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Premio delle Arti, riapre Santa Caterina e riporta l’Accademia in centro

SANTA CATERINA (2)
Santa Caterina riapre agli artisti, mostra diffusa fino all'8 gennaio. Biondi annuncia il restauro del trittico di Mariani. Tutti i vincitori della ventesima edizione

L’AQUILA – Le stanze dell’ex monastero di Santa Caterina da Siena riportano l’Accademia di Belle Arti nel cuore dell’Aquila, 37 anni dopo il trasferimento nella sede di Pettino. Era il 1989 quando l’istituto lasciò Palazzo Carli Benedetti. Oggi quei locali tornano a ospitare studenti e opere d’arte, diventando una sede distaccata dell’Accademia. A inaugurare questo nuovo capitolo è la ventesima edizione del Premio nazionale delle Arti, con 123 opere selezionate tra oltre 400 candidature e una mostra diffusa in quattro luoghi del centro storico, visitabile fino all’8 gennaio 2027.

L’inaugurazione, stamani, ha seguito la cerimonia di premiazione del giorno precedente, ospitata nel Teatro dell’Accademia. Circa 200 studenti e docenti sono arrivati da tutta Italia per partecipare all’appuntamento, promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca e organizzato dall’Accademia aquilana con il sostegno del Comune, nell’anno della Capitale italiana della Cultura.

Alla giornata inaugurale hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Pierluigi Biondi, il presidente dell’Accademia Rinaldo Tordera e il direttore Marco Brandizzi. Proprio Biondi, a margine della manifestazione, ha annunciato un nuovo intervento che riguarda il patrimonio artistico della città: il restauro delle opere di Marcello Mariani recentemente acquistate all’asta. Lo studio dell’artista scomparso nel 2017 era proprio adiacente all’ex monastero di Santa Caterina.

Il trittico di Mariani sarà restaurato dall’Accademia

“L’Accademia, lo possiamo annunciare, si occuperà del restauro di queste opere”, ha dichiarato Biondi, riferendosi al trittico dedicato alla Divina Commedia, composto dalle tre grandi tele di Inferno, Purgatorio e Paradiso.

Le opere sono state acquistate il 31 ottobre per 50mila euro dal Comitato di coordinamento “L’Aquila 2026 – Città Multiverso”, presieduto da Fiorella Luciani, grazie al contributo del Consorzio Isea. Al centro di una procedura esecutiva del Tribunale dell’Aquila, rischiavano di lasciare la città. Al termine dell’attività del Comitato entreranno nel patrimonio comunale.

Realizzate nel 1995, le tre tele misurano circa nove metri per tre ciascuna. Furono concepite per accompagnare la recitazione della Divina Commedia e presentate al Forte spagnolo dell’Aquila. La loro collocazione definitiva resta da individuare.

“Poi insieme con chi si occupa di cultura in questa città troveremo anche il luogo dove metterle in mostra”, ha aggiunto il sindaco, ricordando che a pochi metri dall’ex monastero di Santa Caterina si trova il laboratorio di Marcello Mariani.

Biondi: “Una città che crea gli eventi”

Il sindaco ha collegato il ritorno dell’Accademia in centro alla volontà di lasciare risultati concreti oltre il 2026.

“La ventesima edizione del Premio nazionale delle Arti all’Aquila rappresenta un pezzo fondamentale di Capitale italiana della Cultura e ne incarna la filosofia di base”, ha spiegato. “Cioè una città che non viene, diciamo, posseduta dagli eventi, ma è la città che li crea, li costruisce e li attraversa”.

Al centro del suo intervento anche il ruolo degli studenti, chiamati a confrontarsi con la città attraverso le proprie ricerche artistiche. “Ci interessava molto che ci fosse un lascito concreto”, ha aggiunto Biondi, riferendosi in particolare alla destinazione culturale dell’ex monastero di Santa Caterina, uno spazio che altrimenti, secondo il sindaco, sarebbe probabilmente rimasto vuoto e chiuso.

