La morte di venti lupi avvelenati nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise riaccende il dibattito sul rapporto tra tutela ambientale, aree interne e mondo agricolo. Da ALPAA L’Aquila arriva l’invito a superare le contrapposizioni ideologiche.
Il ritrovamento di venti lupi avvelenati nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise viene definito da Matteo Griguoli, rappresentante di ALPAA L’Aquila, “un fatto gravissimo, che va condannato senza ambiguità”.
Secondo Griguoli, si tratta di “un gesto criminale che colpisce il patrimonio ambientale del nostro Paese” ma anche del segnale di “un clima di crescente esasperazione nei territori rurali”.
Per il rappresentante di ALPAA, quanto accaduto non può essere considerato un episodio isolato, ma il sintomo di un disagio che da anni attraversa il mondo agricolo e le aree interne, spesso lasciati senza strumenti adeguati per affrontare problematiche sempre più complesse.
“Agricoltori lasciati soli davanti ai problemi”
Nel suo intervento, Griguoli sottolinea come agricoltori e allevatori continuino a subire danni alle attività produttive, difficoltà economiche e una gestione della fauna selvatica percepita come distante dalla realtà quotidiana delle campagne.
A suo avviso, il dibattito pubblico finisce troppo spesso per trasformarsi in “uno scontro ideologico tra chi difende l’ambiente e chi vive e lavora nelle campagne”, una contrapposizione ritenuta dannosa e priva di soluzioni concrete.
Secondo ALPAA, il paesaggio rurale italiano e gli stessi equilibri ambientali sarebbero il risultato di secoli di presenza umana, lavoro agricolo e presidio del territorio. Per questo motivo, sostiene Griguoli, senza aziende agricole vive e sostenibili anche la tutela ambientale rischierebbe di diventare “fragile e puramente teorica”.
“Le aree interne non sono territori marginali”
Nel documento viene espressa preoccupazione anche per l’impostazione delle politiche europee in materia agricola e ambientale. Griguoli evidenzia la contraddizione tra standard sempre più rigidi imposti alle imprese italiane ed europee e l’apertura dei mercati a produzioni provenienti da Paesi con regole differenti sul piano ambientale, sanitario e sociale.
Una situazione che, secondo ALPAA L’Aquila, rischia di penalizzare soprattutto le piccole e medie aziende agricole.
“Le aree interne non possono essere considerate territori marginali o semplici spazi da vincolare”, afferma Griguoli, che definisce questi territori comunità vive e custodi di tradizioni, biodiversità e produzioni di qualità.
Da qui l’appello finale a costruire “un equilibrio serio tra sostenibilità ambientale, sviluppo economico e tutela del territorio”, restituendo centralità alle comunità rurali e garantendo maggiore ascolto e partecipazione al mondo agricolo nelle scelte che riguardano il futuro delle campagne italiane.









