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A Piffer il riconoscimento principale “Gioacchino Volpe”, premiati anche Mingardi e Panunzio

A Piffer il riconoscimento principale “Gioacchino Volpe”, premiati anche Mingardi e Panunzio
Il Premio Gioacchino Volpe torna a Palazzo Spaventa, recuperato di recente, nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Il riconoscimento principale va a Tommaso Piffer per un lavoro sull’eccidio di Porzûs, una delle pagine più controverse della Resistenza. Premiati anche Alberto Mingardi per i saggi politici e Antonio Panunzio per la sezione sicurezza. Durante la cerimonia spazio anche alla performance di Nancy Brilli, con la lettura di lettere tra Pier Paolo Pasolini e il fratello Guido, tra le vittime dell’eccidio. Sui social non sono mancate polemiche sull’intitolazione del premio a Gioacchino Volpe, con interventi ironici dell’avvocato aquilano Fausto Corti.

L’AQUILA – Il Premio Gioacchino Volpe apre le porte di Palazzo Spaventa, recuperato di recente, e con la seconda edizione riporta al centro una pagina controversa della Resistenza italiana. La cerimonia, inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, ha assegnato il riconoscimento principale a Tommaso Piffer per un lavoro sull’eccidio di Porzûs. Il Premio, promosso dal Comune dell’Aquila e intitolato allo storico del Novecento originario di Paganica, si è svolto alla vigilia dell’anniversario della nascita di Volpe. La giuria è presieduta da Gianni Letta ed è composta da Gaetano Quagliariello, Antonio Polito e Bruno Vespa.

“Il premio Gioacchino Volpe è uno dei momenti caratterizzanti dell’Aquila Capitale italiana della Cultura, un’iniziativa a cui abbiamo dato e daremo continuità nel tempo”. ha detto il sindaco Pierluigi Biondi. “È importante per la riscoperta di un protagonista del dibattito storiografico del Novecento e per una rilettura critica della storia, senza luoghi comuni né scelte di parte, capace di costruire una memoria condivisa”.

I premi

Per la sezione “Gioacchino Volpe”, dedicata alla saggistica storica, il riconoscimento è stato assegnato, dunque, a Tommaso Piffer per “Sangue sulla resistenza. Storia sull’eccidio di Porzûs” (Mondadori, 2025). Il volume riporta al centro l’eccidio di Porzûs: tra il 7 e il 18 febbraio 1945, in Friuli, un reparto di partigiani guidato da Mario Toffanin “Giacca” uccise 17 partigiani delle Brigate Osoppo alle malghe di Porzûs, nel contesto delle tensioni politiche e di confine del Nord-Est. A quel capitolo della memoria è stata legata anche la performance di Nancy Brilli, con la lettura di lettere tra Pier Paolo Pasolini e il fratello Guido, quest’ultimo tra le vittime dell’eccidio. Tra le vittime anche Francesco “Bolla” De Gregori, zio del futuro cantautore capitolino il cui nome di battesimo sarà un diretto richiamo. “È un onore, io sono molto onorato di questo riconoscimento, sia per il prestigio del premio, sia per il prestigio della giuria che lo ha assegnato, quindi sono molto contento”. ha commentato Piffer. “È un lavoro a cui ho dedicato tanto tempo, tante energie e sono contento che abbia ricevuto questo riconoscimento”. ha aggiunto.

Per la sezione “Panfilo Gentile”, dedicata ai saggi politici, la giuria ha premiato Alberto Mingardi con “Meglio poter scegliere. I referendum del 1995 e la battaglia per la televisione commerciale” (Mondadori, 2025), analisi della vicenda che ha dato legittimazione alla televisione commerciale in Italia. “È veramente un piacere essere qui all’Aquila in un anno così importante, così pieno di iniziative, è un onore essere premiato con un premio intitolato a Panfilo Gentile”. ha detto Mingardi, ricordando Gentile come “uno dei critici più acuti dei problemi del sistema politico italiano di ieri e di oggi”.

La sezione “Stefano Vespa”, dedicata alla sicurezza, ha premiato Antonio Panunzio per il progetto “L’esternalizzazione dei servizi di sicurezza nei penitenziari”, ritenuto meritevole per solidità e attualità. “È un onore per me e sono contentissimo di riceverlo per riavvicinare tutte le istituzioni, sia il Comune, quelle universitarie o quelle penitenziarie, sono contentissimo, grazie”. ha detto Panunzio.

Nel corso della cerimonia Bruno Vespa ha collegato il tema della sicurezza a uno scenario internazionale in evoluzione, ricordando come in passato l’equilibrio tra potenze nucleari abbia funzionato da deterrente e sostenendo che, almeno sul piano convenzionale, serva la capacità di far capire che “non conviene provarci”. Gianni Letta ha richiamato anche il lavoro di ricostruzione della città: “Ogni volta che vediamo un palazzo riportato all’antico splendore, anche di più, avete fatto un grandissimo lavoro”. ha detto.

Il palmarès si completa con due premi speciali: alla carriera Maria Teresa Giusti, docente di Storia contemporanea all’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, per il volume “Relazioni pericolose. Italia fascista e Russia comunista” (Il Mulino, 2023), già insignito del Premio Acqui Storia 2024, e il riconoscimento dedicato agli autori aquilani ad Alina Di Mattia per “Giulio Mazzarino – L’abruzzese alla corte del Re Sole” (2025).

La polemica

In tanti sono tornati a criticare, nei giorni e nelle settimane precedenti, l’intitolazione del premio a Gioacchino Volpe, storico legato anche al clima culturale del periodo fascista. Sui social l’avvocato aquilano Fausto Corti ha scelto l’ironia: “Quale modo migliore per introdurre la giornata del Premio dedicato a Gioacchino Volpe…”. e ha aggiunto che “anche quest’anno i manifesti del Premio Gioacchino Volpe sono stati realizzati in puro stile del Ventennio fascista”, con un riferimento al tipo di carattere utilizzato nelle grafiche promozionali. Nel dibattito attorno al Premio Gioacchino Volpe si è inserita, nei giorni precedenti alla cerimonia, anche la diffusione di un volantino critico che ha circolato in città e sui social. Il testo, dal titolo esplicito e polemico, mette in discussione l’impostazione dell’iniziativa nel contesto di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, sollevando interrogativi sulla rappresentazione del pluralismo e sull’opportunità di riportare al centro figure e temi legati a una stagione storica ancora divisiva.