L’AQUILA – Al lancio della raccolta firme “stop border violence”, per chiedere all’Europa di applicare l’articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che afferma: “nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani o degradanti”, abbiamo incontrato Sally Kane, responsabile nazionale delle politiche migratorie della Cgil
“Ci dicono che dopo il Covid c’è una forte domanda di lavoratori stranieri – ha dichiarato – e, se le cose stanno così, ci sono 600mila migranti senza titolo di soggiorno che potrebbero coprire questi posti se solo si cambiassero norme come la Bossi-Fini che producono irregolarità.
Irregolarità che fa sì che queste le persone siano sfruttate e lavorino in nero creando così dumping tra lavoratori. Sull’immigrazione c’è una narrazione sbagliata”.









