Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Silvio Paolucci interviene sul parere condizionato espresso dal Tavolo ministeriale sul Programma Operativo 2026-2028 presentato dalla Regione Abruzzo, definendolo “nei fatti una sorta di commissariamento mascherato” da parte del governo nazionale.
Le critiche al parere ministeriale e ai contenuti del Programma
Secondo Paolucci, il giudizio dei ministeri “smonta la narrazione della Giunta” perché il Programma non rappresenterebbe uno strumento in grado di rilanciare il sistema sanitario regionale, ma un documento “sostanzialmente riscritto da Roma”, a partire dalle previsioni di entrata fino alla spesa.
Paolucci evidenzia inoltre che le richieste di ulteriori risparmi su farmaceutica e dispositivi, insieme alla revisione delle stime del Fondo sanitario nazionale, dimostrerebbero – a suo avviso – che la Regione non avrebbe “un vero controllo della propria programmazione”. Viene richiamata anche l’imposizione di parametri più stringenti e verifiche su personale, consulenze e contratti, interpretata come segnale di un Programma sottoposto a un controllo esterno.
Impatto su servizi e scelte organizzative
“N on è questa la strada per salvare la sanità abruzzese”, afferma Paolucci, che parla di un piano “già condizionato” e che potrebbe tradursi in “nuovi tagli e minori servizi per i cittadini”. Nel passaggio conclusivo, il capogruppo dem critica inoltre la scelta della Giunta di affidare servizi ai privati, sostenendo che tale impostazione “non salva la sanità” e “non può essere la soluzione”.