Biondi ha richiamato inoltre il progetto di ampliamento e riqualificazione della sede principale dell’Accademia, progettata da Paolo Portoghesi, finanziato dal Mur con circa 9,5 milioni di euro. L’intervento, presentato nel febbraio scorso, prevede nuovi spazi didattici e laboratori, oltre alla riqualificazione delle aree esterne. Il sindaco ha anticipato anche novità sul fronte delle attrezzature, tra cui un braccio tecnologico in grado di lavorare la pietra, destinato alle attività formative.

Nannicola: “Era il dialogo con la città che mancava”

Il ritorno dell’Accademia nel centro storico ha anche un significato personale per Carlo Nannicola, coordinatore dell’intero progetto espositivo.

“Dire che era un mio desiderio già da studente sarebbe riduttivo, perché è un qualcosa che effettivamente mancava”, racconta. “Ogni volta che passavo davanti a Santa Maria dei Raccomandati mi domandavo se e quando l’Accademia avrebbe ripreso posto effettivamente in centro”.

Un rapporto con gli spazi urbani che, secondo Nannicola, negli anni si era progressivamente ridotto. “Senza nulla da togliere alla sede in periferia, però era proprio il dialogo con lo spazio che mancava, se non con qualche evento sporadico”.

Il coordinatore si sofferma anche sul lavoro che ha preceduto l’allestimento. Delle oltre 400 candidature sono state selezionate 123 opere, poi suddivise in dodici sottosezioni. Un confronto che ha richiesto scelte particolarmente restrittive.

“Per la pittura sono state selezionate solamente cinque opere, mi pare, per la scenografia sono state selezionate solamente tre”, spiega Nannicola. “Quindi è stato un processo molto dettagliato ed estremamente preciso”.

A orientare le commissioni nominate dal Ministero sono stati soprattutto la qualità, l’originalità e la capacità dei lavori di interpretare il tema dell’edizione, “Pensiero manifesto. Pratiche artistiche come forme di conoscenza”.

I vincitori del Premio nazionale delle Arti 2026

La premiazione del 6 novembre ha coinvolto linguaggi molto diversi, dalle discipline tradizionali alle tecnologie digitali, fino al restauro.

Tra i riconoscimenti figura quello assegnato a Elena Gaita, studentessa dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, premiata nella categoria fotografia e fotoreportage con l’opera “Dritto negli occhi”.

Per la pittura ha vinto Andrea Sabiu, dell’Accademia di Sassari, con “Twelve hours in relation”; per la scultura Daria Tiflea, dell’Accademia Giacomo Carrara di Bergamo, con “Ombre immobili”. Il premio per la scenografia teatrale, cinematografica e televisiva è andato a Matteo Sidoti Pinto, dell’Accademia Ligustica di Genova, con un progetto cinematografico tratto dal libro “AI 2041: Scenari dal futuro dell’intelligenza artificiale”.

Antonino Graziano, dell’Accademia di Palermo, si è aggiudicato il riconoscimento per il fumetto con “lights-lamb-fowl”. Il premio per le arti grafiche, editoriali e di narrazione visiva è stato assegnato a Giada Acerbi, dell’Accademia Albertina di Torino, con “Le cose che ci abitano”.

Per la decorazione è stato premiato Giuseppe Antonio Lo Presti, dell’Accademia di Roma, con “Tuttitalia”; per le arti performative e l’arte relazionale Gilian Morelli, dell’Accademia di Urbino, con “impalpabile”.

Nelle nuove tecnologie per l’arte il riconoscimento è andato a Shikun Wei, dell’Accademia di Firenze, con “Ritorno”. Per la videoarte e le produzioni audiovisive di documentazione è stata premiata Emma Castelnuovo con “PATHETIC POETIC JUSTICE”.

