L’AQUILA – Piazza Palazzo, ieri riaperta dopo i lavoro di riqualificazione, è uno degli spazi urbani più ricchi di storia dell’Aquila, centro della vita politica e civile della città sin dal Medioevo. La sua origine si colloca alla fine del XIII secolo, quando, grazie a un diploma di Carlo II d’Angiò, qui già si svolgeva il mercato pubblico del martedì, affiancandosi a quello del sabato in Piazza Duomo.
La piazza era dominata dalla chiesa di San Francesco. L’insediamento francescano qui è accertato già dalle origini della città. La chiesa fu gravemente danneggiata dai terremoti e più volte ricostruita. Dopo il sisma del 1703 la chiesa assunse l’assetto settecentesco, per essere infine demolita nel 1878 a favore dell’attuale isolato con il Liceo, il Convitto e la Biblioteca.
La memoria di San Francesco e della piazza è stata recentemente recuperata grazie agli studi condotti da Stefano Brusaporci, Pamela Maiezza, Alessandra Tata e Mario Centofanti dell’Università degli Studi dell’Aquila, che hanno realizzato un modello digitale 3D (foto di copertina) della chiesa e del suo contesto storico, ricostruendo le trasformazioni urbanistiche tra XVI e XIX secolo. Questa ricerca ha permesso di far rivivere virtualmente uno dei monumenti più importanti e ormai scomparsi del centro storico.
Attorno alla piazza sorgevano i palazzi del potere civico: il Palazzo del Capitano, con le antiche carceri e la cappella della Madonna degli Angeli, e la Camera Aquilana, sede delle adunanze e dell’amministrazione cittadina. Nel 1573, con l’arrivo di Margherita d’Austria, figlia di Carlo V e governatrice perpetua dell’Abruzzo, il complesso fu trasformato nel monumentale Palazzo Margherita. Il governo illuminato della duchessa segnò un periodo di grande prosperità urbana ed economica, portando all’ammodernamento della città e alla creazione di un innovativo impianto agricolo a Campo di Pile.
Elemento iconico di Piazza Palazzo resta la Torre Civica, eretta originariamente nel trecento e alta oltre 50 metri, poi ridotta in altezza a seguito dei terremoti. Alla sua base si trova uno dei più antichi esempi dello stemma dell’Aquila, scolpito nel XIII secolo. La torre ospitava il “Campanone” da 22.000 libbre, capace di farsi udire fino a 30 chilometri, e il celebre orologio dei 99 tocchi, simbolo dei castelli fondatori della città.
Nel corso dell’Ottocento la piazza subì ulteriori trasformazioni: dopo il terremoto del 1703, furono realizzati i portici (1876), la Locanda del Sole, e nel 1903 venne inaugurato il monumento bronzeo a Gaio Sallustio Crispo, opera di Cesare Zocchi, che ancora oggi campeggia al centro della piazza.
Oggi, dopo i recenti restauri, Piazza Palazzo torna a essere uno dei luoghi più rappresentativi dell’identità aquilana: uno spazio che racconta otto secoli di storia, tra potere civile, arte e memoria collettiva.









