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La Fiamma Olimpica a Rocca Calascio e a San Pietro della Ienca

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Il fascino di Rocca Calascio, con la sua maestosa fortezza medievale che si staglia sopra le montagne dell'Aquila, ha accolto la fiamma olimpica

L’AQUILA – Un percorso che ha toccato il cuore dell’Abruzzo, un cammino che ha intrecciato passato e futuro, e ha portato un messaggio di speranza e unione, ha visto la Fiamma Olimpica giungere a Rocca Calascio, simbolo assoluto della bellezza e della cultura abruzzese.

Il fascino di Rocca Calascio, con la sua maestosa fortezza medievale che si staglia sopra le montagne dell’Aquila, ha accolto la fiamma olimpica in un evento che ha rapito il cuore di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di essere testimoni, e nonostante il freddo e la pioggia. Ogni passo è stato veramente una sfida, un omaggio alla tradizione, alla natura e ai valori fondanti dello sport olimpico.

La scena era mozzafiato: il Castello di Rocca Calascio, con il suo profilo imponente, ha fatto da sfondo a questo momento epico, che non ha solo celebrato lo sport, ma ha anche reso omaggio alla storia millenaria di questa terra. La forza di un simbolo che si fonde con la forza della natura, creando un’immagine che difficilmente si dimentica.

La Scuola di Escursionismo “Stanislao Pietrostefani” e la Scuola di Alpinismo e Scialpinismo “Nestore Nanni”sono state protagoniste di questa straordinaria staffetta. Gli istruttori delle due scuole hanno preso parte a due tratte emblematiche. La prima è iniziata alle 8:30 a Rocca Calascio, dove il tedoforo ha percorso il tratto che va dal suggestivo borgo al Castello, lungo circa 1,5 km. Un cammino che ha reso omaggio alla bellezza selvaggia della montagna, con il Castello che sembrava vegliare su ogni passo.

La seconda tratta, alle 11:30 circa, a San Pietro della Ienca ai piedi del Gran Sasso, un altro luogo carico di significato per l’Abruzzo, che vide più volte la presenza di Giovanni Paolo II. Qui il percorso, lungo circa 2 km, parte dalla chiesa di San Clemente di Assergi e prosegue fino al paese, per culminare al Santuario dedicato a San Giovanni Paolo II. Questo tratto, segnato dalla spiritualità e dalla natura, è stato una delle tappe più significative, unendo la tradizione religiosa con il valore universale della staffetta olimpica.

A portare la fiamma, tra i tanti tedofori che hanno dato il loro contributo, Felice Flati, Monica Maurizio e Alessio Fiorini sono stati i protagonisti per la tappa di Rocca Calascio, mentre a San Pietro della Ienca, tra gli altri, hanno corso con la torcia il direttore del Centro turistico del Gran Sasso, Gianluca Museo, insieme a Giulia Scaglietta, Rubino De Paolis, Stefano Galletti, Alessandro Marucci, Marco Paolucci, Luciano Di Martino, Massimo Angelilli e Lorenzo Ciammaichella. Un gruppo che ha dimostrato l’impegno, la passione e il legame con il proprio territorio.

La Fiamma Olimpica, quindi, non ha solo percorso chilometri, ma ha attraversato la storia e la cultura dell’Abruzzo, lasciando in ogni tappa un ricordo indelebile. Ora, dopo la tappa abruzzese, il viaggio della fiamma prosegue nelle Marche verso Ancona.