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La Messalina della Musini conquista L’Aquila

Emozioni condivise alla Libreria Colacchi

Pubblico 2
Un’affluenza numerosa e partecipe, arricchita anche da interventi del pubblico, che ha seguito con attenzione un racconto intenso, capace di restituire la complessità di una figura storica troppo spesso ridotta a stereotipo. «Messalina è stata una donna desiderata e denigrata – ha spiegato l’autrice – e nonostante la damnatio memoriae, nonostante le critiche, è un personaggio che continua a vivere. Da duemila anni non smette di parlarci».

L’AQUILA – Una libreria gremita, un pubblico attento e partecipe, un dialogo vivo tra parola, musica ed emozioni. La presentazione di Messalina (Edizioni Piemme) di Daniela Musini, sabato 31 gennaio alla storica Libreria Colacchi, si è trasformata in un vero momento di condivisione culturale e affettiva, confermando ancora una volta il legame profondo tra l’artista e la città dell’Aquila.

Invitata dall’Associazione Quarto di San Pietro, che con questo evento ha inaugurato il nuovo anno associativo dando ufficialmente avvio alle attività legate a “L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026”. L’incontro patrocinato dal Comune dell’Aquila, ha visto la presenza anche dell’Assessore Ersilia Lancia.

«Quella dell’Aquila è una presentazione che porto nel cuore – ha dichiarato Musini – qui ho sentito emozioni vere, grandi emozioni. Non mi aspettavo tutta questa gente e sono strafelice di aver raccontato Messalina in una città che ha una capacità straordinaria di rinascere».

Un’affluenza numerosa e partecipe, arricchita anche da interventi del pubblico, che ha seguito con attenzione un racconto intenso, capace di restituire la complessità di una figura storica troppo spesso ridotta a stereotipo. «Messalina è stata una donna desiderata e denigrata – ha spiegato l’autrice – e nonostante la damnatio memoriae, nonostante le critiche, è un personaggio che continua a vivere. Da duemila anni non smette di parlarci».

Momento particolarmente toccante una lettura fuori programma, accompagnata dalla fisarmonica del maestro Petronio, che ha commosso la stessa Musini. «Essendo io scrittrice e attrice, immaginavo che sarebbe potuto accadere – ha confidato – ma vivere questa emozione insieme al pubblico è stato qualcosa di speciale».

Nel dialogo con i presenti, Musini ha sottolineato anche il motivo della scelta narrativa che attraversa il romanzo: la voce silenziosa di Lavinia, ancella muta e devota. «Ho voluto restituire a Messalina un’altra vita, un’altra anima – ha raccontato – Lavinia è il suo alter ego, percepisce i pericoli, le insidie, cerca di scongiurarli, ma può farlo solo con gli occhi, con le espressioni del volto. Qui entra in gioco il mio amore per il teatro».

Un personaggio, quello di Messalina, che l’autrice sente profondamente vicino: «È una donna indomabile, resiliente. Se fosse vissuta oggi, l’avrei certamente inserita nel mio libro. In qualche modo assomiglia all’Aquila: cade, viene colpita, ma trova sempre la forza di risorgere».

Ad accompagnare l’incontro, gli intermezzi musicali del trio dei maestri Biscetti, Ieie e Petronio, che hanno scandito i diversi momenti della presentazione, creando un dialogo armonico tra musica e parola. Un pomeriggio che ha inaugurato ufficialmente le attività 2026 dell’Associazione Quarto di San Pietro, nel segno di una cultura viva, partecipata e profondamente umana.