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Dante Labs, il Tribunale dell’Aquila apre la liquidazione giudiziale

Dante Labs, il Tribunale dell’Aquila apre la liquidazione giudiziale
Dalla crescita durante la pandemia alla crisi finanziaria, dai licenziamenti alle vertenze dei lavoratori. Per Dante Labs, società aquilana che aveva conquistato visibilità internazionale nel settore della genomica, arriva un nuovo e decisivo passaggio: il Tribunale dell'Aquila ha aperto la liquidazione giudiziale.

L’AQUILA – Dalla crescita durante la pandemia alla crisi finanziaria, dai licenziamenti alle vertenze dei lavoratori. Per Dante Labs, società aquilana che aveva conquistato visibilità internazionale nel settore della genomica, arriva un nuovo e decisivo passaggio: il Tribunale dell’Aquila ha aperto la liquidazione giudiziale. Si tratta dell’istituto che ha sostituito il fallimento e che presuppone l’accertamento dello stato di insolvenza dell’impresa. La procedura risulta dichiarata il 6 novembre.

È l’ultimo capitolo di una vicenda che da oltre due anni coinvolge lavoratori, istituzioni e creditori. Dante Labs, protagonista di una rapida espansione anche grazie alle attività diagnostiche durante l’emergenza Covid, aveva iniziato a mostrare le prime difficoltà nel 2024, quando erano emersi ritardi nel pagamento degli stipendi e l’azienda aveva avviato una procedura di licenziamento collettivo.

Nell’ottobre dello stesso anno la società aveva tentato la strada della composizione negoziata della crisi, ottenendo dal Tribunale misure protettive del patrimonio per cercare di portare avanti un piano di risanamento.

Un percorso che non aveva però fermato la vertenza dei lavoratori. Nel corso del 2025 e del 2026 si sono susseguite denunce sindacali per stipendi arretrati, TFR e altre spettanze non corrisposte, mentre alcune controversie sui licenziamenti sono approdate davanti ai giudici del lavoro.

A ottobre 2025, durante un’audizione in commissione comunale, l’amministratore Andrea Riposati aveva ammesso un’esposizione debitoria nell’ordine dei milioni di euro, sostenendo tuttavia che il valore degli investimenti della società fosse superiore ai debiti. La crisi era arrivata anche all’attenzione della Commissione Vigilanza della Regione Abruzzo, considerata la presenza nel capitale sociale di FIRA, la finanziaria regionale.

Ora l’apertura della liquidazione giudiziale segna un cambio di scenario ela gestione del patrimonio della società passa nell’ambito della procedura finalizzata all’accertamento dei debiti e al soddisfacimento dei creditori secondo le regole previste dalla legge.

La prima udienza per l’esame dello stato passivo è fissata al 20 febbraio 2027, davanti al giudice Maura Manzi e in presenza del curatore nominato. Quel giorno saranno esaminate le domande di ammissione dei creditori.

La sentenza del Tribunale e i successivi atti della procedura potranno fornire ulteriori elementi su una crisi che coinvolge anche risorse pubbliche e che segna una delle vicende imprenditoriali più controverse degli ultimi anni all’Aquila.