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Criminalità minorile, Mancini: “Aggressioni con coltello triplicate in sette anni”

Criminalità minorile, Mancini: “Aggressioni con coltello triplicate in sette anni”
Nel 2025 in Italia si siano registrate 87 mila aggressioni con coltelli o armi improprie, un numero triplicato rispetto al 2018. Nello stesso arco temporale risultano triplicate anche le aggressioni agli insegnanti, segnale di una violenza sempre più precoce e normalizzata.

L’AQUILA – È sulla criminalità minorile che la relazione del procuratore generale Alessandro Mancini concentra uno dei passaggi più allarmanti dell’apertura dell’Anno giudiziario 2026 a L’Aquila. Un fenomeno descritto come in netto peggioramento, sia per diffusione sia per gravità delle condotte. Un qualcosa non più riconducibile a episodi isolati.

Mancini ha richiamato i dati di fonte Cnr. Nel 2025 in Italia si siano registrate 87 mila aggressioni con coltelli o armi improprie, un numero triplicato rispetto al 2018. Nello stesso arco temporale risultano triplicate anche le aggressioni agli insegnanti, segnale di una violenza sempre più precoce e normalizzata.

Nel distretto abruzzese, ha evidenziato il procuratore generale, si registra un aumento di risse, tentati omicidi e lesioni gravissime che coinvolgono minorenni, oltre a un crescente numero di procedimenti per reati contro il patrimonio commessi in forma di gruppo. In più casi, i giovani dichiarano di portare con sé armi improprie, anche per andare a scuola, per una percezione di insicurezza spesso pretestuosa ma indicativa di un diffuso disagio.

Particolarmente critico il fronte degli stupefacenti. L’uso di droghe è segnalato in fasce di età sempre più basse, fino a 11 e 12 anni, con una diffusione che avviene anche in contesti visibili, come scuole e aree limitrofe. Il traffico passa sempre più attraverso canali digitali: una recente indagine coordinata tra Procura minorile e Procura ordinaria ha portato allo smantellamento di un vero e proprio “supermarket” della droga su Telegram, operativo su scala regionale, con centinaia di clienti, minorenni e maggiorenni.

La relazione richiama inoltre l’aumento dei procedimenti per reati sessuali, inclusi casi di abuso caratterizzati da particolare violenza ed efferatezza, e per condotte penalmente rilevanti commesse online. Crescono i casi di cyberbullismo, revenge porn, diffusione di materiale pedopornografico e challenge pericolose, con il coinvolgimento anche di minori infraquattordicenni, spesso in possesso di smartphone e accesso illimitato alla rete.

Mancini ha segnalato anche una preoccupante assenza di controllo familiare. In alcune indagini è emerso come i genitori fossero consapevoli dell’uso di stupefacenti da parte dei figli, in taluni casi arrivando ad accompagnarli negli acquisti o a farne uso insieme. Ricorrenti, inoltre, i casi di ricoveri per coma etilico di minorenni.

Sul piano giudiziario, il procuratore generale ha ribadito la necessità di una risposta penale ferma, pur all’interno di un sistema che prevede percorsi di trattamento e reinserimento nella fase esecutiva. Un’emergenza che, ha concluso, non può essere affrontata solo dalla giustizia, ma chiama in causa famiglie, scuola e istituzioni educative.