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“Architetti al centro”, all’Aquila alla riscoperta dello spazio urbano

sara liberatore architetti al centro
Ieri all'Aquila, lungo Corso Vittorio Emanuele II, l'iniziativa “Architetti al Centro”. Organizzato dall’Ordine degli Architetti

L’AQUILA – Architetti al Centro. Ieri all’Aquila, lungo Corso Vittorio Emanuele II, l’iniziativa “Architetti al Centro”. Organizzata dall’Ordine degli Architetti della Provincia dell’Aquila in concomitanza con il centenario dell’ordine, la manifestazione, curata dalla Commissione Cultura dell’Ordine aquilano, arriva nell’ambito di “Open! Studi aperti in tutta Italia”.

Tavoli tematici, mostre fotografiche, iniziative per grandi e piccoli, hanno caratterizzato la giornata. Tra queste, nel vicino Palazzo Cipolloni-Cannella, la mostra collettiva nella quale sono state esposte le opere dei 12 finalisti del contest fotografico “Architettura e fotografia: la Piazza come luogo urbano”, organizzato in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti, selezionate da una giuria di esperti di primissimo livello composta da Fanny Borel (ufficio curatoriale del Maxxi), Lorenzo Nardis (architetto e Consigliere Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia dell’Aquila), Giampiero Duronio (architetto), Antonio Di Cecco e Danilo Balducci (docenti Accademia Belle Arti L’Aquila), Agnese Porto e Giammaria De Gasperis (editori di RVM Hub). 

La fotografia vincitrice del primo premio Architettura e fotografia, la piazza come luogo urbano, è l’opera di Alessandra Condello con l’immagine di Piazza delle Macchiole di Marsia. La foto coglie in pieno la criticità di uno spazio pubblico che nello scatto appare vuoto e disadorno, rappresentazione dei molti “non luoghi” presenti in ogni territorio. La criticità dell’incuria e dell’abbandono è qui rappresentata, in maniera geometricamente rigorosa e poetica, con una porzione di asfalto (quella che avrebbe potuto essere la piazza) e il prospetto di una piccola costruzione bianca con una parete cieca, sullo sfondo un bosco rigoglioso. Il pensiero del visitatore va esattamente dove l’autrice vorrebbe, nei luoghi che abitano i nostri spazi senza tuttavia essere abitati dalle persone.
La seconda classificata è la foto di Sara Ciambotti con piazza del comune di Poggio Picenze e la terza classificata è la foto di Alessandro Vicini con piazza Duomo dell’Aquila. Le 12 fotografie sono quelle che meglio hanno colto il tema del concorso, rappresentando in modo originale, attraverso il dialogo tra fotografia ed architettura, il valore, il fascino, le contraddizioni e le suggestioni delle piazze della provincia aquilana.

L’intervista a Sara Liberatore, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia dell’Aquila.

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