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Case di comunità e nuclei di cure primarie: scontro totale tra opposizioni aquilane e Asl

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Case di comunità e nuclei di cure primarie. E' scontro totale sulla Asl dell'Aquila. L'incontro con le parti sociali del 20 giugno lungi

L’AQUILA – Case di comunità e nuclei di cure primarie. E’ scontro totale sulla Asl dell’Aquila. L’incontro con le parti sociali del 20 giugno lungi dall’aver riavvicinato le parti ha semmai cristallizzato le posizioni critiche. Prima la nota dei sindacati e delle associazioni che avevano promosso la manifestazione del 15 giugno, e ieri la conferenza stampa dei gruppi di opposizione del consiglio comunale aquilano. Diversi i punti critici secondo le opposizioni che non hanno risparmiato critiche a Marsilio e soprattutto a Pierluigi Biondi, reo, secondo loro, di essere assente dal dibattito sulla sanità. 

Casa di comunità dentro al San Salvatore: “un controsenso”

Sul tappeto c’è innanzitutto la querelle sulla casa di comunità. Strutture, hanno ricordato le opposizioni ieri in conferenza stampa (c’erano Stefano Albano, Stefano Palumbo e Stefania Pezzopane per il Pd, Elia Serpetti per il Passo Possibile, Simona Giannangeli per L’Aquila Coraggiosa, e il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, in rappresentanza anche degli altri gruppi di minoranza) immaginate dal Dm 77 proprio per delocalizzare parte dei servizi ospedalieri nel territorio.

Finanziate in parte dal Pnrr sono come dei micro-ospedali, avranno un loro Cup, seppur collegato a quello Asl, e una serie di servizi ospedalieri di cui usufruire. Dovrebbero nascere, secondo il Dm, lontano dagli ospedali in modo da decongestionare quest’ultimi. All’Aquila si sta optando per una soluzione diversa. Si vociferava del Delta 7 ma, la notizia data dal Pd e appresa nell”incontro con la Asl, la scelta sarebbe ricaduta sul Delta 6, sempre dentro l’ospedale, l’edificio dove si trova attualmente il Cup. Un controsenso spiegano le opposizione. 

Due project financing per parcheggi a pagamento all’ospedale

La scelta della casa comunità dentro l’ospedale San Salvatore dell’Aquila, avrebbe spiegato la governance Asl, sarebbe dettata dalla mancanza di fondi per farla altrove. Ma le opposizioni sostengono che altre Asl su questo capitolo hanno deciso di sforare proprio per rispettare la logica della medicina territoriale. Non solo, denunciano i gruppi di minoranza, la Asl starebbe nel frattempo, per far fronte a un ulteriore flusso di traffico verso il San Salvatore pensando a due project financing in zona (non è chiaro dove) del valore di quattro milioni circa: “Parcheggi a pagamento” incalzano, “perché il privato dovrà pur guadagnarci qualcosa”.

Nuclei di cura: la Asl tranquillizza, i medici no

E’ scontro anche sui nuclei di cure primarie. A margine dell’incontro con i sindacati la Asl aveva rilasciato una nota per tranquillizzare sui nuclei di cura. Secondo le minoranze la situazione è ben diversa, dei tre nuclei di cure primarie aquilane, uno chiuderà a dicembre e un altro potrebbe chiudere l’anno prossimo. Strutture di base che riuniscono medici di famiglia con ambulatori aperti dalle 8 alle 20, svolgono un ruolo importante nell’offerta sanitaria. Il nucleo guidato da Guido Iapadre, in particolare, sarebbe a 6 medici sui 10 previsti, e di uno è previsto il pensionamento. Sotto i 6 si chiude, da qui la sollecitazione, che va avanti da mesi, alla Asl ad autorizzare l’inserimento di nuovi medici. 

Il commento della Fimmg

“Probabilmente i componenti della direzione strategica e della direzione funzionale della Asl 1 ieri hanno partecipato a una riunione diversa da quella alla quale ho partecipato io. I toni trionfalistici della direzione strategica affidati a un comunicato stampa dopo quattro ore di colloquio con sindacati e organizzazioni del territorio, nella sede di via Saragat, non hanno alcuna ragione di esistere”. Così la Federazione dei medici di medicina generale che spiega: “L’esistenza dei nuclei primari è invece strettamente collegata al personale medico che vi lavora: anche se non dovessero chiudere fisicamente, se due medici massimalisti che vanno in pensione non vengono sostituiti, i pazienti (tremila persone) restano senza servizio. Indipendentemente dal fatto che chiudano o meno il problema non è affatto risolto, perché senza medici i nuclei sono un castello vuoto”.

Quindi l’accusa: “A dimostrazione che non c’è alcuna ‘apertura’ e nessuna volontà di risolvere il problema dei nuclei di cure primarie, come invece ambiguamente la Asl1 urla nella sua nota, c’è il fatto che il ‘Piano strategico aziendale’ della Asl Sulmona-Avezzano-L’Aquila parla chiaro. Nella sezione dedicata alla medicina territoriale c’è scritto nero su bianco, sotto la voce ‘Eventuali risorse aggiuntive sul bilancio 2023/2025’, che la Asl la Asl “condurrà un’accurata azione di contenimento dei costi derivanti dalle forme associative specie in tema di sostituzioni nei nuclei per le cure primarie dei medici cessati”.

L’intervista a Stefano Albano (Pd)