L’AQUILA – Con ordinanza dirigenziale del settore Transizione ecologica e Protezione civile dello scorso 6 agosto, il Comune dell’Aquila, anche in considerazione delle innumerevoli lamentele dei cittadini e frequentatori del centro storico, ha disposto una serie di regolamentazioni per la gestione dei dehors del centro storico, quegli spazi esterni annessi ai locali di pubblico esercizio, per garantire maggior decoro e facilitare le operazioni di pulizia.
Tanti in effetti i problemi, con installazioni lasciate tal quali durante la notte e persino durante i giorni di chiusura, collocazione di arredi e cianfrusaglie vari ben oltre gli spazi concessi.
L’ordinanza, che richiama precedenti deliberazioni comunali, come il Piano del Commercio approvato nel 2020, sottolinea la necessità di mantenere l’igiene e il decoro nelle aree pubbliche, “spesso compromesse dalla presenza di dehors non gestiti correttamente”.
Gli obblighi per i commercianti
Si ordinano quindi ai titolari di attività con dehors una serie di prescrizioni qui di seguito elencati:
- Mantenere pulite le aree esterne al proprio esercizio, inclusi marciapiedi e strade, indipendentemente dal servizio di igiene urbana.
- Tenere in ordine i dehors e garantirne l’igiene, la sicurezza e il decoro.
- Collocare gli arredi all’interno dello spazio pubblico concesso, evitando intralci alla circolazione o impedimenti ai mezzi di raccolta rifiuti.
- Ritirare gli arredi a fine giornata per permettere le operazioni di pulizia.
- Rispettare le modalità di conferimento dei rifiuti, seguendo le indicazioni del servizio di gestione rifiuti (ASM SpA).
Pesanti le sanzioni previste che vanno da un’ammenda di 400 euro fino, qualora le autorità competenti lo ritengano doveroso, alla revoca della concessione. Le attività di vigilanza e controllo sono demandate al Comando di Polizia Municipale e ad altri soggetti con funzioni di Polizia Giudiziaria. ASM SpA è invece incaricata di segnalare eventuali irregolarità durante il servizio di igiene urbana.
Un giro di vite senza precedenti dopo il boom delle concessioni nato all’indomani del Covid e diventato presto tradizione. Un fenomeno, quello dei dehors, ancora tutto da capire e regolamentare per garantire alla città uno sviluppo equilibrato, ma sulla cui gestione, intanto, il Comune ha voluto accendere i riflettori.
Il centro storico infatti, se da un lato vive un positivo riscontro di pubblico, dall’altro sconta pesanti problemi di igiene. Basta girare un angolo per trovarsi di fronte a rifiuti di ogni tipo. Il problema riguarda anche chi frequenta, a qualsiasi titolo, il centro storico: una volta era pacifico tenersi in mano un rifiuto finché non si trovava un cestino. Oggi, molto più semplicemente, tanti tutto per terra: coppette, resti di gelato, carte, cartucce, pratica e cibo di ogni tipo invadono ogni anfratto di città, anche i più impensabili. Su questa curiosa abitudine di gettare i rifiuti per terra il Comune ancora non interviene con una stretta come fatto, recentemente, per le deiezioni canine per le quali ha introdotto anche l’obbligo di diluire con l’acqua le pipì oltre a quello, già previsto, di raccogliere le feci solide.









