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“San Francesco e la radicalità del Vangelo”: il nuovo saggio di Gianluigi Pasquale

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Pasquale mette in luce – nei suoi approfondimenti – il vivo desiderio di Francesco di partire per la missione; accompagnato dalla ricerca del dialogo e della comunione con i lontani

L’AQUILA – «Ora che ho parlato con te e raccontato di te, Francesco, vorrai tu uscire a fare la storia con noi? Vorrai tu metterti in mezzo alle piazze nostre e riferirci la tua esperienza, a proporcela, a viverla con noi? Come ti vedrei bene a vivere con noi e camminare con noi! Solo tu hai capito in maniera radicale il “segreto della storia”: spendersi nel tempo per far “vedere” Gesù Cristo agli altri, ossia un frammento di eternità a chi vive nel brulicare del tempo» (309); «Vedi, se tu non fossi morto mai e parlassi con una voce che si potesse sentire perché registrata, non si sarebbe scritto di te. Tu ti saresti espresso e forse noi ti avremmo capito. Invece, adesso dobbiamo cercarti frugando tra fatti, racconti, metodologia ed esperienze. E sappi che è difficile. È un lavoro un po’ simile a quello che facciamo quando ci mettiamo a interrogare il Vangelo» (307).

Riportiamo la Conclusione dell’ultima pubblicazione del nostro confratello Cappuccino Gianluigi Pasquale (San Francesco e la radicalità del Vangelo (I Pellicani), Lindau, Torino 2026; pagg. 332), e lo ritroviamo a colloquio con san Francesco d’Assisi: egli interroga, attinge, ripropone la sua sequela Christi alla persona umana del nostro tempo. Il religioso veneto apre il proprio scritto con la presente confessione: «Francesco d’Assisi affascina sempre. (Mi) ha sempre affascinato. È molto difficile non innamorarsi di lui».

In questi approfondimenti storico-teologici ritroviamo il vissuto sanfrancescano, quella sua «inaudita attualità, innestata nella contemporaneità»: «Attraverso la lettura di queste pagine si intende ammirare la grande intuizione di Francesco che, a mio giudizio, sta nella sua convinzione che il mondo delle Beatitudini evangeliche possa effettivamente essere calato nella società come chiave risolutrice dei problemi che la travagliano e come massima realizzazione di una vita sociale all’insegna della gioia. Questo egli voleva dire al mondo e questo egli ha cercato di esemplificare nella sua esistenza e nella sua proposta di vita, incarnata particolarmente dai primi seguaci. Ritengo, quindi, che Francesco d’Assisi, prima ancora di essere visto come un fondatore di un Ordine religioso, debba essere studiato come iniziatore di un nuovo modello di vita cristiana all’interno della Chiesa di Dio e, di riflesso, nella società».

Il pellegrinaggio esistenziale dell’Assisiate viene ripreso a partire dalla sua giovinezza, accompagnata – questa – dai sogni mondani e di vana gloria, e illuminato dalla rilettura del contesto socio-culturale della propria Città; il viaggio attraversa – quindi – la sua crisi esistenziale, causata da sofferenze e malattia, declinata teologicamente: «Francesco non ha mai provocato fratture esistenziali in sé e nei seguaci. Le sue indicazioni, infatti, nascevano da un realissimo incontro con Gesù Cristo. E la realtà non veniva mai compressa dentro a schemi precostituiti».

Pasquale ci permette di entrare nel lungo processo di conversione dell’Assisiate, e ci aiuta a scoprire la sua fede che matura nella più vera umanità: «Francesco non ha una teoria sulla libertà. Egli opera nel suo mondo quotidiano, compie le sue esperienze e queste esperienze rispecchiano la luminosità di una libertà che gli brilla nell’anima».

Vengono riprese: il dono della fraternità elargito e l’esperienza evangelica. La povertà di spirito sanfrancescana è ben posta in evidenza; accanto alla fioritura del carisma nella compagine ecclesiale, e nel cuore della “sorella povera” Chiara.

Pasquale mette in luce – nei suoi approfondimenti – il vivo desiderio di Francesco di partire per la missione; accompagnato dalla ricerca del dialogo e della comunione con i lontani: «Egli vuole oltrepassare le linee crociate e andare nel campo mussulmano. Vuole parlare personalmente al sultano».

Libertà, fraternità, vita nuova nella Vigna del Signore vengono sviluppate con i loro travagli e la buona semina del Regno. La lode di Dio e l’animo sanfrancescano riconciliato sono posti in evidenza.

Il nostro ringraziamento va allo studioso e docente Cappuccino fra Gianluigi Pasquale, per questo suo ultimo lavoro di approfondimento, che vede la luce nell’ottavo centenario della Pasqua di Francesco d’Assisi. Ci auguriamo che le ricerche scientifiche continuino e aprano brecce nella sempre maggiore conoscenza della Rivelazione, della storia e Tradizione ecclesiali, nella esperienza dei Santi e nell’attualità del messaggio evangelico.

INDICE

Introduzione. Nel tempo ultimo vi sarà il modo di vivere di Francesco (7); 1. Il riciclo e «cosa farò da grande?» (17); 2. Assisi, dove parlano le pietre (25); 3. Nell’animo del ventenne lievitava il nuovo (31); 4. L’incontro con il lebbroso e il Cristo di San Damiano (45); 5. L’albeggiare della nuova fraternità (65); 6. Il vangelo: specchio in cui si riflette la misericordia di Dio (81); 7. Bussare alla porta per chiedere l’elemosina (91); 8. Perché Francesco convinse Innocenzo III (103); 9. La poesia della vita comune a Rivotorto (121); 10. Chiara d’Assisi e la fuga nella notte (135); 11. La voglia di partire dall’Italia per la missione (151); 12. Francesco davanti al Sultano, senza copione (171); 13. Libero e quindi profondamente umano (189); 14. La famiglia dei frati restituita a Dio (205); 15. Il travaglio di una «regola» di vita (219); 16. Francesco affida al Signore la famiglia dei frati (241); 17. Francesco parla a Dio e attraverso lo scritto (253); 18. Il Cantico di Frate Sole, una lode alle ferite (267); 19. Quando la morte può essere una «sorella» (279); 20. Francesco benedice i frati prima di lasciarli (289); Conclusione. Se tu fossi qui Francesco (305); Cronologia essenziale della vita di Francesco d’Assisi (311); Bibliografia (325); Indice dei nomi (329).