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Abruzzo approva la legge regionale sulla Montagna, Marsilio: “Stop allo spopolamento”

Abruzzo approva la legge regionale sulla Montagna, Marsilio: “Stop allo spopolamento”
Si è tenuta questa mattina, presso la sala “Isolina Scarsella” di Palazzo Silone, la conferenza stampa di presentazione della legge regionale sulla Montagna, alla presenza del presidente della Regione Marco Marsilio e dell’assessore regionale agli Enti Locali Roberto Santangelo.

Si è tenuta questa mattina, presso la sala “Isolina Scarsella” di Palazzo Silone, la conferenza stampa di presentazione della legge regionale sulla Montagna, alla presenza del presidente della Regione Marco Marsilio e dell’assessore regionale agli Enti Locali Roberto Santangelo.

“Una legge per contrastare lo spopolamento”

“Per la prima volta – ha sottolineato Marsilio – esiste una legge pensata davvero per contrastare lo spopolamento delle montagne, un fenomeno che dura dagli anni Sessanta. Le risorse devono andare a chi vive condizioni di reale disagio. Estendere in modo indiscriminato la definizione di montagna significherebbe sottrarre fondi proprio a chi ne ha più bisogno”.

Il presidente ha ricordato il ruolo determinante dell’Regione Abruzzo nel percorso che ha portato all’approvazione della nuova legge nazionale sulla montagna, una riforma attesa da oltre mezzo secolo che introduce strumenti strutturali a sostegno delle aree montane autentiche. L’Abruzzo è stato capofila nel confronto con il Governo e le altre Regioni, rappresentando tutte le regioni italiane in Conferenza Unificata e ottenendo, grazie al dialogo con il ministro Roberto Calderoli, una significativa riduzione dei territori appenninici inizialmente esclusi.

Nel primo impianto della riforma, infatti, oltre 59 comuni abruzzesi erano stati esclusi dal perimetro dei comuni montani.

“I parametri utilizzati non sono frutto di decisioni arbitrarie, ma derivano dal lavoro di una commissione tecnica composta da rappresentanti di comuni, province, regioni e ministeri. Noi abbiamo poi portato tutte le regioni a condividere una proposta nuova. Il conflitto non era politico ma territoriale: le regioni alpine hanno un concetto di montagna differente da quello appenninico, per caratteristiche morfologiche e territoriali. Il confronto ha portato a una sintesi, con l’approvazione della nuova classificazione che ha recuperato gran parte dei territori appenninici esclusi”.

Chiarezza su scuole, servizi e fiscalità

“La conferenza stampa si è resa necessaria per chiarire cosa sia realmente la riforma della legge sulla montagna” – ha aggiunto Santangelo, sottolineando come nei 27 comuni esclusi “non ci sarà alcun rischio per la chiusura delle scuole o per la perdita di servizi essenziali. Nella Conferenza Unificata abbiamo previsto la possibilità di intervenire con fondi regionali nelle cosiddette zone di cerniera, garantendo risorse anche ai territori che hanno perso formalmente il titolo di comune montano”.

Nessun impatto, inoltre, sulla fiscalità dei terreni agricoli: “Non è la legge sulla montagna a disciplinare questi aspetti – ribadisce Santangelo – ma il Ministero dell’Economia. È necessario fare chiarezza e spegnere polemiche strumentali che stanno creando allarmismi infondati”.

La definizione dei comuni montani è ormai tracciata, ma resta aperto il confronto sugli aspetti socio-economici. Proprio ieri si è svolta una nuova Conferenza Stato-Regioni sul tema tecnico della montagna e gli uffici regionali sono al lavoro per migliorare l’applicazione della norma. L’obiettivo, evidenzia l’assessore, è aver corretto un impianto inizialmente penalizzante e affermato il principio di una montagna plurale, in cui gli Appennini ottengano un riconoscimento coerente con la loro realtà.