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L’Auditorium del Parco dell’Aquila, una strenna in libreria e sabato la cerimonia di riconsegna dopo il restauro

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Nel percorso di questa straordinaria opera si inserisce il libro “Renzo Piano. Un Auditorium per L’Aquila”, edito quest'anno da Textus Edizioni.

L’AQUILA – Il 21 dicembre è la data da segnare sul calendario. L’Auditorium del Parco, dopo i lavori di restauro esterni ed interni, torna a disposizione della città con una cerimonia i cui particolari saranno rilevati stamani. Un innesto contemporaneo nel contesto storico della città, che è riuscito a diventare molto più di una semplice opera architettonica. E’ un simbolo della rinascita e un esempio virtuoso di come il moderno possa dialogare con la classicità. Un tema, questo, molto attuale in città vista la difficoltà, di altri successivi innesti, di dialogare con la città.

A 12 anni dall’inaugurazione, alla quale partecipò anche l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di critici nei confronti dell’opera se ne trovano pochi. Tutti hanno avuto il modo di apprezzare l’innovativo equilibrio dell’opera oltre che la funzionalità in una città menomata di spazi pubblici.

Nel percorso di questa straordinaria opera architettonica si inserisce il libro “Renzo Piano. Un Auditorium per L’Aquila”, edito quest’anno da Textus Edizioni, disponibile in libreria e online. Ideale strenna natalizia, il volume non è un semplice racconto tecnico, ma una narrazione ricca di immagini, schizzi e riflessioni che ci guidano attraverso il processo creativo e la filosofia progettuale di Renzo Piano.

Attraverso le pagine del libro, si scopre come l’uso del legno, simbolo di calore e naturalezza, sia stato centrale per la realizzazione dell’Auditorium. Non una scelta casuale, ma un messaggio preciso: il legno era un materiale vivo che richiamava la musica ma anche il contesto del Parco, poi riqualificato proprio grazie alla stimolante presenza dell’Auditorium, e allo stesso tempo lasciava aperta l’ipotesi di un successivo trasferimento in altri luoghi, anch’esse studiati all’epoca e di cui si da conto nel volume. Le fotografie e i disegni raccontano non solo la costruzione dell’edificio, ma anche la cura con cui l’opera è stata inserita nel contesto urbano. La scelta, simbolicamente, cadde su un luogo vicino alla zona rossa in modo che potesse diventare un mattoncino della riconquista del centro.

Il volume ci accompagna inoltre dietro le quinte del cantiere, offrendo spazio alle voci di chi ha partecipato alla realizzazione dell’Auditorium. Tra loro anche un gruppo di studenti aquilani che ebbero la fortuna di vivere l’esperienza di quel progetto.

Una sfida, lo racconta il volume, voluta da Claudio Abbado. Il maestro, all’indomani del sisma, lancio l’idea all’amico Renzo Piano che subito la raccolse, poi arrivò il contributo fondamentale dalla Provincia Autonoma di Trento. A fine 2009 c’erano già i primo bozzetti. Ci vollero tre anni circa di iter amministrativo per arrivare ai lavori, di pochi mesi, che trasformarono le 6mila doghe nella moderna struttura modulare che accompagna tanti pezzi di vita della città.

A distanza di oltre dieci anni, l’Auditorium è stato oggetto di lavori di manutenzione programmata e riqualificazione del valore di oltre un milione di euro. Ad affidati è stato l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila. L’impresa MD Leader Building ha curato l’esecuzione dei lavori mentre il progettista è stato l’architetto Fabrizio Trombetti. Il subappalto per le opere lignee è stato affidato a LaNorma Restauro e la Manifattura del Progetto ha diretto la sicurezza e la gestione dei lavori.

Due occasioni per riflettere sul futuro

Il prossimo 21 dicembre, l’Auditorium per L’Aquila sarà reinaugurato, restituendo alla comunità uno spazio nuovamente efficiente e bello, pronto ad accogliere musica, cultura e incontri pubblici.

Due occasioni, il volume di Textus e la riapertura dell’Auditorium, per riflettere anche sul nostro rapporto con la contemporaneità. L’utilizzo del legno, all’epoca, voleva anche suggerire alla città la sperimentazione di materiali e tecniche costruttive nuove per la sua ricostruzione.

L’Auditorium è stato ampiamente apprezzato e riconosciuto come un esempio virtuoso. Altre opere moderne che si sono susseguite nel corso degli anni, soprattutto quelle realizzate con i fondi del PNRR, continuano invece a far discutere. Gli interventi recenti, spesso presentati come opere di riqualificazione urbana, sembrano a molti dei progetti a metà, quasi un “volere ma non potere”. Strutture moderne che non riescono a stabilire un dialogo né con il contesto storico della città né con le esigenze estetiche e funzionali della comunità. Molti aquilani faticano a comprenderle e ad accettarle, percependole come forzature prive di una visione complessiva.

La differenza, forse, sta proprio nel processo progettuale raccontato da Textus nel volume Un Auditorium per L’Aquila, curato da Lorenzo Ciccarelli con i contributi di Alessandro Traldi, Giorgio Battistelli, Johnny La Rocca, Lorenzo Nardis, Giustino Iovannitti e Carla Bartolomucci che, tra le altre cose, affronta il complesso tema del restauro di opere contemporanee.

L’Auditorium del Parco resta, ad ogni modo, la prova che anche un’opera contemporanea può diventare patrimonio condiviso e che il design e l’architettura, se fatte con coraggio e rispetto, possono ricucire non solo uno spazio fisico, ma anche il rapporto tra una comunità e il proprio futuro.