L’AQUILA – La presunta vicinanza del governo Meloni alla città, la scelta del candidato sindaco del centrodestra e la gestione delle società partecipate comunali. Sono questi i temi al centro di una dura presa di posizione politica contro il sindaco uscente Pierluigi Biondi, accusato di utilizzare la comunicazione istituzionale e i risultati rivendicati dalla sua amministrazione per alimentare una narrazione propagandistica, evitando il confronto sui problemi quotidiani dell’Aquila.
Secondo i firmatari dell’intervento, la strategia comunicativa di Biondi sarebbe caratterizzata dall’assenza di conferenze stampa, dalla fuga dal contraddittorio e dalla mancata partecipazione ad appuntamenti istituzionali, compresi i Consigli comunali. Una modalità che, a loro giudizio, privilegerebbe video sui social e interviste, restituendo un’immagine della città distante dalla realtà vissuta quotidianamente dai cittadini.
Nel mirino anche le recenti dichiarazioni rilasciate dal sindaco al quotidiano Il Centro, nelle quali avrebbe sostenuto che nessun governo nazionale sarebbe mai stato così vicino all’Aquila come l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
I fondi per la ricostruzione e il ruolo dei precedenti governi
Una ricostruzione che i firmatari contestano, ricordando le risorse stanziate dagli esecutivi precedenti. In particolare, vengono richiamati i 5,1 miliardi di euro stanziati dal governo Renzi con la Legge di Bilancio del 2015 e gli ulteriori 2,75 miliardi assicurati dal governo Conte con la finanziaria 2021.
Secondo la ricostruzione contenuta nella nota, sarebbero state soprattutto queste risorse a consentire il proseguimento della ricostruzione pubblica e privata del cratere sismico del 2009.
Gli esponenti politici richiamano inoltre il meccanismo del 4% dei fondi per la ricostruzione, destinato allo sviluppo economico e sociale, attraverso il quale sarebbero stati finanziati appuntamenti come la Perdonanza, i Cantieri dell’Immaginario e altri eventi culturali, diventati, secondo l’accusa, strumenti di comunicazione dell’amministrazione.
Al governo Meloni viene invece attribuito il ruolo di aver sostanzialmente prorogato interventi già previsti e finanziati dagli esecutivi precedenti, comprese le stabilizzazioni del personale precario.
Anche per quanto riguarda gli interventi presentati da Biondi come risultati dell’azione del governo nazionale, tra cui la Scuola della pubblica amministrazione, la Scuola di formazione dei Vigili del Fuoco e il Centro nazionale per il Servizio civile, i firmatari sostengono che si tratti di progetti programmati e finanziati attraverso risorse del Pnrr o di bilancio dai precedenti governi.
Viene citato, in particolare, il Fondo complementare per il cratere 2009, ottenuto a Bruxelles dal governo Conte e successivamente indirizzato dall’allora commissario straordinario Giovanni Legnini attraverso il confronto con i Ministeri.
Secondo i firmatari, inoltre, si tratta di interventi annunciati più volte ma non ancora concretamente realizzati. L’esempio indicato è quello della Scuola di formazione dei Vigili del Fuoco, che dovrebbe sorgere nell’area del Progetto Case di Sassa Stazione. I residenti sarebbero stati trasferiti già da anni, ma gli alloggi, denunciano, sarebbero rimasti da allora in condizioni di incuria e abbandono.
La polemica si sposta quindi sulla partita politica per la successione a Biondi. Secondo gli autori della nota, il richiamo alla vicinanza del governo Meloni servirebbe anche a giustificare la volontà del sindaco uscente di imporre un candidato di Fratelli d’Italia, scelto direttamente da lui e potenzialmente condizionabile nella futura amministrazione.
Una posizione che, sempre secondo i firmatari, finirebbe per mettere in secondo piano anche gli alleati del centrodestra. Da qui il riferimento alle recenti tensioni in Consiglio comunale, con alcuni partiti che avrebbero fatto mancare il numero legale, determinando lo stallo dei lavori dell’assise.
Società partecipate, servizi e conti: le critiche alla gestione comunale
Al centro dell’attacco politico ci sono soprattutto i problemi amministrativi e i servizi offerti alla cittadinanza. I firmatari chiedono a Biondi, ormai prossimo alla fine del mandato, di rendere conto dei risultati raggiunti in questi anni e di spiegare perché diverse promesse elettorali non sarebbero state mantenute.
Tra i temi indicati figurano le condizioni delle società partecipate dal Comune dell’Aquila, che gestiscono servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti, il trasporto pubblico locale, la pulizia e il decoro urbano. Prestazioni che, secondo la nota, presenterebbero criticità particolarmente evidenti nelle frazioni e nelle periferie.
Nel mirino finisce innanzitutto l’ASM. Il sindaco uscente, secondo i firmatari, avrebbe rivendicato un utile di poco superiore ai 100mila euro nell’ultimo bilancio, senza però evidenziare la presenza di debiti consolidati per circa 8 milioni di euro. Una situazione che, nella loro valutazione, si accompagnerebbe a un servizio insufficiente, nonostante i cittadini paghino una TARI che definiscono tra le più alte d’Italia.
Critiche anche per AMA, che avrebbe dovuto coprire le perdite attraverso l’utilizzo delle riserve di bilancio, a fronte di un servizio giudicato fortemente deficitario.
La presa di posizione annuncia inoltre la volontà di approfondire le condizioni economiche e gestionali delle altre partecipate, a partire dal CTGS, con particolare riferimento al mancato rilancio del Gran Sasso, fino ad arrivare al SED e all’AFM.
Un altro fronte riguarda la gestione delle nomine, delle assunzioni e delle consulenze nelle società municipalizzate. I firmatari chiedono piena trasparenza sulle procedure adottate negli ultimi dieci anni e sostengono che le partecipate sarebbero state utilizzate come strumenti di compensazione politica.
Nella nota si avanzano accuse relative all’assunzione di parenti, amici, collaboratori e portaborse, fino a richiamare un caso recente che riguarderebbe l’assunzione di una consigliera comunale da parte di una società municipalizzata. Un episodio che viene collegato alle dinamiche politiche interne al Consiglio comunale e ai rapporti di forza nell’assise.
La denuncia si conclude con il riferimento alla condizione dei giovani aquilani, costretti, secondo i firmatari, a lasciare la città per trovare un’occupazione, mentre le società partecipate comunali diventano oggetto di nuove polemiche politiche.
Gli autori dell’intervento annunciano infine ulteriori approfondimenti sulla gestione delle municipalizzate e sulle scelte compiute dall’amministrazione Biondi nel corso dei suoi mandati.









