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I migranti saranno accolti per la notte ma non in chiesa

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I 24 richiedenti asilo afghani e pakistani saranno accolti di notte in locali non soggetti a ordinanza di demolizione, riferisce Fraterna Tau dopo il sopralluogo della Municipale a San Bernardino. Il Comune ribadisce il no al dormitorio in chiesa; L’Aquila Protagonista parla di assenza di autorizzazioni e chiede percorsi istituzionali.

L’AQUILA – I 24 giovani richiedenti asilo afghani e pakistani, che da settimane dormono all’addiaccio, saranno comunque accolti nelle ore notturne in quanto “l’assistenza verrà garantita in locali che non sono soggetti a ordinanza di demolizione”. Lo ha riferito Paolo Giorgi (Fraterna Tau) a margine del sopralluogo effettuato in mattinata dalla Polizia municipale nell’area della chiesa di San Bernardino, a Piazza d’Armi, con verifiche tecniche funzionali anche alla riacquisizione della struttura nel patrimonio del Comune.

La proposta di ospitare i 24 era arrivata da Giorgi ed è stata respinta dall’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis, che ha ribadito trattarsi “non di sua personale posizione bensì del Comune”. Sulla struttura costruita nell’immediato post-sisma pende un’ordinanza di demolizione alla luce della sentenza n. 2113/2025 del Consiglio di Stato, legata alla cessazione delle funzioni di emergenza terremoto. Nella ricostruzione di Giorgi, la vicenda distinguerebbe tra chiesa e servizi: demolizione per chiesa e “conventino” annesso, mentre mensa e area servizi possono restare operative fino al rientro nella sede originaria di via dei Giardini. Giorgi indica come via d’uscita un “rinnovo di convenzione” con trasferimento della proprietà dell’intero complesso al Comune e gestione dei servizi a Fraterna Tau fino al rientro. “Mai riuscirei a demolire una struttura così funzionale per la città, così come nelle intenzioni della Protezione civile e di padre Quirino Salomone”, sottolinea.

Sul tema è intervenuto De Santis: “L’ex chiesa in Piazza D’Armi non ha alcun titolo per diventare un dormitorio e non permetteremo che una struttura destinata alla demolizione venga occupata abusivamente per riempirla di richiedenti asilo”. L’assessore ha aggiunto che “la gestione dell’immigrazione non è di nostra competenza”, mentre è responsabilità del Comune “garantire sicurezza e legalità nella nostra città”, ricordando anche le difficoltà legate alle strutture per minori. Nello scontro politico, De Santis ha attaccato il Pd, invitandolo provocatoriamente ad aprire la sede di partito in Via Paganica, “oltre 150 mq riscaldati e accoglienti”, per ospitare i richiedenti asilo.

Con un secondo comunicato sono intervenuti i consiglieri Alessandro Maccarone, Laura Cococcetta, Maria Luisa Ianni, Guglielmo Santella, Luigi Faccia e Stefano Flamini (L’Aquila Protagonista): “Non esiste alcuna autorizzazione comunale per la realizzazione di un dormitorio all’interno della struttura”. Il gruppo chiede di sottrarre il tema a “letture semplificate” che alimentano “divisioni e tensioni”, sostenendo che “il disagio sociale non si governa con annunci o contrapposizioni ideologiche”, ma con “politiche pubbliche serie, continue e misurabili”. Rivendica inoltre l’azione dell’assessorato alle Politiche sociali, citando il progetto “Homeless ed Invisibili” e il Sai (Servizio Accoglienza ed Integrazione), e assicura “massima collaborazione istituzionale” sulle competenze non comunali, ribadendo che l’ipotesi di un “dormitorio improvvisato” resta fuori dall’indirizzo politico dell’Amministrazione.

Di segno contrario l’intervento di Stefania Pezzopane, che attacca la maggioranza di destra in Consiglio comunale accusando l’amministrazione di “prendersela con i più deboli” e di limitarsi a comunicati senza atti concreti: contesta il no all’utilizzo della chiesa di San Bernardino perché “non autorizzata” e definisce “grave e simbolicamente devastante” l’ordine di demolizione della struttura nata nel post-sisma, chiedendo al presidente della Terza Commissione, Frullo, la convocazione urgente con gli assessori competenti; nel merito propone un dormitorio pubblico e un sistema di accoglienza “ordinato e controllato” (assistenza, formazione, lavoro, regole ed eventuali espulsioni). Citando esempi già attivi in Abruzzo come Pescara e Giulianova, Pezzopane richiama i numeri del decreto flussi 2026-2028 e i costi dei centri in Albania, e chiude sul piano morale legando la vicenda ai valori della Perdonanza e alla figura di Celestino V.

Sulla stessa linea la consigliera Simona Giannangeli ha lanciato sui social un appello alla città e alle associazioni, parlando di “violenza istituzionale” e invitando a una mobilitazione di solidarietà per i 24 migranti che da giorni dormono in strada con temperature sotto lo zero. Nel post annuncia un presidio davanti alla chiesa di San Bernardino, in Piazza d’Armi, fissato per questa sera, con una raccolta di indumenti invernali, coperte e generi alimentari a lunga conservazione per trasformare la protesta in un aiuto concreto. “L’Aquila resta umana” è la frase che accompagna l’iniziativa, richiamando la memoria di una città che sa cosa significa perdere una casa e che, in queste ore, si ritrova a misurarsi con accoglienza e dignità.

Dante Spezialetti, referente cittadino del Movimento 5 Stelle, intervenendo sulla vicenda, chiede invece di salvare l’intero complesso di San Bernardino, in virtù del “profondo valore che tale luogo ha rappresentato per la comunità
aquilana”.
“Proponiamo – aggiungono – che ogni intervento sull’area, e in particolare sulla chiesa, avvenga attraverso un percorso partecipato, che coinvolga attivamente le scuole superiori del territorio, con il
supporto dell’Università di l’Aquila, trasformando la progettazione in un’occasione di crescita culturale, formativa e civica per la città”.