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Bilancio Regione, il confronto passa all’Aula. Paolucci: “Solo tagli e tasse”

Settimana politica all’Emiciclo: domani Commissioni Cultura e Bilancio
Si sono conclusi ieri pomeriggio i lavori della Commissione “Bilancio, Affari Generali e Istituzionali” del Consiglio regionale

L’AQUILA – Si sono conclusi ieri pomeriggio i lavori della Commissione “Bilancio, Affari Generali e Istituzionali” del Consiglio regionale, riunita all’Aquila per l’esame del Bilancio di previsione 2026-2028. La seduta, presieduta da Vincenzo D’Incecco, si è chiusa senza l’espressione dei pareri sui provvedimenti contabili, in accordo con la decisione condivisa dai capigruppo di anticipare i termini per la presentazione degli emendamenti.

Il confronto sul documento finanziario proseguirà dunque direttamente in Aula, nel corso delle sedute consiliari già fissate nel calendario della sessione di bilancio per lunedì 29 e martedì 30 dicembre, quando l’Assemblea sarà chiamata a esprimersi con il voto finale sulla manovra 2026-2028.

Nel corso della riunione sono intervenuti i capigruppo delle forze di opposizione, che hanno espresso posizioni contrarie alla proposta di legge. Hanno preso la parola Francesco Taglieri (Movimento 5 Stelle), Silvio Paolucci, Luciano D’Amico (Patto per l’Abruzzo), Giovanni Cavallari (Abruzzo Insieme) ed Enio Pavone (Azione). Sono intervenuti anche Emiliano Di Matteo, Luciano Marinucci ed Erika Alessandrini, con l’intervento finale affidato al capogruppo di Fratelli d’Italia Massimo Verrecchia.

Paolucci (Pd): “Bilancio e sanità commissariati dal Governo, solo tasse e tagli”

Durissimo l’intervento del capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, che ha definito la sessione di bilancio come la prova di un commissariamento di fatto della Regione Abruzzo.

“La vera notizia di questa sessione di Bilancio è che la Regione Abruzzo è stata commissariata – ha dichiarato Paolucci –: tutte le criticità da noi segnalate trovano piena conferma nella fase preconciliare e nel lavoro della Commissione, chiamata ad analizzare un documento che non riesce a licenziare perché invotabile”.

Secondo Paolucci, l’emendamento del Governo nazionale che interviene sulla sanità “commissaria di fatto il bilancio regionale” e conferma le criticità denunciate negli ultimi anni. “Siamo di fronte a un bilancio pesantemente condizionato dal disavanzo sanitario, frutto di sette anni di inefficienze della destra”, ha affermato, parlando di una voragine da circa 170 milioni di euro.

“Per coprirla – ha aggiunto – la maggioranza aumenta le tasse per 40 milioni, taglia servizi per 130 milioni e torna, dopo oltre vent’anni, a fare nuovo debito per 33 milioni l’anno. Una scelta che riduce il potere d’acquisto, comprime i servizi e blocca gli investimenti, indebolendo il sistema economico e sociale dell’Abruzzo”.

Il capogruppo dem ha poi contestato la natura del pareggio di bilancio: “Altro che pareggio virtuoso: far quadrare i conti tagliando ovunque e indebitando la Regione significa ipotecarne il futuro. È un pareggio solo contabile, pagato interamente dai cittadini”.

Paolucci ha inoltre elencato i settori colpiti dai tagli, dalla cultura allo sport, dalle politiche giovanili al lavoro, dall’agricoltura alle leggi regionali di settore. “Vengono azzerati o fortemente ridotti capitoli fondamentali come il Teatro Marrucino, la legge sullo spopolamento delle aree interne, gli interventi su fauna selvatica, allevatori e pesca”, ha spiegato, criticando al contempo il finanziamento di alcune iniziative definite “per i soliti noti”.

“Incredibile – ha concluso – che mentre si destinano 1.220.000 euro l’anno fino al 2032 a una società sportiva professionistica come il Napoli Calcio, si azzerino completamente le risorse per tutte le associazioni sportive dilettantistiche abruzzesi”. Senza una strategia complessiva su sanità, lavoro, trasporti, ambiente e politiche sociali, “questo non è un bilancio di sviluppo ma un insieme di toppe”, per cui il Pd non lo voterà, annunciando la presentazione di proposte alternative nei prossimi giorni.