SPORT | |

Dakar 2022: i fratelli Totani danno il via alla rimonta

Dakar
Dakar 2022: i fratelli Totani danno il via alla rimonta. Una lieve modifica al percorso, causata da una serie di acquazzoni che hanno allagato la zona settentrionale dell’Arabia Saudita

Dakar 2022: i fratelli Totani danno il via alla rimonta. Una lieve modifica al percorso, causata da una serie di acquazzoni che hanno allagato la zona settentrionale dell’Arabia Saudita, non ha snaturato la terza giornata di gara della Dakar 2022. Sono stati infatti i 338 km originariamente previsti a fare da scenario alla Stage 2 della 44^ edizione del celebre Rally Raid, con l’itinerario della corsa che è variato solamente nelle sezioni di trasferimento.

Secondo il programma inizialmente stabilito, infatti, la terza Speciale avrebbe dovuto condurre la carovana della Dakar da Ha’il ad Al Artawiyah. Quest’ultima località, tuttavia, nel corso del fine settimana è stata inaspettatamente colpita da una serie di forti piogge che hanno reso impraticabile l’area destinata al bivacco: gli organizzatori dunque sono dovuti correre ai ripari, e hanno deciso di far fare rotta direttamente verso Al Qaisumah. Il fortunale che si è abbattuto sulla zona nord del Paese ha inoltre causato un’altra modifica al programma della corsa: la Stage 2 e la Stage 3, infatti, avrebbero dovuto comporre la temuta tappa Marathon.

Anche qui occorre forse dare una delucidazione. Al termine di ogni Stage “tradizionale”, i piloti giungono al bivacco della corsa. Lì trovano ad attenderli le squadre di meccanici, pronte a effettuare eventuali riparazioni e – più in generale – a preparare per la successiva giornata di gara mezzi che hanno percorso centinai di km lungo percorsi scoscesi e impervi. Nella tappa Marathon (che per l’appunto è formata da due Stage consecutive), invece, i benefici del bivacco sono assenti: al termine della prima delle due Prove Speciali i piloti giungono in un accampamento diverso rispetto a quello in cui si trovano le crew dei meccanici, e sono solamente loro a poter effettuare le eventuali riparazioni necessarie sui propri mezzi. Si conclude una Stage, si prepara il veicolo in vista della giornata successiva, ci si addormenta sperando di avere sistemato tutto ciò che doveva essere rimesso in sesto e si attende l’inizio della Stage successiva. Quella che – stavolta sì – ricondurrà uomini e mezzi al bivacco con le squadre di assistenza.

L’annullamento di questa tappa Marathon, comunque, non ha di certo reso più semplici le cose ai protagonisti della corsa. Tutti si sono dovuti impegnare a fondo per giungere fino al traguardo, e qualcuno ha incontrato le prima difficoltà.

Tra le auto, a fare la voce grossa è stato Sebastien Loeb. L’alsaziano ha completato il percorso cronometrato in poco meno di due ore e mezza, precedendo alla bandiera a scacchi il sempre veloce Nasser Al-Attiyah (che quest’anno non sembra soffrire affatto il suo ruolo di apripista) e Carlos Sainz, chiamato a una rimonta disperata dopo le oltre due ore perse nella Stage 1B. Al 4° posto si piazza la seconda delle Audi RS Q e-tron, quella del veterano Stephane Peterhansel, mentre la top five di giornata è completata da un redivivo Nani Roma. Nella classifica assoluta, invece, è lotta tra Al-Attiyah e Loeb: i due sono separati solamente da 9 minuti, ed è questo il momento in cui la lotta inizia a farsi davvero serrata.

A cambiare il passo, nel corso della Stage 2, sono stati anche i fratelli Totani. La strategia da loro adottata nel corso della complicatissima Stage 1B ha pagato, e l’equipaggio aquilano nella terza giornata di gara ha fatto vedere di che pasta è fatto. Silvio e Tito, nonostante la loro decisione di non completare la Prova Speciale del giorno precedente, sono potuti rientrare regolarmente in gara sfruttando il Jolly che la Direzione Gara mette a disposizione di ciascun concorrente. Delle gomme più morbide, un equipaggio riposato e una vettura funzionante al 100% hanno così permesso ai fratelli Totani di dare il massimo tra le dune dell’Arabia Saudita, con una rimonta che li ha portati dalla 79^ alla 66^ piazza. “Sapevamo di dover sfruttare al massimo la scelta tattica effettuata nella giornata precedente, e così è stato!” – spiega Silvio Totani – “Siamo stati molto aggressivi in gara, e la macchina con delle gomme più morbide si è comportato meglio dei giorni precedenti tra le dune. Avremmo forse potuto recuperare ancora qualcosa, ma anche stavolta gli ultimi 80 km li abbiamo percorsi in piena notte. Non è agevole, quindi speriamo che venga ulteriormente anticipata la partenza nelle Stage successive. Detto questo, siamo ampiamente soddisfatti. Avanti tutta”.

Tra le moto, invece, è stato Joan Barreda a dettare il passo lungo i 338 km cronometrati della Stage 2. Lo spagnolo della Honda ha avuto la meglio sul britannico Sam Sunderland al termine di un duello andato in scena lungo tutto l’arco della Speciale, con Kevin Benavides e la sua KTM a completare invece il podio di giornata. Alle spalle della KTM dell’argentino si è piazzato Skyler Howes, mentre torna nei piani alti della classifica anche Toby Price, chiamato – come le altre KTM ufficiali – a ricucire in questi giorni il gap che lo separa dalla vetta della classifica assoluta. Qui infatti, davanti a tutti, c’è la GasGas di Sam Sunderland: il britannico ora guida il plotone davanti alla Yamaha del francese Adrien Van Beveren e all’altra GasGas di Daniel Sanders, in difficoltà nella Stage 2 e costretto a cedere due posizioni in classifica.