Il cammino della santità. Con san Giuseppe – «Noi siamo, spesso, abituati a fermarci sulla vetta della santità, a contemplare i Santi sull’altare della gloria; ma la santità è, sempre, frutto di tutto un cammino: di grazia, benedizione, sequela, croce, perseveranza». Il nostro Arcivescovo, monsignor Antonio D’Angelo, ha presieduto la celebrazione eucaristica, nella solennità di san Giuseppe, Sposo della beata Vergine Maria, il 19 marzo, in mattinata presso la casa “San Giuseppe” delle Suore Zelatrici del Sacro Cuore (Ferrari) e in serata nella basilica di San Giuseppe Artigiano.
«Giuseppe è un maestro per eccellenza – direi – di fede»; come nella Madonna, «anche nella figura di Giuseppe possiamo cogliere questo sì molto profondo, molto forte». L’Arcivescovo, riflettendo sulla liturgia della solennità del 19 marzo, ha invitato tutti i fedeli a «entrare nella persona e nella figura di san Giuseppe», al fine di coglierne tutto il pellegrinaggio nella fede: un cammino di accoglienza della volontà di Dio, di grazia, di perseveranza; le narrazioni evangeliche – effettivamente – sottolineano come la vocazione dello Sposo di Maria sia stata duramente messa alla prova. Giuseppe rimane una persona umana che si fida, si consegna a ciò che la Provvidenza gli chiedeva.
«Giuseppe si fa carico della Legge di Dio; dentro questo subbuglio, dentro questo sconvolgimento», Giuseppe viene visitato dalla grazia e dalla Parola, pur nella difficoltà di accogliere il mistero. «Eppure Giuseppe prende con sé Maria; ecco la fede di quest’uomo; la vita gli è andata tutta contro, ma quest’uomo pone ancora una volta la fiducia in Dio». Monsignor D’Angelo indica questo luminoso testimone di fede, poiché spesso anche tutti noi ci troviamo ad affrontare sfide grandi, di fronte alle quali la fede potrebbe vacillare. «Anche noi siamo invitati ad entrare dentro il mistero della vita, che a volte scombussola i nostri programmi, ma che, posto nelle mani di Dio, troverà il bene, troverà la luce».
«Credere, non semplicemente con la mente; ma credere significa entrare dentro il mistero della bontà di Dio». San Giuseppe viene posto a modello – dall’Arcivescovo – per le relazioni tra genitori e figli, soprattutto quando le scelte dei padri non vengono comprese; queste desiderano sempre custodire l’amore e la verità.
«Se rimaniamo nella via di Dio, quella via la possiamo percorrere; e quella via ci porterà alla meta giusta, al vero bene che Dio vuole donarmi».
Alla santa messa serale hanno partecipato tanti fedeli, numerosi papà (che hanno ricevuto – al termine della celebrazione – la speciale benedizione da parte dell’Arcivescovo), altri sacerdoti concelebranti insieme al parroco don Federico Palmerini; il coro diocesano “San Massimo-sezione giovani”, insieme al coro parrocchiale, ha animato la celebrazione.













