“Il diritto di essere ascoltate e supportate, non solo per rispettare impegni formali, ma per restituire loro una parte della dignità che troppo spesso viene negata”, scrivono le associazioni.
“Una lettera ingenerosa e fuorviante”, l’incipit della risposta del sindaco
L’AQUILA – Sono Abitare Insieme, Associazione Italiana Persone Down, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, Associazione per la Promozione e Tutela dei Diritti dell’Handicap, Comunità XXIV Luglio, Progetto di Vita, Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare,180 Amici, le associazioni che hanno scritto, al sindaco dell’Aquila, la lettera che segue.
“Oltre due anni fa, le associazioni che gestiscono i Centri Diurni per persone con disabilità della nostra città hanno sottoscritto una convenzione con il Comune dell’Aquila, ai sensi del Codice del Terzo Settore, per regolarizzare il rapporto con l’Ente Locale attraverso la cosiddetta Amministrazione Condivisa.
L’obiettivo era di creare una sinergia tra i Centri Diurni e il Comune, rendendo questa collaborazione più efficace e vantaggiosa per le persone con disabilità e le loro famiglie, integrandola in una rete di servizi coordinati e strutturati.
La convenzione, approvata dalla Giunta e sottoscritta dalle associazioni, era stata da Lei accolta come un passo importante, a cui aveva dato risalto tramite comunicati stampa e foto ufficiali. Tuttavia, a oggi, tale convenzione non è stata mai attuata a causa di problematiche interne agli uffici comunali e della mancanza di accordo tra il Comune e la ASL n. 1 dell’Aquila sull’integrazione socio- sanitaria delle persone con disabilità.
Egregio Signor Sindaco, questa situazione ci riempie di amarezza. È difficile spiegare alle famiglie delle persone con disabilità che, nonostante gli sforzi e la volontà di migliorare, siamo ancora fermi, intrappolati nella burocrazia. Queste famiglie vivono ogni giorno sfide immense, e il sostegno promesso dal Comune rappresentava una promessa di dignità e miglior qualità della vita anche per le loro famiglie. La mancata attuazione della convenzione ha spento, per molti, questa speranza.
Di conseguenza, contrariamente a quanto avviene nel resto del Paese, siamo ancora bloccati in una forma di collaborazione che richiede ai Centri Diurni di rispondere annualmente a una manifestazione di interesse promossa dal Comune, presentando sempre gli stessi progetti. Questo impedisce una programmazione organica degli interventi e una politica complessiva più efficace per la disabilità.
Qualche mese fa, l’Assessore alle Politiche Sociali ha convocato un tavolo di lavoro con le associazioni del Terzo Settore e la ASL, in attuazione del Piano Sociale d’Ambito, per esplorare possibili sinergie nelle politiche per la disabilità. Questo tavolo avrebbe dovuto essere riconvocato nei primi giorni di settembre, ma ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione. Così trascorre un altro anno della Sua amministrazione senza che si sia trovata una soluzione su temi cruciali, come le residenze assistite e il “durante e dopo di noi”.
Inoltre, con il recente decreto regionale sul ‘dopo di noi’, al Comune dell’Aquila sono state assegnate risorse limitate pari a 100.000 euro, una media di soli 4.000 euro per persona con disabilità, questa cifra se dovessero rimanere le richieste delle persone coinvolte pari agli anni passati, ma saranno sicuramente di più. Questa somma è del tutto insufficiente per garantire un percorso efficace verso un reale “prima e dopo di noi”. Queste cifre rappresentano poco più di una goccia in un oceano di bisogni insoddisfatti. Ciò di cui parliamo sono vite reali, storie di persone che hanno bisogno di un sostegno concreto per poter guardare al futuro senza paura.
I centri diurni presenti in città, gestiti dal volontariato, accolgono oltre 100 persone con disabilità, cercando di rispondere a un bisogno che continua a essere disatteso dalle istituzioni competenti. Questi centri non sono semplicemente luoghi di accoglienza: sono punti di riferimento, spazi di socialità e crescita per persone che spesso si sentono ai margini della società. Per questo motivo ci rivolgiamo a Lei, affinché si possa finalmente instaurare un dialogo costante e produttivo tra le nostre associazioni, il Comune e gli altri soggetti coinvolti.
Da mesi è sospesa, senza alcun sviluppo, la richiesta di convocare la III Commissione dedicata al tema della disabilità, che aveva l’ambizione di creare un luogo istituzionale di incontro tra Comune e ASL. Crediamo che un Suo interessamento possa restituire equilibrio alla questione e, soprattutto, un rinnovato senso di ascolto e impegno per trovare soluzioni rispetto alla situazione attuale.
