Direzione futuro Slow Food giovani

di Enrico M. Rosati | 13 Marzo 2022 @ 06:16 | LIFESTYLE
Futuro
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L’AQUILA  –  Sabato 12 marzo si è tenuta la riunione dei leader di Slow Food Youth Network, e la parola del giorno è stata una: FUTURO. 

Mettere moltissimi ragazzi attivisti nella stessa stanza non può che far emergere le difficoltà e paure che ogni giovane vive, riguardo il futuro e soprattutto come migliorarlo. Indipendentemente dal colore della nostra pelle, o la lingua che parliamo, siamo una generazione che porta il peso di dover affrontare un avvenire incerto e pieno di sfide che possono essere superate con lavoro di squadra e ottimismo. Tra qualche mese si terrà Terra Madre, il salone del gusto di Slow Food, ed il tema principale è forte: “rigenerazione”.

Un tema fondamentale sul quale riflettere, infatti il cibo diventa non solo il fine dell’associazione, il cui motto è “un cibo buono, pulito e giusto” ma anche il mezzo per convenire messaggi ad esso associati, esemplare è infatti il progetto Slow Food Travel in Abruzzo che è tra i progetti che a Calascio ha ricevuto ulteriori finanziamenti con le risorse del PNRR. Un’espansione e rigenerazione del brand identity di un’associazione che sta portando cambiamenti positivi, anticipando di una decade i discorsi che attualmente sono al centro del dibattito politico  e mediatico, senza ricevere la giusta considerazione come associazione che guida il cambiamento quale è. 

Ormai è all’ordine del giorno sentire parlare di turismo esperienziale e di sapori genuini, una trasformazione del consumismo smodato che ha portato delle aziende a utilizzare – senza effettivamente conformarsi alle promesse – i termini da sempre parte di Slow Food, deturpando la retorica che contraddistingue il movimento, tanto che addirittura i Fast Food hanno iniziato a pubblicizzare l’utilizzo di carne locale. Sarebbe il caso di iniziare a chiedersi, prima di consumare un cibo, “E possibile quello che sto consumando? Può un panino con carne locale, lavorata a km.0 insieme a del formaggio e insalata costare poco più di un euro?”. Rigenerare, in tal senso, vuol dire anche iniziare a lottare per evitare che il consumatore possa essere ingannato nel suo tentativo di far meno male possibile all’ambiente, che come il Fridays for Future insegna, ormai è in uno stato critico. 

Tutto ciò che mangiamo ha un prezzo, e sta a noi scegliere se pagarlo o lasciarlo in sospeso per madre natura

Si pensi al conflitto in Ucraina, e quanto l’economia Italiana stia subendo il moltissimo import e la poca produzione locale ed a km.0. Ma questo può cambiare, non è ancora troppo tardi per iniziare a cambiare il mondo per un futuro migliore. E qui, su queste note, si apre un enorme domanda. 

Ma quale futuro migliore? Quale è un futuro migliore? Fino a qualche mese fa sarebbe stato scontato per ognuno di noi rispondere a questa domanda dicendo “un futuro senza guerra e nel quale il divario sociale è inesistente”, eppure, l’invasione della Russia ha fatto capire a tutti noi quanto sia difficile e complessa la guerra, che lascia chiunque non ne prenda parte basito, incapace di prendere azioni concrete pur di porre finire al conflitto, impotente. Di conseguenza, per i giovani ad oggi diventa difficile persino immaginare, con ottimismo, le azioni da prendere per migliorare il futuro. 

Mentre parliamo, nelle nostre case, ci sono persone in altre parti del mondo che fanno fatica a parlare di cibo sostenibile, perché accollandosi la maggiorparte delle conseguenze di ciò che sta accadendo sulla Terra, è già difficile parlare di cibo e acqua. Altre ancora che non possono proprio parlare di un cambio del sistema di produzione del cibo in quanto andrebbe a influire sugli interessi di associazioni, non dedite alla pace, che lucrano sul malessere altrui. In italia siamo fortunati, abbiamo delle dinamiche non estreme come molti altri, eppure ci ritroviamo spesso a finanziare, causa mancanza di informazione, aziende che utilizzano braccianti a pochi euro al giorno, tutt’altro che legali. 

Ci troviamo dinanzi ad un futuro incerto, difficile da immaginare e pieno di trappole, ma proprio per questo motivo non possiamo che pensare alla rigenerazione come un modo per poter riniziare da capo, lottando in modo concreto per cause corrette, fornendo più informazione, sedendoci a tavoli politici per poter sostenere una causa giusta e che aziende estremamente lontane dal nostro modo di vedere provano a rubarci. 

 


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