L’AQUILA – Una storia capace di parlare alle nuove generazioni senza ricorrere alla retorica della paura. Greta e le favole vere porta sullo schermo il rapporto tra ambiente, responsabilità e futuro attraverso una narrazione che unisce sensibilità cinematografica e impegno civile. La natura, le promesse del mondo adulto e la determinazione di una singola voce diventano gli elementi di una favola contemporanea profondamente ancorata alla realtà. Nella rubrica “Consigli per una buona visione” ne parliamo come di consueto con Carlo Di Stanislao, per comprendere quale messaggio il film consegni allo spettatore.
Di Stanislao, perché Greta e le favole vere riesce a distinguersi dalle tradizionali narrazioni sui temi ambientali?
Perché sceglie di non affidarsi esclusivamente a scenari catastrofici. Il film racconta una delle questioni più urgenti della nostra epoca attraverso una dimensione quasi fiabesca, senza perdere il contatto con la realtà. Al centro emerge la capacità di una singola voce di contrastare l’indifferenza collettiva. Le “favole vere” diventano così una metafora: da una parte troviamo le promesse del mondo adulto, dall’altra una natura che manifesta la propria verità e chiede di essere ascoltata e protetta.
Quanto contribuiscono le scelte cinematografiche a rendere efficace questo racconto?
La componente visiva è fondamentale. La regia mantiene un equilibrio tra delicatezza e incisività, mentre la fotografia mette in relazione due mondi molto diversi. Alla maestosità della natura si contrappone la rigidità dei palazzi del potere. È un contrasto che rafforza il significato delle immagini. La colonna sonora accompagna questo percorso con discrezione, sostenendo la tensione emotiva e il senso di urgenza senza diventare invasiva.
Quale sensazione resta allo spettatore dopo la visione?
Soprattutto la speranza. Il film non vuole lasciare un sentimento di resa, ma trasmettere energia e consapevolezza. Parla ai giovani quanto agli adulti e ricorda che il futuro resta una pagina ancora da scrivere. La conoscenza diventa così uno stimolo all’azione e la verità uno strumento per immaginare un domani diverso.







