L’AQUILA – Con le loro presunte omissioni avrebbero potuto causare un disastro ferroviario “evitato per puro caso, essendosi l’impalcato crollato adagiato sulla spalla del ponte senza invadere le rotaie e avendo il treno 7094 investito solamente i resti di un ponteggio provvisionale e una carriola , senza deragliare” – così le due consulenze depositate dagli esperti dopo la caduta improvvisa nella notte del maggio 2013, di una lastra di 20 tonnellate del viadotto del ponte di Scoppito, dopo essere stata lasciata a quanto pare tagliata e incustodita.
A distanza di quasi 11 anni, come riportato dal quotidiano Il Messaggero,, il tribunale dell’Aquila ha posto fine alle indagini. I tre imputati sono stati condannati a due anni di reclusione.










