L’AQUILA. È stata individuata nell’impermeabilizzazione delle gallerie autostradali, attraverso l’adeguamento dei sistemi esistenti di captazione, la soluzione progettuale ritenuta più efficace per la messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso.
Lo ha annunciato oggi il commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, Pierluigi Caputi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Silone.
“Abbiamo scelto come ipotesi progettuale migliore, da un punto di vista ambientale, sociale ed economico, quella dell’impermeabilizzazione”, ha spiegato Caputi, “escludendo le opzioni basate sulle trivellazioni orizzontali controllate e sulla cosiddetta ‘terza canna’, prevista sopra le due attuali gallerie. Terminato l’iter, prevediamo che i lavori inizieranno nel 2027. Stiamo già valutando soluzioni per minimizzare lo stop al traffico e garantire il doppio senso di marcia”.
La scelta, come ha precisato il commissario, è il risultato di una valutazione condotta da Italferr, che ha confrontato quattro scenari progettuali sulla base di tre parametri: sostenibilità ambientale, impatto sociale e fattibilità tecnico-economica. L’opzione selezionata ha prevalso sia nella valutazione standard sia in quella con priorità alla sostenibilità ambientale.
L’intervento, dal valore stimato di oltre 210 milioni di euro, punta a isolare il bacino idrico del Gran Sasso, che garantisce acqua potabile a centinaia di migliaia di abruzzesi, azzerando il rischio di contaminazione dovuto a eventuali incidenti all’interno del traforo dell’autostrada A24 e ai potenziali pericoli derivanti dalle attività dei Laboratori nazionali del Gran Sasso.
A fine maggio, Caputi, insieme al responsabile unico del procedimento Antonio Sorgi – in rappresentanza del commissario straordinario per la messa in sicurezza antisismica delle autostrade A24 e A25 Marco Corsini – e ai rappresentanti del Mit del Mase, del Mur, delle Province di Teramo e L’Aquila, dei Comuni di Teramo, L’Aquila e Isola del Gran Sasso, del Parco nazionale del Gran Sasso e ai dirigenti tecnici coinvolti, ha deciso di posticipare l’avvio dei lavori per attivare in via prioritaria le operazioni necessarie a garantire la captazione e distribuzione sicura dell’acqua anche attraverso il lago di Campotosto, e pianificare la viabilità alternativa.
Come previsto dal nuovo Codice dei contratti pubblici, la Pubblica amministrazione è chiamata a valutare più proposte tecniche alternative (i cosiddetti DocFap) per selezionare quella più idonea alla redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (Pfte).
Nel caso specifico del Gran Sasso – ritenuto particolarmente complesso dal punto di vista tecnico, ambientale e infrastrutturale – il commissario Caputi ha scelto di individuare lo scenario di intervento prima ancora della definizione dei DocFap, su cui si baseranno ora le ipotesi progettuali.
Le tre alternative esaminate includevano l’impermeabilizzazione (poi scelta), la Toc – Trivellazione Orizzontale Controllata – per realizzare nuove captazioni nell’ammasso carbonatico, e la cosiddetta “terza canna”, ovvero un nuovo tunnel sopra le due esistenti.
Il progetto prevede anche sistemi di monitoraggio continuo, impianti facilmente manutenibili e una gestione sicura da parte dei gestori idrici al termine della fase commissariale. Nei prossimi mesi sarà avviato un dibattito pubblico per garantire partecipazione e trasparenza.







