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LFoundry, Bergamotto: “entro aprile nuovo tavolo di confronto”

LFoundry, Bergamotto: “entro aprile nuovo tavolo di confronto”

AVEZZANO – Due gli incontri importanti, negli ultimi giorni, per LFoundry: il primo, giovedì scorso, tra azienda e sindacati sul tema della formazione; il secondo, ieri pomeriggio a Roma, per un confronto organizzato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la sottosegretaria Fausta Bergamotto.

Giovedì scorso, nell’incontro tra azienda e rappresentanze sindacali, è stato firmato un verbale di accordo che definisce un dettagliato piano formativo per la riqualificazione dei lavoratori durante il biennio di contratto di solidarietà. La Regione Abruzzo, che finanzierà il progetto, dovrà ora valutarne la fattibilità.

I lavoratori coinvolti usufruiranno di questa opportunità durante le giornate di scarico produttivo, previste dal contratto di solidarietà, e potranno così incrementare la loro retribuzione grazie agli incentivi previsti per la formazione. Un tentativo di tamponare la crisi, che però non cancella le preoccupazioni legate alla tenuta occupazionale del sito produttivo.

Ieri pomeriggio, intanto, il di confronto tra azienda e Ministero per discutere delle prospettive produttive e strategiche dello stabilimento marsicano. L’azienda aveva già avuto un colloquio con il sottosegretario Fausta Bergamotto, che ha dichiarato:

“L’incontro è stata l’occasione per ascoltare tutte le istanze e fare il punto sull’attuale situazione produttiva e sulle prospettive di sviluppo. Il sottosegretario convocherà un tavolo con tutte le parti interessate entro il mese di aprile”.

La grande incognita riguarda il business plan di LFoundry, che da tempo non mostra segnali di rilancio. Attualmente, lo stabilimento opera a ritmo ridotto, con un numero crescente di giornate di contratto di solidarietà. Un segnale allarmante per i lavoratori, che da oltre due anni attendono risposte chiare sul futuro dell’azienda.

Un altro punto critico è il drastico calo delle retribuzioni. Buste paga più leggere per la modifica dei turni di lavoro, avvenuta a ottobre, che ha ridotto le maggiorazioni per festività e altri istituti differiti, garantiti per oltre trent’anni; e per il calo della produzione, che ha comportato un maggiore ricorso agli ammortizzatori sociali, con un impatto diretto sui salari.

Per alcune figure professionali, il taglio è arrivato ad incidere fino al 70% dello stipendio.

I sindacati hanno chiesto certezze sul futuro dell’azienda e sulle strategie industriali per evitare il collasso definitivo. Entro aprile, ha dichiarato la sottosegretaria Bergamotto, la convocazione di un tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte.