ATTUALITÀ | |

Migranti, Sally Kane (Cgil): una narrazione sbagliata

Migranti, Sally Kane (Cgil): una narrazione sbagliata
Abbiamo incontrato Sally Kane, responsabile nazionale delle politiche migratorie della Cgil. Sui migranti, c'è una narrazione sbagliata.

L’AQUILA – Al lancio della raccolta firme “stop border violence”, per chiedere all’Europa di applicare l’articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che afferma: “nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani o degradanti”, abbiamo incontrato Sally Kane, responsabile nazionale delle politiche migratorie della Cgil 

“Ci dicono che dopo il Covid c’è una forte domanda di lavoratori stranieri – ha dichiarato – e,  se le cose stanno così, ci sono 600mila migranti senza titolo di soggiorno che potrebbero coprire questi posti se solo si cambiassero norme come la Bossi-Fini che producono irregolarità.

Irregolarità che fa sì che queste le persone siano sfruttate e lavorino in nero creando così dumping tra lavoratori. Sull’immigrazione c’è una narrazione sbagliata”.

 
Quando sono venuta qui, all’università, 35 anni fa, c’era un clima di accoglienza verso di noi. Ultimamente – conclude Sally Kane – avverto un clima di paura e diffidenza che non ha ragione di essere, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni che sono nate in Italia e, pur avendo un colore diverso della pelle, parlano i dialetti del luogo in cui sono nati”.