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Canile di Collelongo, la Regione si muove ma è scontro sulle verifiche

Canile di Collelongo, la Regione si muove ma è scontro sulle verifiche
La Regione Abruzzo ha avviato un'istruttoria sulla possibile sospensione dall'Albo regionale del canile comprensoriale di Collelongo, in provincia dell'Aquila

L’AQUILA – La Regione Abruzzo ha avviato un’istruttoria sulla possibile sospensione dall’Albo regionale del canile comprensoriale di Collelongo, in provincia dell’Aquila. Il provvedimento, firmato dal direttore del Dipartimento Sanità Camillo Odio, prevede ulteriori verifiche da parte della Asl 1. Una decisione contestata dall’associazione Tutela Diritti Animali ETS, che denuncia ritardi nell’affrontare le presunte irregolarità della struttura e chiede la revoca dell’autorizzazione.

Al centro della controversia ci sono la gestione del canile, formalmente autorizzato al Centro Cinofilo del Fucino Snc ma, secondo l’associazione, affidato di fatto alla Comar Farm Casaline Srl, e la presenza di coperture in cemento-amianto che sarebbero in condizioni di degrado.

Il presidente dell’associazione, Gabriele Bettoschi, sostiene che le irregolarità siano già documentate dagli uffici regionali e contesta la scelta di demandare nuove verifiche alla Asl. Secondo quanto riferito dall’associazione, l’azienda sanitaria sarebbe a conoscenza sia del rapporto di gestione tra le due società, regolato da una scrittura privata, sia della presenza di amianto sui box degli animali, la cui bonifica sarebbe prevista per la primavera del 2027.

Tutela Diritti Animali riferisce inoltre che i Comuni di Castelvecchio Subequo e Raiano hanno avviato procedure di annullamento dei contratti e sospensione dei pagamenti alla società, per evitare possibili responsabilità contabili.

L’associazione ha quindi diffidato la Regione ad avviare entro sette giorni il procedimento di revoca dell’autorizzazione e cancellazione della struttura dall’Albo regionale.

“Se entro una settimana non ci saranno termini perentori di chiusura del canile di Collelongo, depositeremo una formale integrazione di denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Pescara e di Avezzano”, annuncia Bettoschi, ipotizzando il reato di omissione o rifiuto di atti d’ufficio. La diffida è stata trasmessa anche ai vertici regionali, alla Corte dei conti e agli organi investigativi.