L’AQUILA – “Ci conforta la notizia che la funivia del Gran Sasso tornerà in funzione entro giugno, a seguito della decisione dell’Ansfisa di concedere una proroga d’esercizio da rinnovarsi ogni 30 giorni sotto attento e costante monitoraggio; ci auguriamo che, così, si possa ‘salvare’ anche la prossima stagione invernale, in attesa che si intervenga sulla infrastruttura, dando risposta anche alle preoccupazioni di lavoratrici e lavoratori che meritano certezze e stabilità occupazionale”. Si legge così in un comunicato stampa del Pd L’Aquila sulla proposta di sostituzione della funivia del Gran Sasso.
Che continua: “Ci conforta e ci spinge, di nuovo, a chiedere all’amministrazione comunale di avviare un confronto aperto, e partecipato, con la città, con gli operatori del Gran Sasso, con gli imprenditori della montagna e con gli appassionati per immaginare un progetto di rilancio del comprensorio che, a nostro parere, può e deve passare da una riflessione approfondita, e informata, sulla ipotesi di sostituzione della funivia con un impianto più efficace ed efficiente”.
“Per noi, l’assoluta priorità è salvare Campo Imperatore: i nostri consiglieri comunali hanno espresso, responsabilmente, voto favorevole sull’emendamento al rendiconto di bilancio per lo stanziamento di 4 milioni di euro per la sostituzione delle funi portanti della funivia. Tuttavia, crediamo che questa sia l’occasione storica per trasformare una situazione critica in una opportunità.
È evidente come l’attuale funivia sia una infrastruttura oramai vetusta, inefficace e inefficiente, capace di portare in quota poche centinaia di persone al giorno; ciò significa, di fatto, che il Centro turistico del Gran Sasso è un’azienda strutturalmente in perdita, impossibilita a raggiungere il punto di equilibrio economico.
Investire 4 milioni per la sostituzione delle funi significherebbe mettere in sicurezza l’impianto, riportandolo alla piena funzionalità, ma non risolvere i problemi che, da anni, attanagliano il comprensorio sciistico”.
“È per questo che chiediamo di mettere in campo una strategia di lungo respiro, capace di programmazione e visione. Stante la proroga concessa dall’Ansfisa abbiamo il tempo e, in questo particolare momento storico, risorse ingentissime, straordinarie: è una occasione che non si ripresenterà mai più tra Pnrr, fondo complementare, Fsc in fase di programmazione, fondi del 4% e i 4 milioni appena stanziati. Perché non pensare, dunque, di realizzare una moderna ovovia che possa dare risposta all’esigenza di portare in quota migliaia di persone al giorno, destagionalizzando il turismo e rendendo la nostra montagna attrattiva anche, e soprattutto, d’estate e liberandola dall’affollamento di automobili in quota?
Non si dica che non si può fare, è una falsità: come confermato anche dal presidente del Parco Tommaso Navarra, nel corso del Consiglio comunale straordinario di qualche giorno fa, una sostituzione dell’impianto, sullo stesso tracciato, è assolutamente possibile, e sostenibile – aggiungiamo noi – dal punto di vista ambientale ed anche economico, a patto – e lo ribadiamo, per chi fa finta di non capire – che non si modifichi in alcun modo l’attuale tracciato”.
“Per discutere di questa ipotesi, e per avviare un ragionamento di prospettiva sul comprensorio sciistico, i consiglieri comunali di opposizione hanno già annunciato la convocazione di un altro Consiglio comunale straordinario; intanto, come Pd organizzeremo per il prossimo giovedì 13 giugno una grande assemblea pubblica, con sindacati, imprenditori, operatori e appassionati della montagna, dove inviteremo i referenti del Parco e l’amministrazione comunale, così che si possa arrivare a formulare una proposta seria e concreta che intendiamo portare, come ordine del giorno, all’attenzione del Consiglio comunale straordinario”, conclude il comunicato.