È fondamentale che le nostre associazioni, le famiglie e i cittadini possano avere un accesso diretto e senza ostacoli agli uffici comunali, al fine di affrontare e risolvere rapidamente le molte problematiche che, con un adeguato impegno politico, potrebbero essere gestite in maniera più efficace.
Signor Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, queste famiglie, queste persone e le associazioni che le rappresentano hanno il diritto di essere ascoltate e supportate, non solo per rispettare impegni formali, ma per restituire loro una parte della dignità che troppo spesso viene negata”.
La risposta del sindaco Biondi
“La lettera aperta inviata dal coordinamento delle associazioni dei disabili è ingenerosa e fuorviante, forse perché redatta da una ‘manina’ interessata ad altri obiettivi.
Mai nessuna amministrazione come la nostra ha dedicato tanto impegno e tante risorse alle politiche sociali e alla lotta alle disuguaglianze, siano esse di reddito, inclusione o di accessibilità.
Lo testimonia l’istituzione della figura del disability manager, l’istituzione di un tavolo di confronto permanente con i rappresentanti delle persone con disabilità e l’incremento della spesa sul settore del welfare comunale, con una media annua che è del 33% superiore a quella del decennio amministrativo precedente.
Quanto all’oggetto della contestazione, ho sentito personalmente qualche rappresentante delle associazioni firmatarie: in un paio di casi sono state riferite circostanze vaghe ed essenzialmente legate a problemi non meglio precisate con l’Azienda sanitaria locale, in un caso, addirittura, la firma era stata messa all’insaputa del presidente, in un altro caso ci si lamentava di un mancato confronto con l’assessorato al Benessere della persona nonostante un appuntamento già fissato di cui, evidentemente, il consigliere che ha fatto da tramite si è guardato bene di avvisare l’interessato per usare i diversamente abili come ‘scudi umani’ per fare solo squalificante propaganda politica.
Detto ciò sarà mia cura incontrare nel più breve tempo possibile, unitamente all’assessore Manuela Tursini e ai tecnici del settore, le associazioni per capire quali sono effettivamente i problemi, visto che mai mi è stata formulata tale richiesta e renderò pubblico il verbale della riunione affinché emerga come, talvolta, anche le posizioni dei singoli sono divergenti reciprocamente”.
Così il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
La nota dell’assessore Manuela Tursini
«È doveroso ribadire che questa Amministrazione ha sempre garantito il supporto necessario ai Centri diurni, i quali ricevono dall’Amministrazione comunale fondi strutturali inseriti all’interno del Piano sociale. Nella lettera aperta al Sindaco si lamenta la metodologia di erogazione del contributo, il quale viene comunque sempre garantito. Si è passati da un finanziamento a progetto alla stipula di una convenzione, fortemente voluta dalle associazioni dei Centri diurni, ma che oggi sembra essere meno elastica rispetto al metodo precedente. Nel contesto dell’ultimo incontro di settembre scorso del tavolo tematico “Disabilità, salute mentale e dopo di noi”, è stato chiesto alle associazioni di esplorare alternative che possano rendere il procedimento di contributo meno articolato, ma ad oggi non sono pervenute nuove proposte in merito. Siamo sicuri che nel prossimo incontro, che verrà convocato a breve, ci sarà un apporto di idee per uscire da questa impasse burocratica senza ulteriori strumentalizzazioni della disabilità da parte di alcuni politici dell’opposizione che da giorni mistificano la realtà, allo scopo di screditare il buon operato dell’Amministrazione, procurando in realtà solo un enorme danno a disabili ed associazioni stesse. I problemi non si risolvono strumentalizzando le persone con disabilità, ma lavorando seriamente attraverso l’ascolto ed il dialogo, che permettono di sviluppare un sistema capace di rispondere adeguatamente ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
L’Amministrazione Comunale dell’Aquila ha mostrato sempre il suo massimo impegno nella costruzione di un sistema di servizi sociali integrato, in grado di creare una rete tra il pubblico ed il privato. Finalmente dopo decenni di sole parole e strumentalizzazioni su questa sinergia, grazie al prezioso lavoro che l’Amministrazione e gli uffici del Settore Politiche sociali stanno portando avanti, è stato istituito per la prima volta un Tavolo tematico di approfondimento della coprogrammazione relativa all’Area sulla “disabilità, salute mentale e Dopo di noi”, anche tramite avviso rivolto alle Organizzazioni del Terzo settore, ai titolari di servizi residenziali e semiresidenziali rivolti a disabili al fine di affrontare concretamente il tema del “Dopo di noi” senza ridurlo all’esclusiva erogazione di un contributo economico. La legge del “Dopo di noi” prevede una forte correlazione mediante tavoli specifici, come quelli istituiti dall’Assessorato, assieme alla Asl e l’Amministrazione si impegna a reperire risorse aggiuntive rispetto a quelle previste dalla Delibera di Giunta Regionale.
