SANITÀ | |

Medicina, addio al vecchio test. Ecco come si accederà ai corsi

ospedale-San-Salvatore-LAquila-600×375-1
La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la riforma che abolisce il tradizionale test d'ingresso per le facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria nelle università statali italiane. 

L’AQUILA – La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la riforma che abolisce il tradizionale test d’ingresso per le facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria nelle università statali italiane. La selezione degli studenti avverrà al termine del primo semestre, basandosi sui risultati ottenuti negli esami sostenuti durante questo periodo.

La ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, ha sottolineato che questa riforma rappresenta un cambiamento radicale, eliminando i test d’ingresso che per troppo tempo hanno limitato l’accesso alle facoltà mediche. Secondo la ministra, nei prossimi anni sarà possibile formare almeno 30.000 nuovi medici in più, rispondendo così alla crescente domanda nel settore sanitario. 

Con l’approvazione della riforma, il tradizionale test d’ingresso viene eliminato, ma il numero programmato rimane. La selezione degli studenti avverrà al termine del primo semestre, basandosi sui risultati ottenuti negli esami sostenuti durante questo periodo. Coloro che non supereranno la selezione potranno utilizzare i crediti acquisiti per iscriversi ad altre facoltà affini, evitando così la dispersione degli studenti e facilitando la riorganizzazione accademica.

Soddisfazione anche in Abruzzo. Il coordinatore regionale della Lega Giovani Abruzzo, Nino Giuseppe Critelli, ha accolto positivamente la riforma, affermando che finalmente non sarà un test a crocette a precludere l’iscrizione a queste facoltà. Ha inoltre evidenziato l’importanza di mettere gli atenei nelle condizioni migliori per garantire il regolare svolgimento del semestre “filtro”, cogliendo l’occasione per rinnovare le strutture universitarie e adottare modalità didattiche innovative.

Tuttavia, le opposizioni hanno espresso critiche nei confronti della riforma. Alcuni esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle hanno definito il provvedimento un “bluff”, sostenendo che non abolisce realmente il numero chiuso, ma sposta semplicemente la selezione alla fine del primo semestre.