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A quasi 15 anni dal 6 aprile 2009

A quasi 15 anni dal 6 aprile 2009

L’AQUILA – A quasi 15 anni dal 6 aprile 2009, pensare di scrivere qualcosa di diverso, di nuovo, sul cantiere più grande d’Europa è pressoché impossibile. Il centro storico vive ancora a macchia di leopardo, affrontando giornalmente i medesimi problemi degli anni precedenti.

Le parti ricostruite dentro le mura non sono tutte abitate. Basta farsi un giro a piedi di sera, per rendersi conto della desolazione di un centro claudicante che ha bisogno di ripartire ma sul serio. E per farlo ha bisogno di gente che lo abiti permanentemente, ha bisogno parallelamente di una ricostruzione sociale, di servizi, di bambini per le strade.

È vero, nei giorni di sole, durante le feste, di domenica, la città si riempie e, a guardarla senza pensarci, sembra quasi una città un po’ scassata ma normale.

Ma basta che scenda la notte che più ci si allontana dall’asse centrale e più aumenta il vuoto, il silenzio, l’abbandono.

Sono ancora tanti gli edifici fermi a quella notte, molti dei quali usati come pattumiere, altri rifugio di malintenzionati. E poche le finestre illuminate.

In alcune zone, la cantierizzazione interferisce pesantemente con la vita quotidiana dei pochi residenti, dissuadendo chi, magari, un pensierino ce lo ha pure fatto a trasferirsi in centro.

La ricostruzione pubblica procede con una lentezza esasperante. Di scuole non se ne parla, o meglio la città le vorrebbe ma il sindaco risponde che in centro non vi sono edifici compilant con gli standard moderni.

C’è un solo, minuscolo, supermercato almeno per ora. Un altro dovrebbe aprire davanti alla casa dello studente. È stata da poco inaugurata la mensa universitaria in via dell’Arcivescovado: gli studenti arrivano, mangiano e poi? Dove vanno? Un salto in biblioteca? No. A teatro? No. Al cinema? No.

E una sola farmacia, alla Fontana luminosa. I negozi aprono ma chiudono anche. I prezzi degli affitti sono sostenuti, anche quando si tratta di abitazioni. È vero che vengono offerti edifici e locali completamente restaurati ma è vero anche che tutto intorno non c’è la città di prima e neanche la stessa situazione economica. Per non parlare delle strade, degli accessi, dei parcheggi, dell’illuminazione.

Insomma, a 15 anni dal 6 aprile 2009, aspettiamo il prossimo anno; magari ci scappa qualcosa di nuovo.