la rubrica Oculistica 4.0: le nuove frontiere con Germano Genitti, con diversi argomenti affrontati che hanno l’obiettivo di conoscere ed approfondire molti aspetti con un linguaggio accessibile a tutti ed un approccio diretto. Come di consueto, uno sguardo attento è anche dedicato alle più avanzate scoperte del settore. Attraverso i preziosi suggerimenti offerti dal Dott. Genitti, proviamo a conoscere le particolarità della Cataratta.
Cos’è la cataratta?
La cataratta è un’opacizzazione del cristallino, che è una lente biconvessa all’interno del nostro occhio, trasparente di circa 10 mm di diametro, priva di vasi sanguigni. Il cristallino è l’unica lente del sistema diottrico che ha la capacità di accomodazione, realizzabile tramite il rilasciamento o la messa in trazione delle fibre della zona ciliare.
Quando si manifesta la cataratta?
Nella maggior parte dei casi la cataratta è senile, dunque insorge in età avanzata. La prevalenza raddoppia ogni decade a partire dai 30 anni. Oggi in Italia si effettuano più di 800.000 interventi chirurgici di cataratta l’anno e solo a L’AQUILA oltre 2000 interventi. Purtroppo, la lista di attesa negli ospedali è molto lunga e, in alcune regioni, si supera di gran lunga l’anno di attesa.
Quali sono i fattori di rischio?
-età
-sesso
-fumo: sostanze tossiche come il cianato e il tiocianato
-diabete
-basso BMI
-alcol
Dott. Genitti, accenniamo alla patogenesi della cataratta, cioè al processo attraverso il quale la patologia si instaura e si sviluppa
Il cristallino è un ambiente segregato, avascolare, costituito per il 63% da proteine solubili (Alfa e beta cristalline + proteine albuminoidi + enzimi + proteine di membrana) e da acqua.
Ci sono tre diverse modalità di attuazione patogenetica:
- Danno osmotico
- Fattori ossidativi: raggi UV
- Aldeidi tossiche
Che sintomi può dare la cataratta?
-annebbiamento e riduzione progressiva della vista
-NO dolore
-nelle fasi iniziali: riduzione del senso cromatico, saltuaria diplopia (visione doppia) oppure una miopizzazione con un aumento dell’indice di rifrazione del cristallino.
Come si può intervenire in caso di cataratta?
L’intervento chirurgico di facoemulsificazione ed impianto di lente intraoculare, in regime ambulatoriale (è l’intervento di elezione nel mondo), che consiste nella rimozione del cristallino catarattoso, andando a sostituirlo con un cristallino artificiale. Ad oggi si è arrivati, con l’evoluzione della tecnologia, a dei cristallini artificiali multifocali premium che consentono di correggere simultaneamente più difetti visivi e quindi anche la visione da vicino. La cataratta, quindi, in alcuni casi è diventato anche un intervento a scopo refrattivo ossia permette di correggere anche il difetto visivo presente nel paziente che si sottopone ad una cataratta. Normalmente questo è fattibile in soggetti che si controllano annualmente ed in cui è possibile programmare una cataratta Premium al momento giusto e spesso questa tipologia di intervento chirurgico è dedicata solo ai centri privati per i costi molto elevati del cristallino artificiale multifocale. In ospedale spesso, invece, vengono operati questi pazienti con cataratte che hanno portato a gravi riduzioni del visus quasi fino alla cecità, associate anche ad altre patologie e quindi con una “difficoltà chirurgica” notevolmente aumentata e con rischi di complicanze









