L’AQUILA – In via del Crocifisso, storica sede della Cgil prima del sisma, si è tenuta ieri una conferenza stampa per fare il punto sulla vertenza contro la sostanziale chiusura dei Nuclei di Cure Primarie. “Un’operazione verità” l’hanno definita Francesco Marrelli della Cgil, Vito Albano della Fimmg e Guido Iapadre del Sindacato dei Medici Italiani.
Conferenza stampa per fare il punto sulla vertenza, che vede le sigle mobilitate ormai da due anni, anche alla luce del tormentato consiglio comunale straordinario che ha avuto anche strascichi polemici nei giorni successivi.
Operazione verità in due direzione, i numeri e i conti. Prima di tutto però il chiarimento politico. “La nostra mobilitazione – ha specificato Albano – non ha niente a che fare con le elezioni, è nata molto prima e continuerà anche dopo il 10 marzo”.
I dati reali, spiegano i sindacati, dicono che il numero dei medici che fanno parte dei Nuclei di Cure Primarie nella ASL 1 è equivalente a quello delle altre ASL della Regione Abruzzo. Nei dati che riguardano le altre ASL non sono stati inseriti volutamente i medici che fanno parte di forme associative comunque riconducibili ai Nuclei, molto diffuse negli altri territori.
Riguardo, poi, ai compensi percepiti per le attività di Nucleo dai medici, “abbiamo dimostrato che questi vengono interamente assorbiti dai costi di produzione degli stessi Nuclei, ed è proprio questo che rende insostenibile economicamente la sopravvivenza di Nuclei con pochi medici.”
“In realtà, ciò che si vuole mascherare è il taglio di servizi consolidatisi nel tempo per migliaia di cittadini della nostra Provincia, come, del resto, affermato e voluto dal Piano Strategico Aziendale 2023-2025, a discapito anche dei livelli occupazionali del personale infermieristico e amministrativo impiegato presso i Nuclei.
Le prossime mosse
“Intendiamo avvalerci anche degli strumenti giuridici previsti dall’ordinamento per riuscire ad avere soluzioni concrete rispetto al definanziamento e al depotenziamento dei Nuclei di Cure Primarie portato avanti, senza sosta, dalla ASL1 nella Provincia dell’Aquila, da almeno due anni. “
Le scelte della ASL1 determinano secondo i sindacati un sostanziale arretramento dei livelli di assistenza che compromette la continuità e lo standard quantitativo e qualitativo del servizio sanitario di base. Inoltre, “la mancata sostituzione dei medici in quiescenza nei Nuclei determina una penalizzazione dei cittadini e delle cittadine anche in ragione dell’età e della eventuale disabilità degli stessi, in totale spregio dei principi vigenti in ambito nazionale e sovranazionale, con un arretramento rispetto agli standard di assistenza prescritti”
“Avvieremo una class action amministrativa per tutelare tutti i cittadini e le cittadine della Provincia dell’Aquila, affinché, nell’interesse della collettività, venga eliminata la situazione denunciata, utilizzando, finalmente, le risorse strumentali, finanziarie e del personale a disposizione.”
“Per tale ragione, abbiamo predisposto una diffida, condizione di procedibilità per la class action, che provvederemo a consegnare brevi manu all’organo di vertice della ASL1 e nella quale indicheremo gli interventi necessari da compiersi entro e non oltre il termine di n. 90 giorni, scaduto il quale adiremo l’autorità giudiziaria.”









