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“Gemina’s”: la mostra che unisce arte, scienza e filosofia

“Gemina’s”: la mostra che unisce arte, scienza e filosofia
Dal 15 gennaio al 2 febbraio 2026 Palazzo dell’Emiciclo apre la propria navata centrale a “Gemina’s”, la mostra di Rosario Genovese

L’AQUILA – Dal 15 gennaio al 2 febbraio 2026 il Palazzo dell’Emiciclo apre la propria navata centrale a “Gemina’s”, la mostra di Rosario Genovese, artista e docente all’Accademia di Belle Arti di Catania. L’esperienza della mostra è un percorso espositivo che si inserisce all’inizio del calendario di iniziative culturali che accompagna la città nell’anno della Cultura.

Cura, patrocinio e organizzazione

L’esposizione è curata dal professor Francesco Gallo Mazzeo e si realizza con il patrocinio del Consiglio regionale d’Abruzzo e del Comune dell’Aquila, oltre che con l’organizzazione dell’associazione AICAM (Associazione Italiana per l’Arte e la Cultura nel Mondo), guidata da Maura De Meo. La scelta dell’Emiciclo, luogo istituzionale e simbolico, contribuisce a definire la mostra come un appuntamento di profilo pubblico, con l’intento di mettere in relazione i linguaggi artistici contemporanei e il contesto cittadino.

La poetica del “doppio” e la “nascita gemellare”

Il cuore della ricerca artistica di Genovese ruota attorno alla nozione di “nascita gemellare”, assunta come impianto concettuale e principio generativo della forma. Astri e sistemi binari, il tema del doppio e il gemellaggio diventano strumenti per ragionare sui temi di ciclicità e mutamento, fino a toccare l’asse fondamentale che attraversa le culture e le religioni.

Lo stesso artista sintetizza così la sua recherche: “Il mio è un interesse che fin dalla giovinezza unisce fascinazione per gli astri. Solo con lo studio e il tempo sono venuto a maturare la consapevolezza che il cosmo è impregnato dell’essenza del doppio.”

Tra arte, scienza e filosofia, questa tensione si traduce in una sensibilità unica capace di travolgere lo spettatore.

L’opera non intende rappresentare direttamente il cosmo, ma tenta di metterne in scena il principio: “l’unità che nasce dalla tensione tra opposti.”

E proprio in virtù di questa trasversalità transdisciplinare Genovese aggiunge: “La continuità tra vita e morte, creazione e distruzione, è comune a tutte le culture e a tutte le religioni del Mondo.”

Il percorso espositivo: dodici dittici e un unico campo percettivo

La mostra “Gemina’s” rappresenta per lo spettatore una esperienza unitaria. Essa potrebbe essere considerata come una grande installazione spezzettata in dodici dittici. L’insieme è pensato per attivare un confronto diretto con il visitatore, costruendo una rete, sia implicita che esplicita, di analogie.

La stessa logica binaria orienta, non solo lo spirito, ma anche il processo di realizzazione. Un primo intervento sul supporto originario viene fissato fotograficamente, quindi ribaltato e invertito in negativo; da qui nasce il suo complementare, sul quale Genovese torna nuovamente ad agire alternando operazioni e trasferimenti tra le due superfici gemelle.

“All’interno dello stesso dittico cerco di creare un rapporto ambivalente dove passato e presente si intrecciano” racconta l’artista mentre spiega la sua opera.

Questo processo stratificato consente di conservare una certa memoria materica della costruzione dell’opera e mira a far scaturire proprio quella “ambivalenza visiva” che Genovese ricerca.

Ci muoviamo su un confine tra pittura e scultura; forme circolari e soluzioni oggettuali, stratificazioni, spessori e interventi materici costituiscono una visione che non tenta di raffigurare il cosmo, ma evoca nello spettatore quelle dinamiche che lo interessano. La materia dell’arte diventa una vera e propria componente narrativa, trasformando un modello scientifico e le domande filosofiche in esperienza concreta.

Accessibilità per ipovedenti

All’interno del progetto trova spazio anche una riflessione sull’accessibilità. Alcuni lavori sono stati ideati anche per un pubblico ipovedente: l’artista utilizza supporti specifici, predisposti per una lettura tattile, sostituendo la parola con la sua trascrizione in lingua Braille. La disposizione dei segni resta in continuità ontologica con l’impianto originario, così che il passaggio dal testo alla scrittura tattile non modifichi il nucleo concettuale delle opere.

A corredo della mostra è stato pubblicato il catalogo “Rosario Genovese – Gemina’s”, allegato al nuovo numero della rivista culturale siciliana “Agorà”. Il volume (72 pagine) contiene le immagini delle opere esposte, un saggio critico del curatore Francesco Gallo Mazzeo, una testimonianza dell’artista (“Note sulla mia ultima ricerca visiva”) e contributi istituzionali firmati dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, dal sindaco Pierluigi Biondi e dall’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo.

Un lessico cosmico per leggere il presente

Con “Gemina’s” l’Emiciclo accoglie una proposta che usa il linguaggio dell’arte per convertire modelli scientifici e interrogativi filosofici in una esperienza concreta. Il “doppio”, nella visione di Genovese, non funziona come decorazione concettuale ma è una chiave interpretativa del reale, una grammatica di relazioni e trasformazioni che, attraverso materia e immaginazione, mette in scena la possibilità di una nuova unità generata dall’attrito tra opposti.