Nella categoria animazione e produzioni audiovisive figura l’opera “Everything You Need Store”, firmata da Giorgia Onisto, Gaia Tameni e Susanna Bortolato.

Tre i riconoscimenti per il restauro, assegnati ad Alessandra Campazzi e Valentina Sandrin, entrambe dell’Accademia di Bologna, e ad Annachiara Sottili dell’Accademia di Brera di Milano.

Due le menzioni speciali: Sara Balsamo dell’Accademia di Palermo per l’animazione, con “DECEASED TOMORROW”, e Luca Carlevarino dell’Accademia di Brera per la videoarte, con “didn’t know I was so pixelated when I was a child.mp4”.

Tordera e Brandizzi: l’arte come ricerca e conoscenza

Per il presidente dell’Accademia Rinaldo Tordera, ospitare il Premio nell’anno della Capitale italiana della Cultura ha rappresentato un’occasione per rafforzare i rapporti con il sistema nazionale dell’alta formazione artistica.

“La XX edizione del Premio Nazionale delle Arti ha rappresentato per L’Aquila un’importante opportunità di apertura e confronto con il panorama dell’alta formazione artistica italiana”, ha dichiarato. La presenza degli studenti provenienti da tutta Italia, secondo Tordera, ha dato ulteriore valore alla manifestazione e al ruolo dell’Accademia nella vita culturale cittadina.

Il direttore Marco Brandizzi ha invece richiamato il significato del tema scelto per l’edizione. “Il tema scelto per questa edizione invita a considerare l’arte non soltanto come espressione creativa, ma come uno strumento di conoscenza e interpretazione del mondo contemporaneo. Le opere presentate raccontano percorsi di ricerca, sperimentazione e riflessione, attraverso linguaggi e forme espressive differenti”.

Una concezione che ha guidato anche la scelta delle opere, valorizzando non soltanto il risultato finale, ma il percorso di ricerca e sperimentazione seguito dagli artisti.

Sul valore della ricerca artistica si è soffermata anche Giovanna Cassese, componente dell’Anvur, che ha richiamato l’importanza del riconoscimento accademico delle discipline artistiche e la necessità di definire criteri di valutazione rispettosi delle specificità delle istituzioni dell’alta formazione.

Palazzo Benedetti, la mostra entra negli edifici storici dell’Aquila

Accanto al ritorno dell’Accademia nell’ex monastero di Santa Caterina, il Premio nazionale delle Arti offre anche l’occasione di tornare a visitare Palazzo Benedetti, in via Sassa 15, una delle quattro sedi dell’esposizione.

Il palazzo è stato inserito nel percorso inaugurale del 7 novembre, dopo l’apertura della mostra a Santa Caterina. L’iniziativa consente di attraversare ambienti legati alla storia della città e di metterli in relazione con opere contemporanee, offrendo una prospettiva diversa sia sugli spazi sia sui lavori esposti.

La presenza del Premio contribuisce così a restituire alla fruizione pubblica alcuni luoghi del patrimonio storico aquilano. A Palazzo Benedetti si affiancano Spazio Genesi, realtà promossa dagli studenti dell’Accademia, e Muspac, il Museo sperimentale d’arte contemporanea.

Il risultato è un itinerario che attraversa parte del centro storico e collega spazi di epoche e funzioni diverse, dalla sede dell’Accademia agli ambienti espositivi ricavati nei palazzi della città.

Come visitare la mostra

La mostra “Pensiero manifesto. Pratiche artistiche come forme di conoscenza” resterà aperta fino all’8 gennaio 2027 nelle quattro sedi dell’ex monastero di Santa Caterina da Siena, Palazzo Benedetti, Spazio Genesi e Muspac. L’ingresso è gratuito. Le visite sono previste il venerdì dalle 17 alle 19, il sabato e la domenica dalle 11 alle 19. Il programma e l’elenco delle opere premiate sono disponibili sul sito ufficiale del Premio nazionale delle Arti, pna.abaq.it.