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L’Aquila, #bloccheremotutto. Fontesecco paralizzata dai cantieri: momenti di tensione

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Momenti di tensione questa mattina a Fontesecco, dove gli abitanti di via degli Ortolani si sono trovati la strada chiusa per l'ennesimo step del cantiere del ponte Belvedere. Nessuna ordinanza, sostengono gli abitanti, nessuna segnalazione preventiva, nessuna alternativa percorribile.

L’AQUILA – Momenti di tensione oggi pomeriggio a Fontesecco, dove gli abitanti di via degli Ortolani si sono trovati la strada chiusa per l’ennesimo step del cantiere del ponte Belvedere. Nessuna ordinanza, sostengono gli abitanti, nessuna segnalazione preventiva, nessuna alternativa percorribile.
È bastato questo perché la rabbia esplodesse e la zona diventasse teatro dell’ennesima bagarre da cantiere. A calmare gli animi è servito un vero pellegrinaggio di vigili urbani – una decina – affiancati da funzionari e dirigenti comunali accorsi sul posto. Le soluzioni? Ancora da capire. Le risposte, vaghe come sempre: il mantra, alla fine, è sempre lo stesso, i lavori vanno fatti.

Già, i lavori vanno fatti. Come se chi ci vive dentro invece volesse ritardarli. Vivere in centro è una scelta è un altro grande classico di questi confronti, con buona pace di chi, riabitando il centro, pensava di portare un valore in più alla città. Alibi, pensano in tanti, dietro cui l’amministrazione si nasconde per non ammettere la totale disorganizzazione degli interventi.
Nell’area di Fontesecco, infatti, si intrecciano il cantiere del ponte, quelli dei sottoservizi, i lavori delle ricostruzioni private con la solita sequenza di deviazioni che cambiano ogni settimana. I parcheggi diminuiscono progressivamente, ormai parliamo di una trentina di posti auto per oltre 400 persone, da condividere giorno e notte con chi giustamente frequenta il centro per altri motivi, e con i mezzi da cantiere. I percorsi si allungano, la pazienza si accorcia.

Da mesi i residenti chiedono una razionalizzazione dei cantieri, un coordinamento vero, una pianificazione che eviti di bloccare contemporaneamente tutte le vie d’accesso o di uscita. Troppo poco, evidentemente, è stato fatto.
Tra transenne e semafori volanti che si rimandano l’uno all’altro come in un gioco di specchi, la città finisce per fermarsi da sola. .