Il Tavolo tematico, tutt’oggi operativo ed in attesa di proposte progettuali, ha avuto un inizio con diversi incontri preliminari, dove negli stessi è stata avanzata la richiesta alle associazioni di comunicare formalmente le attività, i servizi e le risorse che avrebbero voluto mettere a disposizione nel processo di costruzione di un nuovo sistema di servizi: ad oggi sono pervenute due proposte e siamo in attesa di accoglierne altre. Agli slogan e alle strumentalizzazioni abbiamo preferito le azioni concrete. Forse il limite di questa Amministrazione e del mio assessorato è stato quello di non aver “pubblicizzato” gli incontri con associazioni e altri attori come la ASL, poiché la nostra priorità rispetto al tema non è la reboante visibilità politica a tutti i costi, ma la risposta alle problematiche della disabilità che meritano sensibilità e discrezione». Così l’Assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila Manuela Tursini.
La nota del segretario del Pd, Nello Avellani
La risposta violenta del sindaco dell’Aquila alle associazioni che gestiscono i Centri diurni per persone con disabilità, ‘colpevoli’ di aver espresso preoccupazione per la mancata attuazione della convenzione siglata due anni fa con il Comune per la definizione di piani operativi fondamentali per fornire un servizio all’altezza delle richieste, non fa altro che confermare l’indole dell’uomo prima ancora del politico.
Biondi detesta il contraddittorio, non accetta critiche o richieste di attenzione, anche se formulate con garbo e rispetto istituzionale, dimenticando di essere il sindaco della città: è allergico al confronto e pretende fedeltà assoluta, oramai vittima di manie di grandezza che denotano, però, la fragilità di un sindaco autoritario ma non autorevole, conscio che la propaganda non basta più a coprire i fallimenti della sua amministrazione.
E dunque, ogni critica è presa come lesa maestà, cui il sindaco risponde non dando risposte nel merito dei problemi ma parlando di ‘manine’ interessate ad altri obiettivi e di ‘squalificante propaganda politica”, proprio lui che, avendo tentato di occupare ogni luogo di decisione con la sua cerchia magica di fedelissimi, è sempre pronto a scrivere o telefonare pretendendo prese di posizione a sua difesa con forme di pressione che rasentano la minaccia.
D’altra parte, la replica rabbiosa del sindaco dell’Aquila nasconde anche altro, e cioè una battaglia tutta interna alla sua maggioranza: Biondi è costretto a difendere l’assessora Tursini, fino a qualche tempo fa in quota L’Aquila futura, transitata poi in Forza Italia dopo lo strappo con il presidente del Consiglio comunale Santangelo che gli aveva chiesto un passo indietro, e oggi al centro del braccio di ferro tra i due uomini forti della destra cittadina, già pronti a darsi battaglia in vista delle amministrative del 2027.
Uno spettacolo indecoroso, e che non può nascondere le mancanze dell’assessora Tursini che, in questi anni, ha dimostrato una totale incapacità amministrativa, e non soltanto nella gestione dei rapporti con le associazioni che si occupano di disabilità, ma nella pianificazione di politiche sociali capaci di dare risposta alle difficoltà delle cittadine e dei cittadini; il dibattito di ieri, in Terza commissione consiliare, sulle povertà emergenti all’Aquila ne è stata la dimostrazione plastica.
Ci auguriamo che Biondi e l’assessora diano finalmente risposta alle richieste di attuazione della convenzione siglata due anni fa, venendo incontro agli sforzi immensi delle associazioni delle persone con disabilità, e che si occupino, con capacità di pianificazione, del ‘dopo di noi’ cui viene destinata, al momento, una somma irrisoria.
Ci rivolgiamo in conclusione all’assessora, chiusa oramai nel suo ufficio con le porte sbarrate: la convenzione con i centri diurni era prevista già nel piano sociale redatto dalla Giunta Cialente prima dell’insediamento della destra nel 2017; in questi anni, non si è fatto niente di niente, altro che “chiacchiere” come sostiene nella sua nota. Quel piano sociale prevedeva un accordo integrato con la ASL che le Giunte Biondi, in 8 anni di governo cittadino, non hanno mai messo un campo, prese da altre priorità evidentemente.
La verità è che la destra ha smantellato il sistema di servizi che faticosamente era stato creato con il terzo settore: oggi, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.








